Il Superuovo

Feltrinelli e la stampa: la sua casa editrice è figlia della tecnica di Gutenberg

Feltrinelli e la stampa: la sua casa editrice è figlia della tecnica di Gutenberg

Al 1455 risale la stampa a caratteri mobili di Gutenberg, da cui la casa editrice “Feltrinelli”, come moltissime altre, trova fondamento.

Oggi, nel 1926, nasceva Giangiacomo Feltrinelli, fondatore dell’omonima casa editrice, sorta sul finire del 1954. Tale ricorrenza, ormai risalente a 95 anni fa, trova ragion d’essere, a livello formale, grazie al passaggio dalla forma manoscritta dei testi alla forma stampata.

La stampa (non solo) di Gutenberg

Nel 1455, in Occidente, fu introdotta la stampa a caratteri mobili, dal tedesco Johannes Gutenberg. La tecnica tipografica consisteva nell’allineare singoli caratteri, utilizzabili più volte, i quali avrebbero costituito la pagina, una volta completa. La pagina veniva cosparsa di inchiostro, e pressata su un foglio di carta. Il torchio era la macchina utilizzata, derivata dalla pressa a vite, la stessa per la produzione del vino. Permetteva di applicare efficacemente, e con pressione uniforme, l’inchiostro sulla pagina stessa.
La tecnica di stampa, in Asia, esisteva già. Al 1041 si può datare la sua invenzione, ad opera del tipografo Bi Sheng. Il sistema dell’inventore cinese prevedeva una composizione di caratteri in terracotta.

Dopo l’introduzione del sistema di Gutenberg, il primo testo stampato fu la Bibbia delle 42 linee, realizzata a Magonza tra il 1453 e il 1455.  Essa contava 641 fogli totali, quindi 1282 pagine. Si riproduceva il testo della Vulgata, la bibbia latina tradotta da san Gerolamo nel V secolo. L’Antico Testamento occupava il primo volume, e parte del secondo, che conteneva, altresì, il Nuovo Testamento.

 

 

Il passaggio dal manoscritto alla stampa

Inizialmente, il libro a stampa non sostituì il manoscritto, ma lo affiancò. Nel mentre, la produzione libraria aveva abbandonato i monasteri per radicarsi, sempre più profondamente, nel tessuto culturale delle città europee. Nella realizzazione di codici, agli uomini di chiesa, di ogni ordine e grado, si aggiunsero docenti universitari e i loro allievi. Quest’ultimi non smisero mai di ricorrere all’autorità, e all’ausilio, delle opere degli Antichi. Tuttavia, sebbene si sviluppassero temi d’attualità, vi era una forte somiglianza tra i primi volumi a stampa e i manoscritti: stessa impaginazione, e identici disegni di carattere, decorazioni simili, mancanza del frontespizio.

La rilettura degli autori antichi impresse una maggiore circolazione di libri nel tessuto urbano. Le caratteristiche formali della produzione libraria erano strettamente funzionali, secondo un’usanza diffusa, ai contenuti specifici del codice. Rispecchiavano, in aggiunta, lo status sociale dei committenti, la qualità del pubblico cui erano indirizzati i testi, e la natura dei luoghi adibiti alla loro conservazione e alla loro fruizione.
La crescita degli  insegnamenti delle arti liberali estese la possibilità di acquisire una buona familiarità con la scrittura e con la lettura di testi. Inoltre, gran parte dei cittadini, compresi i più poveri, sfruttarono la diffusione delle opere in volgare per rispondere alle esigenze pratiche in ambito civile, religioso e professionale.

19 giugno: nasce Giangiacomo Feltrinelli

Oggi si ricorda la nascita del marchese Giangiacomo Feltrinelli di Gargnano, soprannominato ”Osvaldo”, nato a Milano il 19 giugno 1926. Noto per la sua omonima casa editrice , LaFeltrinelli, il suo nome trovò spazio nella stagione degli anni di piombo. Fu, difatti, fondatore della GAP (Gruppo d’Azione Partigiana) che, dal 1970, si affermò come una delle prime organizzazioni armate di sinistra.
Da ragazzo, Giangiacomo simpatizzò per il regime fascista. Ma cambiò, drasticamente, ideologia nel 1944, a seguito d’un colloquio con il giornalista, e critico d’arte, Antonello Trombadori, futuro deputato per il Partito Comunista Italiano. A fronte dell’incontro, decise di prendere attivamente parte alla Resistenza.

Al termine della Seconda guerra mondiale, aderì pienamente, ed incondizionatamente, all’idee marxiste. Fautore del comunismo, dopo aver aderito al PCI, assieme alla moglie, si impegnò per raccogliere documenti, e materiali informativi, sulla storia del movimento operaio. Gettò, così, le basi per la biblioteca di uno dei più importanti istituti di ricerca sulla storia sociale. Da lì, infatti, sarebbe nata la Biblioteca Feltrinelli, in seguito Fondazione Feltrinelli, a Milano.

Il contributo de “LaFeltrinelli”

Alla fine del 1954, Giangiacomo fonda la casa editrice “Giangiacomo Feltrinelli Editore”, sulle ceneri della Cooperativa del Libro Popolare, promossa da Feltrinelli stesso. Il suo intento era creare una struttura che abbracciasse le varie fasi del processo editoriale: dall’edizione alla distribuzione, fino alla vendita al dettaglio di libri.
Il primo libro edito fu l’autobiografia dell’allora Primo ministro indiano Jawaharlal Nehru. Si pubblicarono, successivamente, best seller di grande rilievo internazionale, quali: “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa; “Il dottor Živago” di Boris Pasternak, terminato dall’autore nel 1955, e pubblicato nel novembre del 1957 in assoluta prima mondiale.

Oltre alla pubblicazione di opere letterarie di grande successo, la casa editrice incominciò ad occuparsi di quella di opuscoli e saggi documentaristici. Gli argomenti spaziavano dalle tattiche alle strategie di guerriglia in America Latina. Alcuni testi presentano ancora la firma di Ernesto Che Guevara o di Camilo Torres Restrepo.

 

 

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