Fear of the Dark: perché abbiamo paura del buio?

Fear of the dark, fear of the dark
I have a constant fear that someones always near

cantava Bruce Dickinson nel 1992. La celebre canzone degli Iron Maiden, contenuta nell’omonimo album Fear of the Dark parla proprio di fobie e suggestioni legate alla paura del buio. Le immagini proposte nel brano, spaziano dalla più semplice paura di una strada buia – And when I’m walking a dark road, I sometimes feel a little strange, a little anxious when it’s dark – alla più complessa fobia del buio stesso – I have a phobia that someone’s always there.

Cos’è precisamente?

La paura del buio, acluofobia o nictofobia, non è esattamente paura del buio stesso, bensì, di ciò che – ipoteticamente – il buio potrebbe nascondere. E’ per questa particolare ragione che, la nictofobia, si classifica tra i disturbi d’ansia. C’è differenza, tuttavia, tra una temporanea paura del buio ed una vera e propria fobia. La nictofobia porta attacchi di panico, forte ansia e compromette la vita quotidiana del soggetto, traducendosi in paura di dormire a luci spente, paura di restare al buio, o altre complicazioni simili.

La paura del buio, più frequente nei bambini, può interessare anche gli adulti. Nei bambini, solitamente, questa paura nasce da racconti di altri bambini, in seguito ad una esperienza traumatica o associando la paura ad un oggetto vicino. Negli adulti, invece, le cause possono risiedere in motivazioni più profonde ed intrinseche. Secondo Freud, ed altri studiosi, questo tipo di paura può essere legata ad un possibile disturbo d’ansia da separazione. Altre cause probabili, sono invece legate ad episodi traumatici vissuti durante la crescita, alla difficoltà che l’individuo possa incontrare nel conoscere se stesso e l’ambiente attorno a sé, e anche al timore di non riuscire a controllare talune situazioni.

Quali sono i sintomi?

Dal momento che la nictofobia, come altre fobie, può sfociare in attacchi di panico, la prima conseguenza sarà appunto una forte ansia. L’ansia, se forte, diventa panico. In ogni fobia, l’attacco di panico si sviluppa quando il soggetto si trova, si sente o pensa, alla specifica situazione che genera in esso paura. Nel caso dell’acluofobia, gli attacchi di panico si presenteranno, dunque, in condizioni di scarsa luminosità, o anche al pensiero di una situazione simile. I sintomi fisici di un attacco di panico sono: incremento della frequenza cardiaca e respiratoria, sensazione di distacco dalla realtà, angoscia, timore di morire, nausea, sudorazione eccessiva, paranoia ed altri sintomi.

Nei bambini, questa forte paura, sfocerà in incubi notturni, insonnia e crisi di pianto intense.

 

Come per altre fobie, i soggetti esposti, sono molto suggestionabili nei confronti dei temi che arrecano loro paura. Per questo, sarebbe ad esempio opportuno evitare di visionare film horror prima di coricarsi, o in generale, esporsi a situazioni ansiogene.

E le soluzioni?

Le fobie, seppur forti e destabilizzanti, non sono malattie e possono essere affrontate con esito positivo. Basterà lasciarsi guidare da un terapeuta, che semplicemente aiuterà l’individuo ad affrontare il problema. Perché sì, le fobie possono essere debellate. Tra le terapie più utili e risolutive, vi sono la terapia cognitivo comportamentale e la terapia breve strategica.

“la paura guardata in faccia diventa coraggio, quella evitata diventa timor panico”  Antichi Sumeri

Serena Vitale

 

 

Lascia un commento