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Troy e gli eroi greci: la bellezza degli eroi greci spiegata da Nietzsche ne “La nascita della tragedia”

Troy e gli eroi greci: la bellezza degli eroi greci spiegata da Nietzsche ne “La nascita della tragedia”

Nel 2004 esce, sugli schermi di tutto il mondo, “Troy”, film epico che narra le vicende della guerra di Troia e il mito di Achille. I protagonisti del film, Brad Pitt per Achille, Eric Bana per Ettore, Orlando Bloom per Paride e Diane Kruger per Elena, cercano di rappresentare la bellezza narrata dalla cultura greca.

La bellezza per la cultura greca

Quando parliamo della cultura greca ci viene subito in mente la loro architettura perfetta nei minimi dettagli e che ha coniato il termine “classico”, tutto è così pieno di armonia e di equilibrio, quasi impossibile trovare un’ inesattezza nelle loro opere.
Successivamente, quella stessa armonia non è stata replicata nello stesso modo da nessun movimento ma, anzi, ha dato una base “perfetta” da cui prendere spunto.

 

Nietzsche e il rapporto della Bellezza con il resto

Nietzsche, ne “La nascita della tragedia”, tratta la cultura greca in relazione con l’arte, la filosofia e la teologia mettendo come sfondo di tutto il tema della Bellezza, concezione eminentemente divina.
L’arte, la filosofia e la teologia sono strettamente connesse fra di loro: la teologia, disciplina che studia il divino, ha un estremo contatto con l’arte in quanto, con le opere degli artisti, dà forma agli dei e quindi manifesta il divino; la filosofia, invece, in quanto indagatrice della realtà e della natura non può essere che strettamente connessa sia con l’arte che con la teologia perché la manifestazione più intensa della realtà, nella cultura greca, gli dei.
Sullo sfondo di tutto questo è presente la figura del Bello, un concetto più presente, che ha più forma e che quindi crea “splendore”.
Ma dove la cultura greca dà libero sfogo a questa concezione di Bello?
Cos’è più bello di qualcos’altro? Perché dinanzi al bello, tutto diventa amorfo?

Il Bello e i semidei greci

Perché i semidei ci risultano “più belli”? Tutto nasce dal fatto che i semidei, come Ercole o Achille, hanno delle qualità umane che però sono più presenti in loro; un esempio: la figura di Ercole è caratterizzata dalla forza bruta, quindi, in Ercole, la qualità della forza spicca di più e quindi si distingue dagli altri uomini per questo; per Achille la stessa cosa, la qualità della velocità spicca di più e quindi, anch’esso, si distingue dagli uomini.
In quest’epoca esisteva il così detto “kalos kai agathos”, ovvero la cultura del bello e del buono, che rispecchia appieno tutta la concezione di quell’epoca.
Possiamo avere una bellezza soggettiva, dinanzi ad un paio di occhi azzurri e dei capelli biondi possiamo dire che quella persona è bella o brutta, e una bellezza oggettiva, come può essere un quadro o un tramonto.

Rimane il fatto che la Bellezza è qualcosa che continuamente viene ricercata dall’uomo, e per Bellezza s’intende il senso lato del termine.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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