Evitare il futuro distopico: 1984 e Black Mirror come strumenti di consapevolezza

Non possiamo sapere con esattezza cosa succederà in futuro. Ma possiamo prevederlo, e forse prevenirlo.

 

Il futuro è un’incognita che tenta e spaventa l’uomo: impossibile da conoscere, aperto a milioni di possibilità. La vasta gamma di variabili che lo compongono permettono di fare previsioni, o semplicemente di immaginare come potrebbe andare il corso degli eventi.

Distopia

Non è possibile prevedere il futuro ma è possibile fare delle previsioni su come potrebbe avverarsi. A tal proposito è celebre il romanzo distopico 1984 di George Orwell. Distopico in quanto specchio della parte più oscura della società e di chi la controlla.  Tra scrittori, artisti e produttori, questo genere ha aperto le porte a storie in linea con il famoso romanzo riprendendone a volte i punti focali. Nella fattispecie, nel 2011 è uscita una serie che tratta temi molto in linea col pensiero orwelliano: Black Mirror. In entrambi i casi, il pensiero è completamente assoggettato a una persona (Big Brother) o un dispositivo.

Punti di vista

La denuncia di Orwell che impregna la sua opera rimane un attuale oggetto di dibattito e discussione. La sua è la visione di un futuro in cui il progresso e la politica, in particolare, vengono utilizzati per controllare il pensiero e gli individui stessi. Non è poi così diverso dalla serie televisiva britannica, che di fatto è composta da episodi uniti da un unico filo conduttore: la tecnologia. Dunque se nel caso di Orwell i nuovi dispositivi sono solo un mezzo per controllare il popolo, le trame di Black Mirror si intrecciano sugli effetti che la tecnologia stessa ha per l’uomo e l’intera struttura sociale, arrivando anche all’alienazione.

Questione di tempo?

Ipocrisia, tecnologia e politica. Sulla base di questi elementi appare chiaro quindi che nonostante il salto temporale tra il romanzo e la serie televisiva, entrambe presentano un punto di vista simile e irrimediabilmente pessimistico. Ma in entrambi i casi non si tratta di una condanna, né di profezie. Anzi, il motivo che spinge alla creazione di tali scenari sta proprio nel tentativo di evitare che questi si avverino. Nel pessimismo di 1984, infatti, si trova la soluzione: unione e consapevolezza. Quindi, solo aprendo gli occhi e la mente possiamo essere in grado di affrontare il presente con lucidità, al fine di garantire un futuro prospero per tutti.

Finché non diventeranno coscienti della loro forza, non si ribelleranno e, finché non si ribelleranno, non diverranno coscienti della loro forza.

G. Orwell, 1984

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: