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Essere studentesse nel diciottesimo secolo: Laura Bassi e Maria Pellegrina Amoretti ci testimoniano com’era

Essere studentesse nel diciottesimo secolo: Laura Bassi e Maria Pellegrina Amoretti ci testimoniano com’era

Il Doodle di Google e Giuseppe Parini celebrano due figure che hanno affrontato i pregiudizi patriarcali in ambito accademico.

Ieri Google ha dedicato un Doodle a Laura Bassi, laureata a Bologna nel 1732. Nel 1777, Parini celebrava la laurea di Maria Pellegrina Amoretti, conseguita a Pavia. Ecco com’era essere una studentessa del diciottesimo secolo.

LAURA BASSI FU LA PRIMA DONNA A INTRAPRENDERE LA CARRIERA ACCADEMICA

Le donne hanno lottato per anni per accedere al mondo dell’istruzione, e i privilegi di cui godiamo oggi sono il risultato di tanti, piccoli traguardi. La prima donna laureata al mondo fu Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, che divenne dottoressa in Filosofia all’Università di Padova (1678). Da questo momento, sempre più donne hanno avuto accesso al mondo accademico, ma la strada continuò ad essere in salita per moltissimo tempo. La parte più conservatrice del popolo era ovviamente contraria a questo cambiamento: moltissimi furono gli atenei che non permisero alle donne di iscriversi, e diversi gli episodi in cui le cattedre ricoperte da donne furono soppresse.

La storia di Laura Bassi non fu più semplice. Nata a Bologna, dove si laureò in Filosofia nel 1732, ottenne la cattedra universitaria per l’insegnamento della Fisica – chiamata allora Filosofia Naturale. Si trattava di qualcosa di profondamente rivoluzionario, perché all’epoca le donne erano escluse dai mestieri accademici. Non solo: entrò anche nell’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna.
Bassi condusse un’instancabile lotta per le pari opportunità; non solo: percorse un’incredibile carriera accademica ed ebbe un ruolo fondamentale nella diffusione delle teorie newtoniane e delle ricerche pionieristiche sull’elettricità.

PARINI CELEBRÒ MARIA PELLEGRINA AMORETTI, LAUREATA IN GIURISPRUDENZA

Giuseppe Parini fu un poeta che divenne famoso per il suo impegno civile e sociale e, tra i vari temi sui quali ebbe occasione di riflettere ci fu anche questo. Decise di celebrare Maria Pellegrina Amoretti perché la sua laurea non rappresentava solo la fine di un percorso, ma il trionfo di una donna in un ambito da sempre considerato riservato al mondo degli uomini. Si è visto che già altre donne si erano laureate prima di lei, ma la novità qui sta proprio nell’ambito; la Giurisprudenza, infatti, fino a quel momento era un terreno mai stato praticato dalle donne. Il poeta, infatti, descrive il suo percorso universitario come “aspro sentier, che al piè contrasta” e loda la sua intelligenza.

Proprio per questo motivo, Parini coglie l’occasione per celebrare l’ingegno femminile nel suo significato più ampio, e quindi le donne al potere, tra le quali ricorda Maria I di Braganza, Maria Teresa d’Austria e Caterina II di Russia. La prima fu regina del Portogallo proprio a partire dal 1777, data di composizione dell’ode; proprio per questo motivo, gli elogi che le vengono qui attribuiti sono sostanzialmente degli auguri e delle speranze. Maria Teresa d’Austria, invece, era ben conosciuta dal Parini, perché governava anche la Lombardia (Insumbria), famosa per la sua politica di riforme. Infine, Caterina II di Russia era salita al potere dopo la morte del marito Pietro III e aveva governato con la ragione (di ragione il dolce freno, scrive il poeta).

ANCORA OGGI, NON SEMPRE LE DONNE POSSONO ACCEDERE ALL’ISTRUZIONE

Come già detto, il percorso che ha portato il sesso femminile ad avere accesso agli studi di più alto livello è stato tutt’altro che semplice. Vanno ricordati alcuni importanti traguardi che hanno scandito questo percorso, restando nel nostro Paese: nel 1878, Giuseppina Cattani fu la prima donna ad iscriversi a Medicina; nel 1881, le prime due donne laureate in Scienze Naturali del Regno d’Italia, Evangelina Bottero Pagano e Carolina Magistrelli; Enrichetta Girardi si laureò in Lettere nel 1875 e Gaetana Calvi fu la prima a laurearsi in Ingegneria nel 1902. Queste sono solo alcune tappe fondamentali, ma va ricordato che, ancora oggi, anche l’istruzione più elementare non è garantita ovunque. Basti ricordare la vicenda di Malala Yousafzai, vincitrice del Nobel per la Pace nel 2014.

Nonostante indubbiamente la strada sia ancora lunga, è importante ricordare e celebrare tutti questi piccoli e grandi successi che hanno portato la società al suo stato attuale. Soprattutto per tutte coloro che sono vissute prima che il mondo fosse pronto a questi cambiamenti e che ora, come direbbe Virginia Woolf, vivono attraverso tutti noi.

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