Esopianeti: tra nuovi Sistemi Solari e poster pubblicitari anni ’30 della NASA

Il telescopio spaziale TESS individua la famiglia planetaria di TOI 270: un pianeta roccioso e due subnettuni

Il telescopio spaziale TESS ha individuato un terzetto di esopianeti che sono tra i più piccoli, vicini e interessanti. La famiglia planetaria della stella TOI 270, a circa 73 anni luce da noi, include un pianeta “b”, roccioso, con raggio stimato in 1,2 volte quello della Terra, e due fratelli gassosi (“c” e “d”), grandi la metà di Nettuno.

Diamo il benvenuto a questa nuova famiglia

La scoperta è esattamente ciò che ci si aspettava da TESS: dimostrare l’esistenza di pianeti subnettuni, ossia più piccoli dei nostri giganti gassosi (ma più grandi dei pianeti rocciosi). TOI 270 è il sistema ideale per studiare la formazione di questo anello mancante, perché tutti e tre i pianeti orbitano relativamente vicino al loro sole, una nana rossa di tipo spettrale M, assai luminosa ma anche “a fine carriera” e molto calma. Con queste proprietà sarà più facile per TESS studiare i transiti dei pianeti davanti alla loro stella, e la scarsità di brillamenti è anche condizione essenziale per non escludere a priori la possibilità che quel lontano sistema possa essere compatibile con la vita. TOI 270 b, il pianeta più piccolo e roccioso, che completa un’orbita ogni tre giorni, si trova nella zona abitabile della sua stella, anche se la sua superficie potrebbe essere troppo calda per consentire la presenza di acqua liquida. TOI 270 d si trova all’interno di quella che è considerata una zona temperata, che permetterebbe alla parte superiore della sua atmosfera di supportare forme di vita. Tuttavia, un intenso effetto serra potrebbe rendere la sua superficie troppo rovente per la presenza di acqua o viventi. C’è anche la possibilità che TOI 270 ospiti altri pianeti oltre l’orbita del lontano pianeta d.

Ricostruzione al computer della stella TOI 270.

Cosa sono le componenti di questo sistema

In astronomia si definisce Super Terra un pianeta extrasolare di tipo roccioso che abbia una massa compresa tra 1,9 e 10 masse terrestri; questa classe di pianeti è dunque una via di mezzo tra i giganti gassosi di massa simile ad Urano e Nettuno ed i pianeti rocciosi di dimensioni simili alla Terra. Il nostro sistema solare non contiene pianeti classificabili in questa categoria, in quanto il pianeta roccioso più grande è proprio la Terra e il pianeta immediatamente di massa maggiore, Urano, è un gigante gassoso con una massa pari a circa 14 volte quella terrestre. Il termine “Super Terra” si riferisce esclusivamente alla massa del pianeta, e non considera altre proprietà quali condizioni in superficie o eventuale abitabilità. Per evitare potenziali ambiguità sono stati coniati anche altri termini, di utilizzo meno diffuso, per enfatizzare alcune probabili caratteristiche di certe Super Terre individuate: nano gassoso, per i pianeti più massicci di questa categoria e probabilmente costituiti da grandi quantità di gas; Super Venere o Super Plutone, per sottolineare le altissime o viceversa bassissime temperature superficiali che caratterizzerebbero il pianeta in oggetto.

La super Terra Gliese 581 c vista dal programma Celestia.

La NASA si fa pubblicità da sola

La NASA, che ha portato i suoni dello Spazio su Sound Cloud, continua la sua incessante ricerca di pianeti che possano ospitare la vita. Il telescopio Kepler ne ha individuati oltre 715 ma pare che ce ne siano molti di più nascosti alla nostra vista. Per portare all’attenzione del pubblico il suo progetto, l’agenzia spaziale statunitense ha quindi realizzato una serie di cartelloni in stile Anni ’30 in cui promuove il turismo sui presunti gemelli della nostra Terra. Nel primo poster viene pubblicizzato il viaggio verso Kepler-186f, il pianeta “dove l’erba del vicino è sempre più rossa”. L’esopianeta in questione è stato il primo ad essere scoperto nella zona abitabile, ovvero quella parte di spazio dove si presume possa trovarsi acqua allo stato liquido. Se su questo corpo celeste esistesse la vegetazione, con ogni probabilità le foglie sarebbero di colore rosso in quanto il suo sole è più freddo del nostro. Il secondo cartellone invita a visitare HD40307G. Il pianeta ha un volume doppio rispetto al nostro e sebbene non è chiaro se possegga una superficie rocciosa quel che è certo è che la sua gravità è molto superiore alla nostra. Infine, il terzo posto propone agli esploratori spaziali un viaggio verso Kepler-16B, l’esopianeta che orbita attorno ad una stella doppia. Con ogni probabilità il corpo celeste è un gigante gassoso simile a Saturno (temperatura media – 80°) ma se possedesse una superficie solida “la nostra ombra sarebbe sempre in compagnia”, come recita il claim della NASA.

Uno dei cartelloni pubblicati dalla NASA.

Alberto Simula

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