Il Superuovo

Epidemia in Brasile e nella Firenze boccacciana: vediamo che notizie ci sono giunte

Epidemia in Brasile e nella Firenze boccacciana: vediamo che notizie ci sono giunte

Entrambi rapidi nel diffondersi, il COVID-19 e la peste lasciano utili testimonianze di una diversa epidemia. Ma perché proprio il Brasile?

L’emergenza sanitaria globale è in corso da più di un anno, e il Brasile continua ad essere l’epicentro dell’epidemia. Per il bilancio delle vittime calcolato, è il secondo Paese, dopo gli Usa. Quest’ultimo ha superato, ufficialmente, i 360mila morti. Molto più numerose sono, invece, le vittime stimate a causa della peste nera in Europa, tra il 1346 e il 153: tra i venti e i venticinque milioni di persone, ovvero un terzo della popolazione europea. Boccaccio, nell’introduzione alla sua celebre opera, ne fornisce un’ampia descrizione, definendola un “orrido cominciamento”.

La situazione in Brasile

La situazione nel Paese sudamericano sta peggiorando progressivamente: ogni settimana si riscontra un aumento di morti e di infezioni. Medici Senza Frontiere l’ha definita «una catastrofe umanitaria». Dal 26 febbraio 2020, giorno del primo caso notificato, i contagi risultano essere stati 14 milioni. Quello in Brasile è, ormai, un disastro sanitario che conta oltre 3mila morti al giorno.
Non solo i dati impressionano. Un nuovo allarme arriva, infatti, dagli ospedali di Rio de Janeiro. Qui, i medici stanno facendo i conti con un’improvvisa carenza di sedativi. Un’infermiera dell’ospedale Albert Schweitzer di Realengo, nella zona orientale di Rio, anonima, ha rilasciato quanto segue:

“Sistema sanitario al collasso […]. Sono (i pazienti) svegli, senza sedativi, intubati, con le mani legate al letto, e ci implorano di non farli morire”

 

I problemi in parallelo

Un altro dato sconvolgente è, senza dubbio, l’aumento dei decessi tra i bambini. Nonostante ci siano prove che dimostrano che il Covid-19 uccide i più piccoli raramente, i corrispondenti locali rivelano che, in Brasile, ammontano a 1.300 i bambini che sono morti a causa del virus. Secondo i dati del Ministero della Salute, parleremmo di almeno 852 bambini fino a 9 anni di età, tra cui 518 neonati, in un periodo di tempo che va da febbraio 2020 a marzo 2021.
Questo numero potrebbe, tuttavia, non essere definitivo. L’epidemiologa Fatima Marinho, dell’università di San Paolo, prevede invero una quantità superiore al doppio. Il motivo sarebbe che a molti bambini non è stato possibile effettuare il tampone, in quanto non disponibile. C’è, quindi, la possibilità che molti siano mancanti nel conteggio. Oltre ai bambini sopracitati, in particolare, nella stessa situazione sono gli abitanti degli angoli più remoti del Paese. Assieme, rappresentano le vittime della, cosiddetta, “strage silenziosa” che si sta consumando.

“Questi numeri sono la dimostrazione dell’incapacità delle autorità a gestire la crisi sanitaria e umanitaria nel Paese e a proteggere i brasiliani dal virus, in particolare quelli più vulnerabili”

Medici Senza Frontiere

La situazione è insostenibile anche a livello politico. A ragione di questo, il Senato del Brasile ha deciso di aprire un’indagine sul presidente Jair Bolsonaro. Questi ha, da sempre, sottostimato gli effetti della pandemia, e minimizzato il rischio, per gli ospedali, di terminare i farmaci e i posti letto. Bolsonaro, di fatto, ha spostato l’attenzione sulla crisi economica provocata dalla pandemia suddetta. Il Paese sarebbe “al limite”. Il Brasile è, a detta sua, diventato una “polveriera”, pronta ad esplodere. La causa si ritroverebbe nei problemi sociali, generati dalle vicissitudini sanitarie.
Evidentemente non si rende conto che questi sono sorti, in realtà, per la “negligenza delle autorità brasiliane”, come colpevolizza lo stesso responsabile MSF.

L’epidemia nella Firenze di Boccaccio

Il Decameron, o Decamerone, di Giovanni Boccaccio, opera redatta probabilmente tra il 1349 e il 1351, o il 1353, a seconda delle tesi di riferimento, si presenta nella forma di una raccolta di cento novelle. Narrate, a turno, da sette giovani donne e tre giovani uomini, riportano la società del tempo. Ecco mostrarsi la “Lieta Brigata“, che rifugge dal contagio pestilenziale, che imperversa a Firenze, spostandosi in campagna.

Nelle pagine introduttive alla prima Giornata, Boccaccio descrive la nota epidemia di peste del 1348, definendola un “orrido cominciamento”. L’autore delinea il cupo e tragico panorama cittadino, soffermandosi sul degrado che la società stessa patisce. Dopo aver ipotizzato le cause della stessa, l’autore originario di Certaldo descrive i primi segni della pestilenza:

“Non solamente pochi ne guerivano, anzi quasi tutti infra ‘l terzo giorno dalla apparizione de’ sopraddetti segni, chi più tosto e chi meno, e i più senza alcuna febbre o altro accidente, morivano […]. E più avanti ancora ebbe di male; ché non solamente il parlare e l’usare con gl’infermi dava a’ sani infermità o cagione di comune morte, ma ancora il toccare i panni o qualunque altra cosa da quegli infermi stata tocca o adoperata pareva seco quella cotale infermità nel toccator trasportare. […] per l’esser molti infermi mal serviti o abbandonati ne’ lor bisogni per la paura ch’avevano i sani”

La descrizione rappresenta una testimonianza della situazione politica e sociale corrente, come si viveva nella città fiorentina. L’epidemia ha disgregato il tessuto sociale della città, e ha sconvolto tutti gli equilibri preesistenti, persino quelli nelle famiglie. Ha comportato un ribaltamento e una decadenza di valori, a riprova dei fatti scandalosi che si verificano. I sopravvissuti, non avendo più freni inibitori, approfittano delle proprietà altrui. La città cade, così, nell’anarchia. Per giunta, anche i vincoli statali vengono sciolti. Data la morte della maggior parte dei funzionari pubblici, le leggi non sono più rispettate.
Permane, comunque, il dubbio se tutto questo sia dovuto a una punizione divina; oppure, sia l’esito di qualche influsso astrale maligno, l’operazion de’ corpi superiori”.

Solidarietà: “Sì o no?”

Nella Firenze del XIV secolo, l’aspetto governativo è ridotto all’osso. I pochi superstiti o si ritirano a condurre una vita ascetica, o si abbandonano ai piaceri della gola. Invece, in Brasile, nella situazione attuale dell’epidemia, si sente chiaramente l’intervento politico. Tuttavia, si ha la consapevolezza che non è a favore dei più vulnerabili. Il responsabile di MSF denuncia “l’apparente mancanza di volontà politica per controllare questa pandemia”.

“La ventilazione meccanica senza sedativi è una vera forma di tortura per il paziente”

– Il medico di terapia intensiva, Aureo do Carmo Filho

“Non abbiamo farmaci, non abbiamo sedativi per i pazienti in terapia intensiva e, purtroppo, molti di loro non ce la fanno. Noi operatori sanitari assistiamo disperati, piangendo, perché non possiamo fare nulla. Non abbiamo siringhe, non abbiamo nemmeno gli aghi”

– Un’infermiera in servizio nell’ospedale Sao José

L’altra faccia della medaglia, Boccaccio, riporta che: i malati sono abbandonati in casa dai loro stessi parenti. I poveri muoiono in strada senza alcun aiuto. Le sepolture sono effettuate in fosse comuni. Quindi, La compassione e la pietà verso gli appestati vengono ignorate e dimenticate, nella logica di pensare solo alla propria sopravvivenza.

 

 

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