Eclissi di Superluna: ecco i segreti del fenomeno di stanotte

Durante le prime ore di Lunedì 21 Gennaio, se ci punteremo la sveglia, potremo osservare un fenomeno quantomeno peculiare: un’eclissi di Superluna. L’astro notturno è infatti al suo perigeo, ovvero il punto più vicino alla terra. Allo stesso tempo, il pianeta azzurro si frapporrà tra il sole e la luna, tingendo di rosso quest’ultima. Un fenomeno affascinante, che in ogni epoca ha suscitato scalpore e meraviglia, tanto da attribuirgli proprietà mistiche e magiche

Eclissi di Luna
Immagine da “ansa.it”

La Luna si tingerà di rosso. Di nuovo. Nel corso dell’anno da poco passato abbiamo avuto modo di assistere all’eclissi di luna più lunga del XXI secolo. Ma questo non vuol dire che lo spettacolo non si possa ripetere. Quindi puntate tutti la sveglia tra le 3.36 e le 6.31 (momento migliore per godersi l’evento) e puntate gli occhi al cielo.

La nuova eclissi

L’orario non è di certo dei più felici. Se a Luglio lo spettacolo era godibile a partire dalle 21, permettendo a tutti di godersi uno dei fenomeni astronomici più sensazionali in assoluto, questa volta l’evento sarà fruibile solo ai veri appassionati, agli insonni o a chi torna da lavoro o incomincia a lavorare nel cuore della notte. L’ouverture è infatti prevista per le 3.36, raggiungendo il picco massimo alle 6.31. Orari poco accessibili, ma ancora più suggestivi. Per farsi perdonare, però, la Luna sarà al suo perigeo, ovvero il punto della sua orbita più vicino alla terra. Questo farà sì di avere l’impressione di una Luna molto più grossa di quanto non sia.

Eclissi e superluna
Un esempio di Superluna

Per quanto non siano un fenomeno troppo raro, è difficile trovarla completa e ben visibile dall’Italia. Per la prossima, dovremo aspettare fino al 16 Maggio 2022.

Il perché dell’eclissi: mitologia e scienza a confronto

Oggi come oggi le eclissi ci affascinano, ma ci influenzano poco. Conoscendo il perché della loro esistenza e ricorrenza, ci stupiamo semplicemente delle meraviglie che la Natura è in grado di produrre. Oggi sappiamo che la luna si tinge di rosso quando la Terra si frappone tra il Sole e il nostro satellite: le radiazioni solari vengono quindi filtrate dall’atmosfera, trattenendo quelle ad alta frequenza (bluastre) e lasciando passare quelle a bassa frequenza (colori caldi, rossastri per l’appunto). Un po’ come al tramonto. Ma non sempre è stata questa la definizione che l’Umanità ha dato a questo fenomeno.

Eclissi e mondo antico
Nel mondo antico le spiegazioni dell’eclissi erano molteplici, tutte legate al culto della Luna

Esistono poi le spiegazioni spirituali, mistiche, mitologiche e religiose delle eclissi. Tutto, come spesso accade, ha origine nel mondo antico. Il culto della Luna, all’origine della particolare attenzione rivolta alle eclissi, è probabilmente uno dei più antichi al mondo, precedente persino quello del Sole. La notte, si sa, è molto più suggestiva del giorno. Una delle prove a sostegno di questa tesi sarebbe la precoce esistenza dei calendari lunari, studiati e sistematizzati persino prima di quelli solari. Spesso, comunque, il culto del sole e della luna andavano di pari passo:  considerati fratello e sorella, marito e moglie, due lati della stessa medaglia, a diversi fenomeni astronomici venivano attribuiti molteplici significati

Le eclissi in particolare venivano considerate tipicamente come segni della collera delle divinità lunari, segni di una guerra o di alcuni scontri nel mondo degli Dei. Ma ben presto gli scienziati dell’epoca vennero a capo della spiegazione scientifica dei fatti. Ne è un esempio l’eclissi a cui assistette l’esercito di Alessandro Magno lungo il Tigri, prima della battaglia di Arbela, la notte del 20 settembre del 331 a.C. Anche se, per Curzio Rufo, che descrive l’episodio: “essi non rivelarono alla folla la scienza che avevano acquisita” e interpretarono il fenomeno come un prodigio favorevole al condottiero macedone.

 

Matteo Sesia

 

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