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Ecco quali sono le somiglianze e differenze tra la congiura di Pisone e “La Stangata”

Ecco quali sono le somiglianze e differenze tra la congiura di Pisone e “La Stangata”

La congiura di Pisone contro l’imperatore Nerone e il colpo organizzato nel film “La Stangata” presentano somiglianze e differenze. Vediamo quali sono. 

 

La congiura di Pisone fu architettata nel 64 d.C. ai danni dell’imperatore Nerone. Molti uomini nutrivano rancori contro l’imperatore romano, perciò scelsero di allearsi e tramare contro di lui. Il colpo raccontato ne “La Stangata”, film del 1973 di George Roy Hill, nasce a sua volta da un desiderio di vendetta.

 Il contesto storico della congiura di Pisone

Testa dell’imperatore Nerone

L’età neroniana è dipinta da molti storici, persino da quelli antichi, come un’epoca infelice per la storia romana. L’imperatore Nerone è passato alla storia come un imperatore efferato, megalomane, autocentrato e decisamente sregolato. La sua immagine nella storia è legata senza dubbio a eventi controversi, che la storiografia senatoria del tempo ha contribuito a ingigantire o a travisare. Gli eventi maggiormente ricordati sono l’incendio di Roma, l’uccisione della madre Agrippina, l’allontanamento da corte di Seneca e il suo suicidio, le numerose feste e il carattere bipolare dell’imperatore. Molti di questi eventi sono stati ripresi dagli storici moderni, che tendono oggi ad assolvere Nerone: l’incendio di Roma è ormai universalmente considerato un incidente in cui Nerone aveva poco a che fare e che, anzi, dimostrò la bontà dell’imperatore che aprì la sua reggia a tutti coloro che subirono perdite. Indubbiamente Nerone è così malvisto dalla storiografia antica, in mano ai senatori, per le sue manovre politiche di risanamento del senato, che avrebbe causato una riduzione dei privilegi dei senatori.

La congiura di Pisone

Queste continua azioni politiche di Nerone contro il senato, causò un forte malcontento tra le gentes senatorie. Proprio questi rancori che alcuni privati cittadini provavano contro Nerone portarono alla congiura. Alcuni senatori malvedevano i suoi eccessi e i suoi atti contro i senato e altri semplicemente credevano nella restaurazione della res publica Romana. I circa quaranta membri della congiura (tra cui erano presenti anche cavalieri e letterati, non solo senatori), si incontrarono a Baia nel 65, per pianificare l’uccisione dell’imperatore. Nel Circo Massimo si tenevano i Giochi dedicati a Nerone e uno dei membri avrebbe dovuto pugnalare l’imperatore mentre si inchinava ai suoi piedi. Gaio Calpurnio Pisone sarebbe poi stato eletto imperatore. La congiura fu smascherata piano piano. Una liberta, Epicari, ricordata da Tacito per il suo coraggio, fu denunciata di aver tentato di persuadere un ufficiale della marina a unirsi alla congiura. La donna non fece nomi, pur essendo stata sottoposta a strazianti torture, ma Nerone cominciò ad insospettirsi. In seguito un servo accusò Seneca e Pisone di aver tramato contro l’imperatore. Da quel momento in poi, Nerone ordinò una serie di uccisioni e intimò a molti di suicidarsi, ponendo così fine a questo tentativo sovversivo.

Il contesto storico de “La Stangata”

La storia si svolge nel 1936 nell’Illinois. Alcuni temuti gangster locali controllano le città di questo Stato. Il contesto è paragonabile a quello della Roma neroniana: i gangster non avevano alcuna preoccupazione che il proprio guadagno e il proprio onore. I loro sgarbi alle altre bande di ladruncoli o alla gente per bene non sempre erano tollerati. La Stangata parte proprio da qui: dal desiderio di vendetta di alcuni contro una scelleratezza di un gangster. Insomma, come per la congiura di Pisone, la vendetta è il motore dell’azione.

Il colpo de “La Stangata”

La vittima della truffa: Doyle Lonnegan

Una banda di ladruncoli organizza una truffa ai danni di un uomo, il cosiddetto “trucco del fagotto”, che consiste nello scambiare un fagotto di soldi con un fagotto pieno di fogli di carta senza che l’uomo se ne accorga. Il trucco riesce e i tre amici guadagnano un bel gruzzoletto. Il problema sorge quando scoprono che l’uomo truffato è un corriere di un grande gangster, Doyle Lonnegan. L’uomo agisce immediatamente, uccidendo uno tre amici. Questo atto di crudeltà e di vendetta è il motore dell’azione. Il caro amico e complice dell’ucciso, Johnny Hooker, si reca a Chicago, da un artista della truffa, Henry Gondorff. Nonostante l’uomo sia ormai relegato a vivere miseramente, a causa di un colpo fallito, decide di tornare in scena, per aiutare Hooker a vendicare il loro amico comune. Organizzano il colpo, con altri complici, suddividendolo in due fasi: l’amo e la stangata vera e propria. Il colpo riesce e i due protagonisti, sottraendo mezzo milione di dollari al gangster, vendicano il loro amico.

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