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Ecco perché Achille e Anakin Skywalker sono davvero due personaggi positivi

Ecco perché Achille e Anakin Skywalker sono davvero due personaggi positivi

Achille e Anakin Skywalker sono comunemente ritenuti due personaggi negativi. In realtà possono essere considerati dei personaggi nel complesso positivi, nonostante la loro storia sia macchiata da comportamenti negativi. 

Bene o male?

Nel pensiero comune Achille è l’uomo spietato che uccide Ettore e ne sfigura il corpo. Purtroppo questo comportamento deplorevole sembra aver macchiato per sempre il giudizio degli uomini su di lui. In realtà se si scava nelle origini del personaggio e si esaminano a fondo i suoi atteggiamenti e i suoi comportamenti, si potrebbe rivalutarne in positivo la figura. Allo stesso modo Anakin Skywalker è macchiato fortemente dal suo passaggio al Lato Oscuro. Le atrocità commesse da Darth Vader cancellano, purtroppo, Anakin Skywalker. Da un’analisi dell’evoluzione del carattere del personaggio, si comprende che Anakin è sicuramente malvagio e spietato, ma anche molto umano. Infatti, tutti noi possiamo essere Anakin Skywalker.

Achille prima della guerra di Troia

Achille Morente

Tutti conosco Achille grazie alla narrazione dell’Iliade. Ma chi è l’eroe e qual è la sua storia prima del grande conflitto primordiale del mondo greco? Scopriamolo insieme leggendo il racconto del mitografo Apollodoro:

“Quando Teti ebbe un figlio da Peleo, volle renderlo immortale e, di nascosto da Peleo, lo nascondeva ogni notte nel fuoco, per distruggere l’elemento mortale ereditato da suo padre, ma di giorno lo nutriva con l’ambrosia. Ma Peleo la osservava e, vedendo il bambino fremere nel fuoco, urlò. Teti, ostacolata dunque nel raggiungimento del suo obiettivo, abbandonò il figlio e tornò dalle Nereidi”.

Questo racconto di Apollodoro è senza dubbio ricercato e sconosciuto. Il mito più comunemente noto oggi deriva dall’incompleta Achilleide di Stazio e racconta che, per renderlo immortale, Teti avesse immerso suo figlio Achille nello Stige, tenendolo per il tallone. Da entrambe le storie ricaviamo, come primo elemento, che Achille sia immortale, anche se non del tutto, ma non invulnerabile. C’è una differenza: Achille avrebbe potuto essere ferito in battaglia, come tutti gli altri guerrieri e il fatto che egli non riporti nemmeno un graffio nel duello con Ettore e in tutta la guerra di Troia non è dovuto al suo essere immortale, ma alla sua abilità di combattente. Per essere ucciso, invece, Achille avrebbe dovuto essere colpito in un punto specifico. Proseguiamo con il racconto di Apollodoro:

“Peleo portò il figlio da Chirone, che lo ricevette e lo nutrì con interiora di leoni e cinghiali selvatici e con midollo di orsi e lo chiamò Achille (prima si chiamava Ligirone) perché non aveva portato le sue labbra al seno”

Il secondo elemento che si ricava da questa storia è l’addestramento di Achille da parte di Chirone. Il centauro era esperto di caccia, di combattimenti e di musica: gli insegnò a suonare la forminx (strumento a corde). Apollodoro è un po’ parco nel descrivere l’educazione di Achille, ma da altre fonti sappiamo che egli era molto portato anche nella pittura e nell’eloquenza.

“Quando Achille compì nove anni, Calcante dichiarò che Troia non avrebbe potuto essere presa senza di lui, così Teti, prevedendo che il suo destino sarebbe stato quello di morire a Troia, lo travestì da donna e lo affidò a Licomede. Cresciuto alla sua corte, Achille si innamorò di Deidamia, figlia di Licomede, che gli diede un figlio, Pirro, che fu chiamato anche Neottolemo. Ma il segreto di Achille fu scoperto e Odisseo, cercandolo alla corte di Licomede, lo smascherò con uno squillo di tromba. E così Achille andò a Troia”

Apollodoro tralascia di citare un importante dettaglio: Achille non era vincolato dall’obbligo del giuramento di Tantalo, eppure andò ugualmente a Troia con i suoi Mirmidoni. Mentre altri eroi avevano giurato di difendere Elena e di essere fedeli alleati del marito della donna, Achille era libero da vincoli, eppure decise di andare lo stesso a Troia.

Achille a Troia

Dall’Iliade si apprende che l’unica impresa che Achille compie nella guerra di Troia sia l’uccisione di Ettore. Nonostante questo sia sicuramente un fatto degno di elogio, ci sono altri comportamenti di Achille che vanno sottolineati. In particolare, dall’Iliade traspare molto l’umanità di Achille. L’eroe più volte si duole per la sorte dei suoi compagni e piange sinceramente dopo la morte di Patroclo. L’eroe dimostra di tenere davvero a Patroclo, quando, pur consentendogli di vestire le sue armi, lo prega di non spingersi troppo oltre nella battaglia, ma di ritirarsi dopo aver allontanato i Troiani. Il riprovevole atto di insulto al corpo di Ettore, dopo la morte di questi, è frutto del dolore e della disperazione per aver perso un amico tanto caro. Non è da dimenticare che Achille loda il coraggio di Priamo e piange con lui, commuovendosi per l’amore che il padre nutre per il suo figlio morto.

Conclusioni su Achille

Il personaggio di Achille è quindi sicuramente molto orgoglioso, ma l’orgoglio era una caratteristica fondativa dell’eroe omerico. Lodabile è il suo coraggio senza pari: nonostante non avesse alcun obbligo, decide di andare a Troia perché senza di lui la battaglia non si può vincere, nonostante sappia di andare incontro alla morte. L’eroe dimostra anche grande umanità, grande legame con la madre e con Patroclo. Inoltre è un personaggio esperto in molte arti e abilissimo nella caccia. Un eroe vulnerabile, che per sua abilità e bravura non viene mai ferito durante lo scontro presso Ilio; un eroe favorito dagli dei, come molti eroi sono; un eroe che semina il panico e la distruzione in guerra, senza riguardo di chi si trovi davanti; infine un eroe ucciso da un dio per la sua hybris, il peccato più grave, ma anche più diffuso nel mondo greco.

La storia di Anakin

Anakin Skywalker

Credo che il modo migliore per raccontare Anakin sia riferirci alla descrizione che Obi-Wan dà a Luke: “Era il miglior pilota spaziale della galassia, un guerriero astuto e un grande amico”. Anakin era davvero il più grande pilota spaziale della galassia: era talmente capace che, dopo essersi costruito autonomamente uno sguscio, riuscì a vincere la corsa degli sgusci a Mos Espa a soli nove anni. Anakin è nato su Tatooine e fin da bambino dimostra una forte sensibilità. Liberato dalla schiavitù dal Jedi Qui Gon Jin, Anakin viene presentato al Tempio Jedi a Coruscant e attende con trepidazione l’inizio del suo addestramento Jedi. Nel primo episodio di Star Wars si dimostra ancora grande pilota, distruggendo l’astronave base di controllo dei droidi. Dal secondo episodio, lo spettatore comincia a conoscere davvero Anakin Skywalker. Il ragazzo è molto capace, ma anche molto arrogante e orgoglioso. Non sempre in grado di rispettare il suo maestro, Anakin molte volte esce dalle righe, forse anche a causa dell’incapacità di Obi-Wan di imporsi su di lui in maniera decisa. Senza dubbio, però, Anakin è un giovane dalle brillanti prospettive: su di lui pesa la profezia di riportare equilibrio nella Forza. Il suo numero di midichlorian è maggiore addirittura di quello del maestro Yoda e questo lo rende, potenzialmente, più abile del grande maestro. Fin da subito però c’è una caratteristica specifica di Anakin, che nessun’altro Jedi ha: il ragazzo è dominato dall’amore per Padmé. Nel secondo episodio conosciamo però un’altra caratteristica fondamentale di Anakin, la sua insicurezza. Dopo la morte di sua madre, che Anakin aveva promesso di salvare, la sua insicurezza aumenta. Questa è una delle cause scatenanti del passaggio di Anakin al Lato Oscuro: la necessità di salvare Padmé e la sua consapevolezza di non poterlo fare da Jedi.

Conclusioni su Anakin

Sicuramente Anakin è un personaggio da biasimare per le crudeltà compiute: parte della sua vita è stata dedicata al male, a rafforzare il dominio imperiale del suo maestro. Ma senza dubbio Anakin è il più umano di tutti i Jedi, l’unico che, da uomo, cede al sentimento più potente in assoluto, l’amore. Infatti Anakin è dominato dall’amore, prima per sua madre, poi per sua moglie e infine per suo figlio, per il quale ritorna al lato chiaro nell’ultimo episodio, salvando la galassia dai Sith (sé stesso e l’imperatore). Anakin è il personaggio che ci dà il prezioso insegnamento che nella vita a volte anche se sembra ci si è persi, si può sempre trovare se stessi e anzi, che il nostro io è lì ad aspettarci e noi lo raggiungeremo, per quanto tortuosa possa essere la strada per arrivarci.

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