Il Superuovo

Ecco cosa si nasconde dietro lo sguardo di Medusa e Marilyn Monroe

Ecco cosa si nasconde dietro lo sguardo di Medusa e Marilyn Monroe

Lo sguardo è certamente un mezzo di comunicazione molto potente, seppur ambiguo, che caratterizza donne affascinanti e pericolose, descritte e messe a confronto ne “L’abisso negli occhi”.

Incredibile pensare a quanto possa comunicare uno sguardo e quanto possa condizionare le nostre scelte e le nostre relazioni sociali. Trovarsi di fronte ad una persona con uno sguardo basso ed evitante può scatenare reazioni e sentimenti totalmente in conflitto rispetto all’approccio con un individuo che tiene lo sguardo fisso su di noi.
In particolar modo è di certo lo sguardo femminile ad essere motivo di fascino e, al tempo stesso, di un mistero che aleggia nel campo dell’arte, della letteratura, del cinema.
Le donne identificate da uno sguardo penetrante, dal mito allo star system, sono raccolte ne “L’abisso negli occhi”, un testo curato da Liliana Dell’Osso (professore ordinario, Direttore della Clinica Psichiatrica e della Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Università di Pisa, non che Vicepresidente della Società Italiana di Psichiatria) e Barbara Carpita (medico chirurgo, allieva della Scuola di Specializzazione in Psichiatria), le quali si sono dedicate ad un’attenta analisi psicopatologica di ciò che si cela dietro lo sguardo femminile, facendone un focus sulle radici culturali.

 

Il mito delle Gorgoni: Medusa

Secondo la Mitologia greca, le Gorgoni erano tre mostri con il potere di pietrificare chiunque incrociasse il loro sguardo. Medusa era mortale, mentre le sue sorelle Steno ed Euriale avevano ricevuto dono dell’immortalità.
Le leggenda di Medusa presenta, però, versioni molto diverse tra loro: secondo alcuni, le tre sorelle erano figlie di divinità marine nate con la peculiare caratteristica dello sguardo pietrificante; secondo altre versioni Medusa era in realtà una splendida donna, trasformata in mostro dai capelli di serpente per aver suscitato l’invidia della dea Atena o per essersi macchiata di empietà giacendo con Poseidone in uno dei templi dedicati alla dea.
Ad ogni modo, la leggenda narra che fosse temuta dagli uomini e che solo uno di loro, Perseo, avesse avuto il coraggio di recarsi nella grotta delle Gorgoni e tagliare la testa di Medusa, dal cui collo sanguinante uscirono un gigante e un cavallo alato, Pegaso, che giacevano nel grembo della donna.

 

Lo sguardo iconico della diva Marilyn Monroe

Lo sguardo è un elemento distintivo delle dive dello star system, al punto che alcune di esse ne abbiano fatto un marchio di fabbrica, come l’iconica Marilyn Monroe. Al di là degli accorgimenti dati dal make up, che secondo la Monroe rendevano il suo sguardo “infinito”, gli occhi della donna serbavano un fascino ambiguo immortalato da fotografi e artisti, tra cui spicca di certo l’opera di Andy Warhol, che le dedicò diverse opere. La più celebre, il “Dittico di Marilyn Monroe”, è tra le tre opere più influenti dell’arte moderna e consiste in due tavole su cui il volto dell’attrice è stato serigrafato cinquanta volte, metà a colori e metà in bianco e nero.
Appare evidente quanto sembri diverso lo sguardo della Monroe a seconda dell’utilizzo del colore che, pur mantenendo lo stesso soggetto e la stessa posa, sembra comunicare emozioni totalmente differenti. Non è un caso che Warhol abbia compiuto una scelta simile, dato che il suo intento era di rappresentare la vita e la morte dell’attrice, declinando il suo sguardo in tutte le varianti possibili.

 

L’abisso negli occhi

Secondo Carpita e Dell’Osso ciò che accomuna le due donne è pertanto l’imperscrutabilità del loro sguardo e l’universo emotivo, culturale e psicologico che esso possa celare. Entrambe le donne corrispondono all’archetipo della femme fatale, che in arte e letteratura richiama una donna pericolosa seppur affascinante, il cui sguardo lasci trapelare sensualità e ingenuità (nel caso di Marilyn) o provocazione e minaccia (nel caso di Medusa).
Il confine tra pericolo e attrazione, appare sottilissimo. Mentre la Monroe col suo sguardo e le palpebre semichiuse sembrava voler attrarre il suo interlocutore è, invece, evitante.
Le due donne sono quindi accomunate dall’inaccessibile abisso che si trascinano dentro, dall’unidirezionalità del loro sguardo che si posa sulle loro vittime esercitando fascino o orrore, paralizzandole e pertanto pietrificandole.

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