Ecco come Peter Pan e la mitologia ci descrivono la figura materna

 La mamma dovrebbe essere una delle persone più importanti della nostra vita. Spesso è stata argomento principale di romanzi o canzoni, ma oggi ci concentreremo sulla figura materna in Peter Pan e nella mitologia.

La mamma è per me…”. Così si apre una delle canzoni presenti nel cartone animato Peter Pan, cantata da Wendy quando lei con i fratelli e Peter sono nell’Isola che non c’è, insieme ai bambini sperduti. Attraverso il cartone animato e alcuni episodi tratti dalla mitologia, vedremo l’importanza della figura materna.

 

La mamma

La parola mamma deriva dal latino mamma, una voce infantile, che aveva il doppio significato di mamma e mammella. E’ forse una delle parole che più volte pronunciamo al mondo e -per alcuni- la prima persona che viene in mente in un momento di bisogno o di urgenza. Tralasciando ogni ottica soggettiva, in linea generale, la mamma è colei che accudisce i suoi figli e li guida verso la crescita, prendendosi cura di loro sotto ogni aspetto. La mamma è colei che, superata questa fase, continua ad esserci anche se a distanza, anche se non ogni giorno. E’, in sostanza, una figura positiva, che ci accompagna nella crescita tra gioie e dolori, cadute e successi.

La figura materna in Peter Pan 

La figura materna in Peter Pan non è univoca, la si può osservare infatti, sotto diverse forme e punti di vista. Basta ricordare Wendy, che accudisce i propri fratelli e racconta loro le favole durante la notte per farli addormentare. Che si preoccupa di riordinare i propri ambienti -senza nessuna discriminazione- e che fa le veci della sua quando questa non c’è. Lo stesso atteggiamento che Wendy ha con i suoi fratelli, lo si riscontra anche con i bambini sperduti, che incontrerà nell’isola. Questi, infatti, non ricordano cosa significhi mamma e cosa sia una figura materna e sarà proprio lei a ricordarglielo, a fargli intuire a quanto sia importante la presenza di una madre nella nostra vita, tramite dei racconti e delle canzoni:

La mamma è per me
Il mito del cuor
Colei che ognor ti sa ben guidar
La giust via ti sa indicar
La mamma è per me
Un raggio di sol

Wendy fa una descrizione più che angelica della mamma, rappresentandola come un dono del cielo, come un angelo pieno di bontà, cosa che crea nei bambini sperduti come una specie di malinconia e che spinge i suoi fratelli, prima riluttanti, a ritornare a casa.

La mamma nella mitologia

Non raramente si affronta la mitologia per personaggi singoli, senza far riferimento -se non rare volte- alla loro famiglia o ai diversi legami che hanno intrattenuto. In questo caso spoglieremo dalle loro vesti, per mo’ di dire, alcune delle mamme della mitologia, partendo da Teti.

Chi era la madre di Achille, eroe leggendario della mitologia greca e della guerra di Troia? Proprio Teti. Teti era una delle delle ninfe del mare, le cosiddette Nereidi, la più bella tra queste. Concepisce Achille insieme a Peleo ed è ricordata come una madre amorevole che si prende cura del proprio bambino e che, una volta nato, immerge nello Stige per renderlo invulnerabile eccetto, com’è ben noto, per il tallone. Quando comprende che la vita del figlio sarà ricca di gloria ma breve, deciderà di nasconderlo a Sciro, nella famiglia reale del re Licomede. In diverse occasioni inoltre, lo protesse.

Parlando di Achille, non possiamo non ricordare Ulisse e, di conseguenza, Penelope, anche lei grande esempio di maternità. Penelope è infatti, colei che attende per anni il marito, rifiutando i Proci e dimostrando non solo fedeltà, ma anche uno grande spirito e amore materno. Gli esempi da fare in merito sono diversi, così come la mitologia ci offre quadri di madri accecate dalla follia, come, per esempio, Medea.

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