Ecco come “l’Icaro involato” e “La stranezza” ci aiutano a ritrovare la nostra identità.

Ecco come “l’Icaro involato” e “La stranezza” ci aiutano a ritrovare la nostra identità

La perdita dell’identità del personaggio letterario spiegato sia dall’Icaro Involato di Queneau che dal film basato su “6 personaggi in cerca d’autore”.

La perdita dell’io l’abbiamo già vista trattata nel corso della storia dell’umanità, ma il confronto tra l’opera francese di Queneau e il film del 2022 a cura di Roberto Andò permette un esempio che si estende anche al metateatro.

Il film “La stranezza” su Luigi Pirandello.

Il film del 2022 di Roberto Andò “La stranezza”, è basato su una delle opere più famose di Pirandello, “Sei personaggi in cerca d’autore”. Scritta nel 1921, la pièce teatrale è considerata uno dei capolavori assoluti della letteratura italiana del Novecento e un punto di riferimento fondamentale per il teatro dell’assurdo. La storia inizia con un gruppo di attori che sta facendo una prova per un nuovo spettacolo, quando improvvisamente vengono interrotti da sei personaggi che irrompono sul palcoscenico. Questi personaggi si presentano come un padre, una madre, il loro figlio, il figlio illegittimo della madre, la matrigna e l’amante del padre. I sei personaggi chiedono all’attore protagonista, che sta facendo la prova, di scrivere la loro storia e di portarla in scena, in modo da poter dare una forma concreta alla loro esistenza. L’attore e la compagnia teatrale sono inizialmente scettici, ma ben presto vengono coinvolti dalla storia dei sei personaggi e si ritrovano a interpretare la loro vita sul palcoscenico. La storia, tuttavia, si rivela molto più complessa di quanto sembrasse inizialmente: i sei personaggi sono infatti in cerca di una verità che non possono trovare nel mondo reale, e cercano di creare una rappresentazione che possa dare un senso alla loro esistenza. La pièce di Pirandello esplora il tema dell’identità e della rappresentazione, mettendo in discussione la natura stessa dell’arte e della realtà. Pirandello sfida il concetto di verità assoluta e mette in luce la difficoltà di rappresentare la realtà in modo oggettivo e univoco.

“Icaro Involato” di Raymond Queneau.

“Icaro involato” è un racconto scritto da Raymond Queneau, autore francese noto per la sua capacità di giocare con la lingua e di creare storie surreali e comiche. Il racconto si basa sul mito di Icaro, il giovane che tentò di volare troppo vicino al sole con le ali fatte di piume e cera, ma la versione di Queneau ha un twist sorprendente. Infatti, la storia narra di questo scrittore, Hubert, che all’improvviso scopre che il personaggio principale dell’opera che stava scrivendo, Icaro, è scomparso. Proprio in questo libro quindi capiamo come Icaro si sia materializzato nella vita vera alla ricerca della sua identità, avente come ricordi soltanto quelle dieci pagine che aveva iniziato a scrivere Hubert. Lungo il corso della sua avventura nella Parigi del primo Novecento incontra vari personaggi simili a lui, che sono scappati dalle corrispettive opere, e nel confronto Icaro si mette in dubbio su quale sia il senso della vita, e se su questo senso l’uomo abbia controllo, come anche sul suo destino. Si parla quindi di differenza tra finzione e realtà, tra creatore e creato, e tra responsabilità e i sogni da raggiungere.

Il confronto tra le due opere.

Come, quindi, si può notare tra le 2 opere vi è lo scardinamento dei confini tra opera letteraria/teatrale e realtà, anche se nel film i personaggi chiedono di essere scritti dall’autore, e nello scritto di Queneau i personaggi scappano dalla scrittura del loro autore. Infatti, i personaggi di Pirandello poi cercano il senso della loro vita del teatro attraverso la tecnica del metateatro: i personaggi spesso mettono in discussione la loro stessa esistenza e si chiedono se sono reali o solo una creazione dell’autore o del pubblico. In questo modo, Pirandello fa emergere la natura artificiale e convenzionale del teatro, e invita il pubblico a riflettere sulle illusioni e sui giochi di finzione che caratterizzano l’esperienza teatrale. Stessa cosa accade nell’Icaro Involato, il cui protagonista vuole semplicemente vivere una vita normale, nonostante abbia pochissimi ricordi di sé: infatti la sua identità è scritta da Hubert, che non avendo avuto il modo di caratterizzarlo abbastanza prima che fuoriuscisse dal testo, ha scritto ben poco sulla sua personalità. In questo modo il protagonista la ricerca nel mondo reale (ad esempio, comprando un libro di meccanica), per poi scoprire che ciò che crea l’identità di un uomo non è il suo passato, ma i suoi sogni e obiettivi, come quello di raggiungere il cielo, voluto proprio da Icaro. Per questo motivo possiamo dire che le due opere, anche se sono trasversalmente opposte tra di loro per i movimenti che compiono i personaggi tra uno spaccamento della quarta parete e l’altra, puntano allo stesso obiettivo: la ricerca dell’identità.

 

 

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