Un’inchiesta in dodici ore: ecco come il giornalista Andrea Tortelli ha scovato un assassino

Un computer, WhatsApp e un telefono: ecco quali sono stati gli strumenti sufficienti a incastrare una persona apparentemente normale. 

 

Spesso sentiamo parlare di giornalismo d’inchiesta quando avvengono scandali, omicidi o sparizioni. Molte volte le indagini si protraggono per lunghi periodi, ma vediamo come, a partire da una piccola redazione di provincia, una di esse si è conclusa in mezza giornata.

LE INCHIESTE ATTRAVERSO I MEDIA

Tutti almeno una volta ci siamo imbattuti nella definizione di giornalismo d’inchiesta. Tuttavia, siamo davvero sicuri di cosa essa significhi? Proviamo a dare una spiegazione. Il giornalismo d’inchiesta, chiamato anche giornalismo investigativo, si discosta da quello tradizionale per un motivo in particolare. Esso è caratterizzato da una narrazione dei fatti a seconda dello sviluppo di un’indagine, che può ricoprire periodi di tempo molto estesi. Oggi, grazie ai nuovi media, le investigazioni possono ridursi a tempi molto più stringati: il giornalista Andrea Tortelli ha dato un resoconto di come un’inchiesta possa avvenire in pochissime ore di lavoro.

 

UNA STORIA GIÀ SENTITA

L’inchiesta in questione è raccontata nel libro ‘Sulla tua pelle. Il caso di Carol Maltesi’ dello stesso Tortelli, edito da Giunti. Come suggerisce il titolo, riguarda il caso di cronaca nera italiana avvenuto ai danni della sex worker Carol Maltesi, in arte Charlotte Angie. Il suo cadavere è stato ritrovato il 20 marzo 2022, sezionato in diversi sacchetti della spazzatura, lungo una strada sulle montagne bresciane. Alla base di questo femminicidio sembra esserci stata la gelosia, che sottolinea come, purtroppo, questo sia uno dei tanti casi di delitto passionale che avvengono nel nostro Paese.

INDAGANDO SUL WEB

Vediamo come Tortelli si è mosso per mettere alle strette il colpevole. Egli, direttore di BsNews.it, sei giorni dopo il rinvenimento riceve una segnalazione da un amico, che gli fa notare come i tatuaggi individuati sul corpo della vittima corrispondono a quelli dell’attrice hard Carol Maltesi, visibili sul suo profilo Facebook. Per il giornalista è un momento di svolta: dopo attente ricerche, entra in contatto con i gestori di una casa di produzione video porno, con cui Carol aveva lavorato, grazie a cui ottiene il numero di cellulare della vittima. Così, a seguito di una consultazione con un avvocato circa la pubblicazione dello scoop, inizia a chattare su WhatsApp con il contatto della performer.

 

TERRIBILI MENZOGNE

Si scopre che dietro allo schermo si trova proprio l’assassino, Davide Fontana, con cui la donna era solita collaborare. L’uomo era a conoscenza che Carol frequentasse anche altri uomini e, come lui stesso ammetterà in fase di arresto, aveva paura di perderla. Dopo averla uccisa in un raptus di gelosia mentre giravano una scena, si era impossessato della sua identità, ingannando tutti i conoscenti della vittima. Tortelli decide a questo punto di fermarsi, per rispetto di Carol, dei suoi familiari e dei Carabinieri che stanno conducendo le indagini assieme alla magistratura. Optando per la via più etica, pubblicherà un articolo il giorno dopo in cui, spiegando come ci fosse corrispondenza fra i tatuaggi, si riferirà all’attrice come una generica diva del web senza fare il suo nome. In seguito, consegnerà ai Carabinieri il dossier contenente il materiale raccolto durante le ricerche.

GIUSTIZIA, TUTTO CIÒ CHE CONTA

Quella narrata tra le pagine è stata a tutti gli effetti un’inchiesta vera e propria, condotta esclusivamente dentro le mura di casa e grazie a Internet e a un computer. È importante capire che i media hanno rivestito un ruolo importantissimo nello stanare l’omicida. Il resoconto dato nel libro non vuole essere un suggerimento a lavorare precipitosamente battendo ogni record, ma ci ricorda come oggi la verità sia ad un passo da noi, a solamente pochi click di distanza. Grazie ad Andrea Tortelli capiamo che, confrontando e verificando le fonti, è stato possibile arrivare alla giustizia senza scordarsi del senso civico ed etico, verso quello che rimane pur sempre un terribile caso di omicidio avvenuto ai danni di una donna che stava trovando il suo posto nel mondo.

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