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Ecco come Hurley di Lost soddisfa i requisiti del “De amicitia” di Cicerone

Ecco come Hurley di Lost soddisfa i requisiti del “De amicitia” di Cicerone

Come essere un amico migliore? Ce lo spiega Cicerone nel Laelius de amicitia e ce lo esemplifica J.J. Abraham nel personaggio di Hurley (Hugo Reyes) in Lost.

Il Laelius de amicitia è un dialogo filosofico scritto da Cicerone nel biennio dal 45 al 44 a.C., ma è ambientato nel 129 a.C. I protagonisti sono Gaio Lelio, Quinto Mucio Scevola e Gaio Fannio. In quest’opera Cicerone si propone di parlare dell’amicitia, definendone le caratteristiche principali. Il paradigma dell’Laelius viene recuperato in Lost nella figura di Hugo Reyes, da tutti soprannominato Hurley.

L’amicitia nel mondo romano

Il primo concetto che emerge dal dialogo ciceroniano è l’importanza della virtù: solo individui virtuosi e moralmente integri possono coltivare un’amicizia vera e sincera. L’integrità morale e la virtù sono caratteristiche dei cosiddetti boni, cioè di un gruppo di persone che sanno difendere gli interessi della res publica. Solo tra boni è quindi possibile l’amicizia. A questo punto Cicerone sviluppa una distinzione tra vera e falsa amicizia. L’amicizia falsa, di facciata, era quella più presente a Roma nella sua epoca. Qui, uomini deboli si facevano amici dei potenti per essere protetti. I poveri divenivano amici di ricchi per poter arricchirsi. Insomma, la amicizie politiche, opportuniste e utilitaristiche non solo sono dannose, ma sono da evitare completamente.

L’amicitia in Cicerone

L’edizione palatina del “de amicitia”

Per il filosofo, l’amicizia, perché sia vera, deve essere disinteressata. Nell’amicizia non ci possono essere secondi fini. Due amici veri hanno affinità caratteriale, di idee e si stimano reciprocamente. In una Roma sempre più rivolta all’utile e agli interessi personali, Cicerone sente il bisogno di rapporti veri e sinceri. In questo contesto Cicerone parla della sua amicizia con Attico, destinatario di questo dialogo filosofico. Attico nasce nel 109 da un padre studioso, di rango equestre. Fece un lungo soggiorno ad Atene, dove fu ammirato dagli stessi ateniesi per il suo amore verso la loro cultura. E proprio in Grecia, nel 79 a.C., si incontrerà con Cicerone. L’amicizia tra loro è immediata e genuina, proprio ciò di cui Cicerone ha bisogno. Cicerone prenderà infatti la sua amicizia con Attico a modello per la propria opera.

Hurley in Lost

Jorge Garcia nei panni di Hurley in “Lost”

Con queste premesse, parrebbe facile e scontato trovare un amico vero e sincero, nel mondo come nelle storie raccontate. Tuttavia in Lost, non è così scontato trovare una figura del genere. D’altronde si sa che la bellezza c’è, va solo cercata attentamente e con pazienza. Tra tutti i personaggi di Lost, Hurley è sicuramente quello che rispecchia maggiormente le caratteristiche dell’amico vero ciceroniano. Nei suoi atti di gentilezza, di rabbia, di amore, di tenerezza, di simpatia nei confronti degli altri sopravvissuti, non c’è mai un secondo fine. Hurley è esattamente come viene presentato e forse per questo motivo è il personaggio che resta meno impresso: lui è l’unico personaggio limpido tra tutti. La sua amicizia disinteressata si estende a chiunque e in più occasioni Hurley è il collante del gruppo. Hugo stima tutti i propri compagni, li rispetta e li ama. Al suo animo non appartengono tendenze manipolatrici o maschere di ogni tipo. Hurley è Hurley, limpido, chiaro, diretto e amorevole e l’unico che non chiude mai la porta del cuore a nessuno.

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