Ecco come Chicago usa il jazz per criticare il sistema giudiziario americano

Il musical Chicago, diretto da Rob Marshall, critica e fa satira sull’apparato legale americano.

Chicago (2002) è una commedia musicale ispirata all’omonimo musical di Broadway. Attraverso la ripresa dei toni e dell’ambientazione jazz, il film restituisce un’immagine abbastanza verosimile della società statunitense dei ruggenti anni Venti, concentrandosi, in particolare, sulla corruzione del sistema giudiziario

ALL THAT JAZZ

Diretto da Rob Marshall e scritto da Bill Condon, Chicago ripropone il musical omonimo, inizialmente messo in scena a Broadway nel 1975. Cavalcando il successo dell’opera originale, il film di Marshall è stato acclamato sia dalla critica che dal pubblico, ottenendo numerosi riconoscimenti fra cui sei premi Oscar, tre Golden Globe e due premi BAFTA.
Interpretato da Renée Zellweger, Catherine Zeta-Jones e Richard Gere nei ruoli protagonisti, il musical è ambientato nella Chicago degli anni Venti e racconta la storia di Roxie Hart, un giovane aspirante ballerina e Velma Kelly, una famosa performer di vaudeville. Entrambe si ritrovano nel carcere della contea di Cook per omicidio e cercheranno, attraverso l’aiuto della secondina Mama Morton e dell’avvocato Billy Flynn, di uscire di prigione, dimostrando la loro (falsa) innocenza. Lo svilupparsi della storia è intervallato da numerose perfomance musicali in chiave jazz, le quali non parte integranti della storia ma sono costruite come una sorta di off-topic: esse, infatti, sono frutto dell’immaginazione di Roxie, che, in virtù del suo amore dello spettacolo e della sua ambizione di appartenere a quel mondo, rilegge e reinterpreta la realtà e le persone che la abitano come se fossero tutti personaggi di un musical.

CELL BLOCK TANGO 

Sia il musical di Broadway sia, di conseguenza, anche il film di Marshall prendono ispirazione dalla commedia teatrale di Maurine Dallas Watkins del 1926: la giornalista del Chicago Tribune, infatti, aveva avuto modo di confrontarsi con due omicidi, ossia quelli compiuti da Beulah Annan e Belva Gaertner (a cui si ispireranno successivamente proprio i personaggi di Velma Kelly e Roxie Hart). All’inizio degli anni Venti, in particolare, si assiste a un notevole aumento di omicidi da parte di giovani donne ai danni dei loro coniugi: tra il 1921 e il 1930, infatti, nella sola contea di Cook, si registrano 186 arresti per il medesimo crimine. Queste uccisioni, inoltre, godono di grande interesse da parte del pubblico e della stampa di Chicago: quest’ultima, in particolare, tende a giustificare e a caratterizzare queste donne come “bambine del jazzcorrotte dai liquori e dagli uomini, al punto che a Chicago comincia a dilagare la credenza che giovani donne attraenti non possano essere punite come omicide. 

WE BOTH REACHED FOR THE GUN 

L’anima vera di Chicago è la critica satirica al sistema penale americano, attraverso una considerazione dello stesso come una forma di intrattenimento. Gli stessi numeri musicali, distaccati dalla trama, sono diretti in modo più gioioso, colorato e spettacolare rispetto alla grigia e reale rappresentazione del carcere. Ogni numero, inoltre, è anticipato da una breve introduzione che spiega le reali intenzioni del performer, il quale, quasi sempre cerca di riadattare la realtà secondo il suo punto di vista. Infine, la connessione fra intrattenimento e giustizia è ravvisabile soprattutto in due momenti: il primo è nel brano Razzle Dazzle, dove l’avvocato Billy Flynn concretizza questo connubio sottolineando come spesso le udienze siano una forma di circo; il secondo, infine, è nella morte di Katalin Helinszki, una cittadina ungherese che, proprio nella sua incapacità di parlare la lingua inglese, spezza il meccanismo dello spettacolo e, quindi, dell’intrattenimento.

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