Ecco 5 momenti in cui l’universo di “Game of Thrones” riprende la storia vera

George R. R. Martin nella scrittura dei suoi capolavori prende spunto da alcuni fatti reali, vediamone alcuni. 

Nelle serie tv in generale sono presenti richiami alla storia, ma non sempre li riconosciamo. Oggi scaveremo in qualche puntata della serie “Game of Thrones” per cercare la musa ispiratrice di George R. R. Martin.

1) The Kingmaker

Nella serie “House of the Dragon” (prequel di “Game of Thrones”) incontriamo il personaggio di Ser Criston Cole, anche chiamato “the kingmaker” (= il creatore di re), ma nella storia abbiamo un altro kingmaker: Richard Neville conte di Warwick (chiamato solo Warwick). Criston Cole è chiamato il creatore di re perché aiuta Aegon a prendere il trono della sorella Rhaenyra, Warwick invece è creatore di un altro re ben più importante: Edoardo IV. Warwick riesce a portare Edoardo di York sul trono nel 1461; dopo varie problematiche con Edoardo, nel 1469 cerca di portare sul trono il fratello di quest’ultimo (nonché proprio genero) Giorgio duca di Clarence, ma la sua strategia non andrà a buon fine. Tra il 1470 e il 1471 Warwick cambierà schieramento in maniera ancora più netta sostenendo il precedente re Lancaster Enrico VI, con l’idea di manovrare lui il regno alle spalle di Enrico (dato che ormai era impazzito sempre di più e non era più in grado di governare); questa sua manovra politica durerà poco perché nel 1471 Edoardo riprenderà il potere dopo aver messo fin alle idee e alla vita di Warwick nella battaglia di Barnet nello stesso anno.

2) La morte della septa a causa del vino

Ricordate la scena forte in cui Cersei crea un annegamento simulato con del vino sulla septa Unella? Anche questa non è una scena totalmente nuova, perché riprende la morte di Giorgio di Clarence (fratello di Edoardo IV). Dopo il secondo tradimento di Giorgio nei confronti del fratello, quest’ultimo stabilisce la sua messa a morte, ma gli concede la possibilità di scegliere il metodo; Giorgio ne sceglie uno piuttosto insolito: annegamento in una botte di malvasia. Questa informazione a noi arriva tramite varie tradizioni come quella shakespeariana.

3) La famiglia Tyrell, nome e stemma

Parliamo della famiglia Tyrell, la ricordiamo tutti grazie ai personaggi di Margaery (interpretata da Natalie Dormer), il fratello Loras e la nonna Olenna, ma questo cognome non ci è nuovo; Tyrell nella tradizione shakespeariana è il soldato mandato da re Riccardo III per uccidere i nipoti (i principi della torre). Un altro curioso dettaglio dei Tyrell è il loro stemma, la rosa doppia, che ci ricorda uno stemma famoso nella storia inglese: lo stemma Tudor; Enrico Tudor (arrivato sul trono come Enrico VII) unisce nel suo stemma la rosa rossa Lancaster e quella bianca York, ricordiamo che sposò Elisabetta di York per unificare le due linee di sangue e rafforzare la sua pretesa al trono.

4) La profezia del principe che fu promesso

Un motivo molto importante nella serie è il canto del ghiaccio e del fuoco, ovvero la profezia sul “principe che fu promesso”. Nella serie si parla di un personaggio che avrebbe dovuto salvare il regno, tutt’oggi circolano teorie su chi avrebbe dovuto essere (se Jon Snow, Daenerys o altri, ma non ne parleremo adesso); questo argomento ci rimanda alla “Quarta Egloga” di Virgilio. Questa Egloga ci parla di un puer (= bambino) che avrebbe dovuto dare inizio ad un’età dell’oro. Delle teorie circolarono sull’identità di questo puer, poi si ipotizzò che invece Virgilio stesse parlando di una puella (= bambina) che fu identificata in Giulia, la figlia di Augusto; anche qui vediamo un’ambiguità fra un bambino promesso e l’eventualità che invece ci si riferisse ad una bambina. Questa Egloga fu poi ripresa dal cristianesimo e reinterpretata in chiave messianica come se stesse parlando di Gesù.

5) Lo spargimento di sale su Bianchemura

Nel libro “Il cavaliere dei sette regni” di Martin troviamo tre racconti sulla storia di Dunk (prima scudiero e poi cavaliere) ed Egg (Aegon Targaryen). Ritroviamo, nel terzo racconto, la frase “intendo abbatterlo pietra dopo pietra e, sul terreno dove ora sorge, seminare sale“; questa citazione ci ricorda un fatto storico piuttosto antico: la sconfitta di Cartagine. Nel 146 a. C. la repubblica romana guidata dal generale Scipione Emiliano sconfigge definitivamente Cartagine nella terza guerra punica; secondo una tradizione postuma diffusasi solo in età moderna, la città fu cosparsa di sale per rendere il terreno infertile. In realtà questa notizia non è attestata da nessuna fonte quindi probabilmente non avvenne mai, ma ormai questa informazione è entrata nella cultura popolare.

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