Il Superuovo

E’ giusto difendere un assassino? Rispondono Cicerone e Netflix a confronto

E’ giusto difendere un assassino? Rispondono Cicerone e Netflix a confronto

Ecco perché anche il peggiore criminale meriterebbe un avvocato difensore.

Nel 2015 un uomo, per vendicarsi nei confronti della moglie, uccise la figlioletta di 12 anni e accoltellò la sorellina. Pochi giorni fa, un bambino di appena 14 anni è stato travolto e ucciso da un pirata della strada, risultato poi positivo al test alcol e droga. Queste sono solo alcune delle terribili notizie che leggiamo sui rotocalchi ogni giorno. Dietro questi assassini ci sono carte, prove, indagini, avvocati. E voi? Cosa fareste se vi venisse chiesto di difendere uno di loro?

Cicerone respondit

Cicerone si sarebbe sicuramente rifiutato. Egli è considerato da sempre il primo avvocato della storia, definizione con cui è meglio rimanere cauti, poiché oggi assume tutt’altra accezione. Le sue orazioni sono infatti fatte sì di conoscenza, tecnica, metodo ma soprattutto di anima e passione. Cicerone prima ancora dell’imputato, difende i suoi principi, rimanendo fedele al suo credo: nelle arringhe c’è la sua filosofia, letteratura, ideologia. Prima di farsi uomo di diritto assume le sembianze di animale politico. Tutto ciò è facilmente intuibile leggendo il fervore che invade le parole pronunciate contro Catilina. Catilina era per Roma un traditore, ma per Cicerone anche molto di più: un acerrimo nemico, un avversario ignobile, l’artefice di malefatte miserabili . Non essendo riuscito ad ottenere il potere per vie legali, aveva cercato di farlo attraverso la congiura, tramando alle spalle della grande res publica e per questo andava punito con la pena peggiore, la morte. La stessa esaltazione è trasmessa da Cicerone nelle Verrine in cui sta al fianco dei siciliani che accusano Verre, governatore dell’isola in quel periodo, di averli derubati. Cicerone crede nei suoi assistiti e ha chiaro il fine delle sue orazioni. Dunque lasciare il lavoro a casa non è esattamente ciò che riesce a fare Cicerone che, al contrario, costituisce un sinolo indissolubile tra privato e pubblico, tra esteriorità e interiorità poiché la sua vita politica si interseca profondamente nelle fila di quella professionale.

Netflix ribatte

Quello che succede nel nostro ordinamento è totalmente diverso e per capirlo non serve poi conoscere il Codice penale o la Costituzione, ma basta mettersi comodi sul divano di casa a guardare una delle serie legal drama che propone Netflix, come Suits o le Regole del Delitto Perfetto. In quest’ultimo Annalise Keating, la protagonista, prima di una evoluzione-involuzione del personaggio, è un avvocato all’apparenza spregiudicato, capace di fare valere le proprie ragioni in aula, anche quelle più assurde, capace di apparire convincente, forte , sicura. Il regista però, ci mostra nel corso delle puntate anche una donna profondamente fragile, fatta di debolezze, traumi, con un passato alle spalle difficile da dimenticare. Ciò favorisce la possibilità di distaccare la figura professionale dalla figura umana di donna per quanto possibile, come, in realtà, dovrebbe essere. Annalise con i suoi studenti sta dalla parte dei deboli, combatte battaglie che sono le sue, lotte personali al fianco dei suoi imputati, ma non solo: nel corso della serie sono diversi i pregiudicati, i criminali e i colpevoli che passano dal suo studio, tra cui, ad esempio, nell’ultima stagione, il professore che spara e uccide un proprio alunno, ma a cui verrà assicurato comunque, un giusto processo.

Difendersi è un diritto

Chiedere ad un avvocato di non difendere un assassino sarebbe oggi come chiedere ad un medico di non operare il paziente in fin di vita poiché è un criminale: contrariamente a quanto si possa pensare, infatti, il diritto ad essere difesi è nel nostro ordinamento, come per la salute, un diritto inviolabile. Questo perché, come chiarisce l’art. 111 della Costituzione ognuno ha diritto che la giurisdizione si attui mediante il giusto processo regolato dalla legge, anche il peggiore assassino. Questo perché il fatto di essere accusato di un qualsiasi crimine non priva la persona dei suoi diritti, non rende l’imputato carne da macello e la pena a lui attribuita non sarà un semplice castigo, ma come chiarisce l’art. 27 uno strumento per la rieducazione del condannato che non diviene soggetto da eliminare a prescindere. Ciò è rafforzato se letto alla luce del fatto che, l’imputato, non può essere considerato colpevole fino alla condanna definitiva, precetto che spesso i mass media e l’opinione pubblica tendono a vanificare. E’ in quest’ottica che acquista significato l’art. 24 che rende effettive le previsioni menzionate: l’accesso alla difesa è un diritto inviolabile, tanto che anche i meno abbienti, coloro che non possono sostenere le spese per la propria difesa, accedono agli strumenti per agire e difendersi in ogni giurisdizione attraverso il gratuito patrocinio per il processo civile e le difese d’ufficio per quello penale.

Dunque per un avvocato, difendere uno stupratore o qualsiasi altro colpevole significa difendere prima di tutto i diritti di quella persona, vigilare e garantire che non gli sia attribuito più di quanto gli spetta e solo ciò che effettivamente merita. La sua priorità è quella di tutelare il cliente: una missione che alcuni hanno osato definire una vera e propria filosofia, anche se sicuramente distante anni luce da quella ciceroniana. E tutto questo è giusto se pensate che un giorno, nel banco degli imputati potreste esserci voi o un vostro parente per qualsiasi ragione, anche per un errore giudiziario. Come fa quell’avvocato donna a difendere uno stupratore? Quante volte ce lo siamo chiesti. E se fosse stata sua figlia la vittima? Definirsi uno Stato di diritto significa assicurare che il nostro Paese riconosce e garantisce la salvaguardia dei diritti di tutti ed è necessario ricomprendere in quei tutti ogni singolo individuo: il pazzo, colui che sbaglia, il criminale, il serial killer e il ladro.  Quindi prima di rispondere no alla domanda iniziale, pensateci, perché ad essere difesa è, prima di tutto, una persona.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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