La diatriba tra Popper e il circolo di Vienna ci porta a rivalutare il concetto di verità scientifica.
Per molti secoli filosofi e scienziati hanno dibattuto alla ricerca della verità e di come potesse essere trovata; oggi viviamo in un mondo in cui il vero è sempre più labile e difficile da distinguersi fra la mole di informazioni che circolano.

Il circolo di Vienna
In seguito alle teorie relativiste sviluppatasi nei primi anni del novecento, in Austria nasce il circolo di Vienna: un gruppo di intellettuali, decisi a ritrovare una verità certa che riportasse all’ordine la scienza del loro tempo. Scienziati e filosofi di rilievo dell’epoca hanno teorizzato il principio di verificazione, cardine della corrente emergente.
“Un assunto è scientifico quando è formulato in modo tale da poter essere verificato nell’esperienza”
Questa impostazione scientifica è strettamente legata al metodo sperimentale di Galileo e racchiude i principi dell’empirismo moderno ideati da Locke. A partire da questa teoria, si fonda il Neopositivismo, detto anche empirismo logico, che si distanzia dall’ormai radicato idealismo tedesco e dalle nuove correnti relativistiche.
Karl Popper, filosofo ed epistemologo austriaco del XX secolo, si è formato nel contesto del circolo di Vienna, ma già dalla giovane età ha deciso di distanziarsi dalle loro teorie.
La rivoluzione della verità provvisoria
Popper, si distanzia Dalle teorie dei suoi maestri, criticandone la natura induttiva. L’induzione è il fenomeno attraverso cui si ricava una legge generale a partire da una serie di casi particolari. Il filosofo, attraverso l’esempio dei cigni, coglie il limite di questo principio. Ritiene che, se uno scienziato afferma che tutti i cigni siano bianchi perché nella sua vita ha visto solo cigni bianchi, il giorno in cui vedrà un cigno nero sarà pronto a giurare che non è un cigno. Quest’ottica presto sfocia nell’ideologia, che Popper individua come cardine dei due regimi totalitari del XX secolo. Il limite della teoria risiede nel limite stesso della natura umana: Per quanto un uomo possa dedicare la sua vita all’osservazione e allo studio empirico di un’ipotesi specifica, non potrà mai aver fatto diretta esperienza di tutti i casi ad essa riferiti. Così formula il suo principio di falsificazione:
“Un assunto è scientifico quando è formulato in modo tale da poter essere falsificato nell’esperienza”
Questo metodo muta radicalmente l’approccio dello scienziato alla realtà, pur mantenendone intatta la natura empirica. Porta allo sviluppo di teorie scientifiche, non più di “leggi”, in quanto basato sul “vero provvisorio”. Permette di affermare la verità senza eccedere nel dogmatismo o nell’assoluto; nel pieno rispetto delle nuove tendenze relativiste.
Verità e fake news nella realtà di oggi
Per la facilità della diffusione, favorita dalla comunicazione mediatica, hanno preso piede le fake news: notizie false, che vengono trasmesse con inappropriata credibilità fra la mole di informazioni in costante movimento. Ma per quale motivo si è disposti ad affidarsi a queste verità mancate? Probabilmente perché si presentano come la risposta più immediata. La disabitudine ad usare la nostra capacità critica e di analisi porta a questo atteggiamento, da cui consegue anche la perdita progressiva della tendenza a verificare le fonti. Inoltre, la condizione di dubbio non si confà ad uno stato di benessere umano: pertanto, nel momento in cui l’individuo non è in grado di riconoscere una verità di riferimento, si trova sospeso nell’assenza a cui deve provvedere senza un reale desiderio di farlo. Il che, di fatto, rappresenta una conferma che anche l’informazione è vittima dell’approccio consumistico che ormai adottiamo nei confronti della maggior parte degli aspetti della nostra esistenza. Ma quando si è perso il dolce culto della verità, tanto bramata da filosofi, scienziati ed intellettuali di ogni epoca? Dopo tanta fatica per definirla, sceglierla e riconoscerla, viene semplicemente accantonata nelle questioni politiche della quotidianità. Il successo diplomatico della premier Meloni in visita alla Casa Bianca dal presidente Trump: verità, propaganda o fake news? Allo stesso modo, il lutto nazionale di cinque giorni per la morte di Papa Francesco: lutto reale o fake news per limitare i festeggiamenti del 25 aprile? Per molti anni l’abituale diffusione delle notizie false ha sollevato polemiche e proteste che nel tempo si sono indebolite sempre piú, forse proprio per la mancanza di desiderio di approfondire che contraddistingue la nostra epoca. Questa conseguenza, il mancato sdegno a fronte delle false informazioni, è frutto dello stesso spirito che ci porta a crederle vere. La superficialità, che poteva essere parte del nostro fare, è diventata ormai parte integrante del nostro essere.
