Il Superuovo

Draghi e aquile d’oggi: a che punto può spingersi la crudeltà umana?

Draghi e aquile d’oggi: a che punto può spingersi la crudeltà umana?

Pochi giorni fa, in Alto-Adige, è stata brutalmente uccisa un’aquila. L’assassino è ancora ignoto ma la sua crudeltà è diventata virale.

 

Analogamente nel 1943, Dino Buzzati pubblica un racconto intitolato “L’uccisione del Drago” con l’intento di denunciare la crudeltà umana sugli esseri differenti e indifesi.

 

L’uccisione dell’aquila

Il giorno 16 Maggio, nella Valle Aurina, in Alto-Adige, un’aquila reale è stata uccisa mentre stava covando le sue uova.  Con un singolo colpo di fucile, assieme al rapace sono state colpite pure le uova, prossime a schiudersi. L’uccisore deve ancora essere trovato e sia il WWF di Bolzano sia la Lega per l’abolizione della caccia del Trentino Alto-Adige hanno alzato la voce dato che l’episodio non è un caso isolato. La Naturtreff Eisvolgel, associazione no profit, ha messo a disposizione una ricompensa da mille euro per chiunque riuscisse a trovare il responsabile. Non si sa ancora se sia stato un atto di bracconaggio o un gesto crudele per puro divertimento fatto sta che quello dell’Alto-Adige non è un caso isolato ma già in altre regioni d’Italia, ad esempio nelle Marche, nel Parco dei Monti Sibillini, si sono verificati episodi simili. La specie è protetta in quanto si contano circa 700 coppie di questi rapaci e l’uccisione di uno di questi esemplari può avere gravi ripercussioni sulla conservazione di tutta la specie.

 

L’uccisione del Drago

Nel 1943, Dino Buzzati, scrittore bellunese e fra le figure più influenti del 1900, pubblica un racconto intitolato “L’uccisione del Drago”.  In questo scritto, si racconta del conte Gerol, che parte per dare la caccia ad un drago. Giunto col suo seguito davanti alla grotta della famigerata belva comincia un vero e proprio massacro.  Dapprima un po’ timidamente, gli vengono scagliate addosso delle pietre fino ad arrivare ad atti di una crudeltà efferata. Si scopre che il drago non è una creatura terribile e solitaria ma nella grotta ci sono dei cuccioli che vengono uccisi anche loro. Senza alcun ritegno né rispetto il Conte. esorta gli altri uomini a infierire sulla bestia finché non sarà stramazzata completamente. Alcuni se ne vanno, mal sopportando tanta crudeltà, mentre il Conte, ebbro di violenza sanguinaria contro l’innocente, continua a massacrare il drago. La natura circostante è immobile dinanzi a tanto scempio e fra gli uomini comincia a serpeggiare un cattivo umore dato che realizzano la crudeltà delle loro azioni. Inaspettatamente dalla salma del drago fuoriescono due vampate di fumo. Il conte dopo averle respirate accusa un malessere: le vampate di fumo erano niente altro che la vita del drago. Il conte dopo averle respirate stava morendo lentamente lacerato dall’interno.

“Nessuno aveva risposto al suo grido, in tutto il mondo non si era mosso nessuno.[…] Era stato l’uomo a cancellare quella residua macchia del mondo[…]”

(Dino Buzzati, L’uccisione del drago 1943)

 

E’ stato l’uomo ad uccidere

L’unico responsabile delle due vicende, sebbene una sia un racconto di fantasia, è sempre l’uomo. Nel racconto di Buzzati, egli deve rispettare un ordine di leggi, imposte da altri uomini e per tutelarsi deve uccidere una creatura spaventosa e solo ritenuta pericolosa, la quale non attacca mai, per paura di mettere a rischio la vita dei figli che alla fine vengono massacrati lo stesso. L’uomo ha comunque, in entrambi i casi premuto il grilletto e le vittime di questi spregevoli carnefici sono poveri animali indifesi. L’aquila stava covando i suoi cuccioli, completamente inerme e indifesa e non si sa ancora cosa abbia mosso un uomo a compiere un gesto simile. Che sia fantasia o che siano fatti di cronaca comunque le vittime sono moltissime ogni anno e non si è ancora capito quanto sia importante mantenere stabile l’equilibrio del nostro ecosistema.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: