Il Superuovo

Donne ipnotiche e i loro martiri: De André e Marco Antonio ne sanno qualcosa

Donne ipnotiche e i loro martiri: De André e Marco Antonio ne sanno qualcosa

Storie di femme fatale, l’amore può rendere ciechi uomini probi e condottieri 

I personaggi femminili sono spesso costruiti mettendo particolarmente in luce la componente seduttrice, quella che fa girare la testa agli uomini, che li rende piccoli pezzetti di plastilina nelle mani di donano che li modellano a loro piacimento

Poesia di una donna sadica

Un uomo onesto, un uomo probo
Tralalalalla tralallaleru
S’innamorò perdutamente
D’una che non lo amava niente

quant’è piacevole canticchiare i versi di questa bellissima canzone regalataci dal grande maestro Fabrizio, eppure non ci si sofferma sempre a pensare a ciò che dice: parla di pover uomo, pazzo d’amore per una donna che non può essere definita in altro modo se non sadica, è costretto ad uccidere sua madre, strapparle il cuore per darlo in pasto ai cani dell’amata, alla quale non basta tale sacrificio, gli viene infatti richiesto di tagliarsi i polsi e lasciarsi trascinare dal freddo abbraccio della morte come prova ultima del suo amore per lei. Non è mica una canzonetta stile hit estiva. Morire perché la donna che ami ti ha chiesto di farlo; chissà se il cantautore si sia davvero mai sentito disposto a perdere la sua vita per la sua dolce metà, oppure temeva quella sottile arma, invisibile, che le amanti possono nascondere dietro ai capelli profumati e il bel faccino, con la quale possono sferzare un colpo tremendo proprio dritto al cuore. 

Ma non capita solo ad uomini onesti e probi di essere sedotti da donne astute.

Un uomo romano innamorato dell’oriente

Marco Antonio era il lega di Cesare, alla morte dell’imperatore lesse il suo testamento e si rese conto di no essere stato designato come suo successore, Ottaviano, il futuro Augusti, sarebbe diventato il prossimo imperatore.

Tra i due si crea immediatamente un clima di forte tensione, eppure lo scontro non avvenne, anzi, i due si misero d’accoro proprio sul suolo dove si sarebbe dovuta svolgere la battaglia grazia all’intermediario Marco Emilio Lepido. Appiano di Alessandria ci dice che si incontrarono presso Modena, qui discussero di un patto, marco antonio e ottaviano diffidano l’uno dell’altro, ma non possono fare a mano di allearsi perché hanno dei nemici in comune, Bruto e Cassio andavano uccisi. Si decide così di formare il secondo triumvirato, nel 43. La resa dei conti fra cesariani e cesaricidi avviene in Grecia, presso Filippi nel 42. Ottaviano non è un gran comandante a differenza Antonio, Cassio e Bruto si suicidano e il corpo di bruto viene restituito alla sua famiglia in segno di rispetto.

Augusto torna a Roma, mentre Antonio si dirige in Egitto dalla regina Cleopatra, lo storico Cassio Dione parla di una bellezza senza eguali, Plutarco dice invece che a colpire non era il suo aspetto fisico, ma il suo carattere, si racconta che avesse una voce talmente seducente da rendere ogni suo desiderio un ordine. Ad in ogni caso Antonio ne è sedotto. Si stabilisce ad Alessandria assieme al figlio di Cesare, Cesarione, anche l’ex imperatore infatti era stato ammaliato dalla regina orientale, alla quale aveva consegnato molte terre appartenenti alla Repubblica. Antonio è talmente innamorato dell’oriente, dei suoi profumi, delle sue spezie, e di Cleopatra, che immagina una commistione fra i popoli. I romani temevano che l’asse del potere si spostasse in Egitto,  e Ottaviano fa di tutto per alimentare questo timore, descrive Antonio come un uomo che viene manipolato dalla regina, che  ha perso la testa e dev’essere immediatamente eliminato dalla politica. Attraverso vie illegali, Ottaviano riesce ad ottenere il testamento di Antonio, che legge davanti al senato, si viene a sapere che il suo ultimo desiderio sarebbe stato quello di essere sepolto al fianco della sua regina ad Alessandria, il senato è sconcertato.

Nel 31 scoppia la guerra indetta nei confronti di Cleopatra, gli scontri avvengono in Grecia, ad Azio precisamente, Ottavino sceglie come comandante Agrippa, grazie al quale vince la guerra.

Antonio, che ovviamente si era schierato dalla parte di Cleopatra decidendo di combattere contro il suo stesso popolo, muore in battaglia, ma la regina sta volta non gode della sua morte, come la donna fittizia della famosa canzone, bensì si suicida anche lei bevendo un cocktail di veleni.

Stereotipi che non fanno bene

Di storie di donne che grazie al loro fascino hanno reso i loro uomini burattini ce ne sono molte, possiamo dire che ormai la figura della donna che conosce i punti deboli di un uomo e li sfrutta a suo vantaggio, è un personaggio usato e riusato in commedie, tragedie, ma anche nelle banalissime serie tv.

Gli stereotipi però, in ogni forma che possono assumere, sono estremamente nocivi. In questo caso ad esempio, fomentano quella sottile misoginia di fondo che purtroppo percepiamo ancora oggi.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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