Disturbo dissociativo di identità: scopriamolo attraverso il film “Schegge di paura”

Il disturbo dissociativo di identità è un disturbo riguardante la personalità del soggetto.

“Schegge di paura” è un film thriller del 1996 diretto da Gregory Hoblit. Può vantare l’interpretazione di Richard Gere, nelle vesti di un noto avvocato, e l’esordio cinematografico di Edward Norton.

trama

Martin Vail è uno stimato avvocato penalista, il quale da sempre sceglie i casi da trattare in base al compenso proposto. Questo cambia quando gli viene presentato Aaron Stampler, giovane chierichetto su cui grava una condanna per omicidio nei confronti dell’arcivescovo di Chicago. Martin è l’unico a credere nell’innocenza nel ragazzo e decide quindi di incaricarsi della sua difesa. Durante le successive indagini si scoprirà che Aaron veniva costretto a fare sesso con la sua ragazza dall’arcivescovo, il quale inoltre riprendeva tutta la scena. Verrà anche alla luce la presenza di una seconda personalità nel ragazzo, Roy, più aggressiva ed estremamente avversa ai comportamenti dell’arcivescovo. Nelle battute finali del film si scoprirà che Aaron ha finto di essere afflitto da questa patologia con il fine di ottenere l’infermità mentale e quindi evitare il carcere.

caratteristiche e sintomi

Il disturbo dissociativo di identità è caratterizzato dalla presenza di due o più identità o stati di personalità distinti, ciascuno con i suoi modi di percepire, pensare e relazionarsi. In maniera ricorrente almeno una delle personalità assume il controllo della persona, non riuscendo a percepire però la presenza dell’altra (o delle altre). Questo disturbo è caratterizzato inoltre da una forma di amnesia dissociativa che non permette di ricordare informazioni personali ed eventuali traumi. È spesso causa di compromissioni della vita sociale o lavorativa, infatti si potrà difficilmente far affidamento su un soggetto affetto da questa problematica. È inoltre correlato ad alti tassi di depressione e di tentativi di suicidio, come conseguenza dei difficili rapporti sociali e del rapporto ambiguo con il proprio sé. È importante sottolineare la sua differenza con quello che viene comunemente definito disturbo bipolare, il quale è un disturbo riguardante l’umore della persona e non la sua personalità, caratterizzandosi quindi come un disturbo che si manifesta sporadicamente nel corso di una giornata.

cause e possibili soluzioni

Ma quali sono le cause che portano allo svilupparsi di questa patologia? Questo disturbo è spesso riconducibile ad un trauma significativo subito durante l’infanzia (soprattutto nei primi cinque anni d’età). Tale trauma rende estremamente difficoltoso nei bambini la formazione di un senso unitario di sé, il che spiegherebbe la nascita di ulteriori personalità. Il principale trattamento per fare fronte a questa patologia è la psicoterapia, con il terapeuta che promuoverà l’idea che le personalità multiple rappresentino un tentativo di adattamento alle difficoltà riscontrate in seguito al trauma, sarà inoltre importante iniziare un processo di accettazione e di convivenza serena delle varie identità. Oltre alla psicoterapia individuale, i pazienti possono beneficiare d’interventi specifici come la terapia dialettico-comportamentale, la desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari, psicoterapia sensomotoria e terapie di gruppo.

 

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