Il Superuovo

Disillusione e attaccamento alla terra d’origine: ecco cosa hanno in comune Ugo Foscolo e Marracash

Disillusione e attaccamento alla terra d’origine: ecco cosa hanno in comune Ugo Foscolo e Marracash

Attraverso le opere di uno dei più grandi esponenti del Neoclassicismo romantico italiano e del rapper più introverso e geniale della contemporaneità analizziamo alcune situazioni che non hanno mai abbandonato l’Italia e l’uomo.

 

Cosa hanno in comune questi poeti? Entrambi hanno un forte legame con la terra natia. Tutti e due non hanno nobili origini né grandi possibilità economiche. Sono stati costretti a cavarsela da soli e a vivere della propria arte. Mostrano poi una certa disillusione politica e sfiducia nel genere umano. 

Le origine elleniche ricorrono nelle loro opere

Ugo Foscolo è nato nel 1778 a Zacinto, oggi Zante, un’isola greca nel mar Ionio che allora era territorio della Repubblica di Venezia. Sua madre è greca e gli ha trasmesso l’amore per la classicità che riporterà in molte delle sue opere. Quella più significativa in questo senso è il sonetto A Zacinto nel quale il poeta rimpiange di non poter più tornare a casa. La sua terra è anche terra mitologica in quanto creata direttamente dalla dea Venere. Ha un forte legame con la sua terra anche il rapper Marracash, nome d’arte di Fabio Bartolo Rizzo: nato a Nicosia, un piccolo paese del comune di Enna in Sicilia. Prendiamo in considerazione la canzone Bastavano le briciole nelle cui strofe ricorda le vacanze da bambino quando tornava in Sicilia. Quello era l’unico momento in cui ricorda il padre davvero felice. Mostra un forte attaccamento verso  quei luoghi in cui la vita era semplice e tranquilla, diciamo idilliaca.

Sono finiti i tempi dei mecenati, ora poeti e letterati devono guadagnare

Ugo Foscolo è diventato famoso grazie alle sue opere, al suo lavoro e con esse si guadagna da vivere. Non era ne un cortigiano ne asservito al potere. Scrive tragedie per il teatro e vende le sue opere agli editori. E’ curatore per altri letterati. Dall’origine piccolo borghese riesce a guadagnarsi una fama internazionale. Le umili origini accomunano anche il nostro rapper che nelle sue canzoni parla spesso di come si sia fatto da solo: dalle briciole in Sicilia ai bassi fondi di Milano fino al riconoscimento nazionale. Dalla zona Barona ad indossare abiti di prima linea dice nella canzone Vendetta: un riscatto vero e proprio verso chi giudica in base alle apparenze e alla provenienza. ” Il primo rapper di quartiere nei quartieri alti “.

La disillusione politica nei confronti dell’Italia

Il letterato ha sempre caldeggiato gli ideali della rivoluzione francese. Si arruola nella cavalleria della Repubblica  Cispadana al fianco delle armate napoleoniche ma il suo entusiasmo viene smorzato quando Napoleone cede Venezia all’Austria per ragioni di equilibrio diplomatico. Dalle Ultime lettere  a Jacopo Ortis traspare questo disincanto. ” Il sacrificio della patria nostra è consumato ” dalla lettera dell’11 Ottobre 1797: Venezia perde la sua indipendenza che durava da più di mille anni. Marracash invece è meno attivo politicamente ma nei suoi testi traspare delusione e disinganno nei confronti della politica e dell’uomo in generale. Tutti subiscono il corso degli eventi senza reagire. L’umanità è sempre tesa tra ciò che si fa e non si fa.

Italia fa qualcosa non restare catatonica “. Anche Ugo Foscolo avrebbe potuto utilizzare questa frase per esortare il suo popolo ad agire ed a non restare succube. Forse ieri come oggi però, è più facile girarsi dall’altra parte ed andare avanti per inerzia verso non si sa quale fine.

 

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