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Dietro le tensioni tra Egitto e Israele: il ruolo di Marwan spiegato dal film “L’Angelo”

Dietro le tensioni tra Egitto e Israele: il ruolo di Marwan spiegato dal film “L’Angelo”

La costituzione dello stato di Israele, avvenuta nel 1948 tramite la spartizione della Palestina, ha incrinato particolarmente le relazioni internazionali, trovando principalmente l’opposizione del mondo arabo.

La nascita di tale Stato ha condotto a veri e propri conflitti armati, che l’hanno visto contrapposto al gruppo dei paesi arabi che riconoscevano come legittima la Palestina. Il ruolo di Ashraf Marwan, genero dello storico presidente egiziano Nasser, fu  però particolarmente importante nelle vicende che hanno coinvolto Egitto ed Israele.

Un passo indietro: la costituzione di Israele

A partire dalla metà del diciannovesimo secolo si è concretizzata la volontà del popolo ebraico di tornare in Palestina, originando il fenomeno noto come aliyah, che definisce l’immigrazione ebraica verso i luoghi riconosciuti come santi dalla propria religione. Motivato anche dai sentimenti antisemiti che avevano già cominciato a delinearsi nel mondo, tale fenomeno ha condotto, tra fine 1800 e inizio 1900 al ritorno di circa 25.000 persone verso la Palestina, indicata dalla popolazione ebraica come propria Terra Promessa, ma abitata prevalentemente da arabi. Alla prima aliyah ne sono seguite altre tre, una a inizio 1900 a seguito della costituzione, da parte del congresso sionista del tempo, del Jewish National Fund con lo scopo di acquistare porzioni territoriali palestinesi, una a seguito del primo conflitto mondiale che ha comportato la fine dell’Impero Ottomano e ha attribuito all’Inghilterra il controllo, sottoforma di mandato, della Palestina con l’obiettivo di preparare il popolo arabo all’ottenimento dell’indipendenza, e una negli anni ’30 del 1900, quando con l’ascesa di Hitler i sentimenti antisemiti vennero fomentati, portando la popolazione ebraica ad accentuare la propria volontà di tornare in Palestina. Lo stato di Israele, con coffessione ebraica, venne ufficialmente costituito nel 1948 con forte sostegno statunitense, a seguito della dichiarazione inglese nell’anno precedente di rinuncia al mandato ottenuto dalla Società delle Nazioni nel 1920 sul territorio palestinese, e il nuovo stato emerse su terre originariamente appartenenti alla Palestina. Un evento che segnò profondamente le rivalità già da tempo esistenti tra popolazione araba e popolazione ebraica, conducendo a veri e propri conflitti.

L’Egitto di Nasser

Il presidente egiziano Nasser ha ricoperto un ruolo cruciale nelle dinamiche di contrapposizione tra i paesi arabi ed il nuovo stato israeliano. Inoltre, egli era un simbolo di riferimento nella coalizione dei non allineati, ovvero dei paesi che rifiutavano di rientrare nello schema di allenanza che opponeva gli USA all’URSS. Cruciale è l’anno 1956, quando Nasser dichiarò di voler nazionalizzare il Canale di Suez, un’iniziativa che ha accentuato l’instabilità dei rapporti con Israele, in quanto quest’ultimo partecipò alla Campagna dei Sinai, insieme a Francia e Inghilterra, per contrastare il progetto egiziano. Sebbene le truppe israeliane, dopo aver occupato in Sinai, siano state richiamate dagli americani, a livello simbolico il coinvolgimento israeliano inasprì ulteriormente i sentimenti arabi. Negli anni successivi la figura di Nasser ha continuato ad essere cruciale, incarnando insieme al re Hussein di Giordania il risentimento arabo nei confronti di Israele. Uno stato d”animo che venne ulteriormente fomentato a seguito della Guerra dei sei giorni,  avvenuta dal 5 al 10 giugno 1967, conclusasi con l’occupazione, da parte israeliana, di vari territori appartenenti a Giordania, Siria ed Egitto, tra cui uno dei più importanti fu Gerusalemme.

Il ruolo di Ashraf Marwan durante il potere di Sadat

Ashraf Marwan ha avuto un ruolo importante sia durante il governo Nasser (di cui era genero), sia e soprattutto durante quello successivo di Sadat. Oltre a ciò, collaborò a lungo con il Mossad (Agenzia di Intelligence israeliana), un ruolo che è emerso pubblicamente solo nel 2003. I contatti cominciarono nel 1969, quando offrì si offrì volontariamente di collaborare con la potenza israeliana, ottenendo poi il nome in codice di Angelo, usato anche come titolo del film prodotto da Netflix che ne racconta l’operato. Nel 1973 ad esempio, informò la controparte dei progetti egiziani di attaccare Israele, collaborando anche in occasione della guerra dello Yom Kippur. Il contributo di Ashraf Marwan fu comunque considerato importante a posteriori, in quanto fu considerato ispirato dalla volontà di evitare continue escalation militari. Il “doppio-gioco” del genero di Nasser venne reso noto solo vari anni dopo, quando il quotidiano Yedioth Ahronoth pubblicò un articolo redatto da Ahron Bregman, ex-ufficiale dell’artiglieria israeliana, il quale ha fatto riferimento a un informatore particolarmente vicino al presidente egiziano, confermando poi che si trattasse proprio di Ashraf. Marwan morì in circostanze ancora considerate misteriose, difatti il suo corpo venne ritrovato nel 2007 e secondo le indagini l’uomo perse la vita cadendo dal balcone del proprio appartamento a Londra.

Il trattato di pace israelo-egiziano e gli avvicinamenti recenti con altri paesi arabi

Il 26 marzo 1979, Egitto e Israele firmarono il trattato di pace con la mediazione degli Stati Uniti. L’Egitto fu il primo stato arabo a concludere la pace con Israele e a riconoscerlo come stato. Il contenuto del trattato prevede il riconoscimento reciproco dei due paesi, la fine delle dinamiche conflittuali esistenti dalla nascita di Israele e il ritiro delle forze militari israeliane e la libera circolazione delle imbarcazioni israeliane attraverso il canale di Suez. Parlando di attualità, recentemente sotto la presidenza Trump, Israele ha intrattenuto accordi anche con gli Emirati Arabi Uniti e Bahrain.

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