Il Superuovo

Diario di un seduttore: Kierkeegard e Barney Stinson ti insegnano l’arte della seduzione

Diario di un seduttore: Kierkeegard e Barney Stinson ti insegnano l’arte della seduzione

L’arte della seduzione è, senza dubbio, uno dei topoi più utilizzati tra cinema, televisione e letteratura.

Frontespizio dell’opera “Aut-Aut”, Wikipedia

 

Tra gli appellativi di cui gode colui che è in grado di ammaliare il genere femminile spicca Don Giovanni, personaggio teatrale d’origine spagnola. Alla sua figura possiamo collegare la sua versione tedesca Joanness, protagonista di “Diario di un seduttore” di Kierkeegard e Barney Stinson, personaggio della serie “How I met your mother”

Eros e filosofia

“Diario di un seduttore” di Søren Kierkegaard viene pubblicato nel 1843 all’interno d’un’opera maggiore, “Aut-Aut”, incentrata sulle due direttrici principali che, secondo il filosofo danese, costituiscono la vita umana: la via edonistica, mirante al massimo piacere e noncurante della moralità e quella etica, imperniata sul dovere e sulla responsabilità. Il protagonista di questo romanzo è Joanness, giovane latin-lover il cui unico obiettivo è ammaliare le donne e, una volta ottenuta la loro devozione amorosa, abbandonarle brutalmente. Il secondo protagonista della storia è la diciassettenne Cordelia, ragazza ingenua e dunque preda perfetta per il Casanova di Kierkeegard. L’aspetto che più lo differenzia con la nostra idea comune di “sciupafemmine”(termine a dir poco orripilante, sia stilisticamente che per significato) sta nel fatto che egli non cerchi, come fine del suo corteggiamento, il rapporto sessuale ma che egli giunga all’apice del godimento sapendo di possedere mentalmente la sventurata. Egli, infatti, mette in campo mille stratagemmi diversi, calcola ogni sua mossa e ne cura l’esecuzione al dettaglio. Essendo narciso e vanitoso, l’unione carnale non è il fine cercato: gli è sufficiente sapere di poterla ottenere, se solo volesse. Con la protagonista, per l’ennesima volta, il copione non sarà differente.

Ritratto di Soren Kierkeegard, Wikipedia

Dalla filosofia alle serie tv

Il “Playbook”. A molti dei lettori questo termine non sarà affatto sconosciuto…perché? Ebbene, il “Playbook” è uno degli oggetti più iconici di “How I met your mother”, serie tv americana di nove stagioni ambientata a New York e girata dal 2005 al 2014. Protagonista è Ted che, nel 2030, racconta ai suoi due figli come ha conosciuto la loro madre, attraverso il ricordo delle mille e più avventure vissute insieme ai suoi amici più fidati: Marshall Eriksen, Lily Aldrin, Robin Scherbatsky e Barney Stinson, ed è proprio a quest’ultimo che oggi ci rivolgiamo. Barney è un uomo in carriera di successo( di cui non viene mai svelato il vero lavoro), rigorosamente in vestito( celeberrimo è il suo monito: “Suit up!”) e seduttore “compulsivo” di prima forza, spietato quanto narciso. La sua mania per la conquista femminile è ben testimoniata dal succitato “Playbook”, ossia un grande libro nel quale egli raccoglie tutte le tecniche di corteggiamento usate nel suo luogo di “caccia” preferito, il “MacLaren’s Pub”, irrinunciabile ritrovo di tutta la compagnia. Alcune di queste “mosse” sono a dir poco geniali. Tra i vari troviamo l’inganno “Mrs. Stinsfire”, con chiaro riferimento alla “Mrs. Doubtfire” del grande Robin Williams, che prevede il travestirsi da anziana governante pronta a lavorare in un collegio esclusivamente femminile oppure l’inganno “Snasa”, nel quale Barney impersona un agente segreto della Nasa pronto a partire per lo spazio il giorno successivo. Prima di incontrare la donna che gli sconvolgerà totalmente la vita (niente anticipazioni, tranquilli), il conto totale delle donne con cui riuscirà a finire sotto le lenzuola sarà di circa 250.

Il cast di “How I met your mother”, Flickr.com

Una piccola riflessione finale

I due personaggi che abbiamo incontrato oggi condividono una caratteristica, ossia l’uso dell’ingegno nella loro pratica seduttoria. Quello di Barney, in particolare, è portato al limite del verosimile e guardando la serie tv ci si rende conto della follia che sottostà alla maggior parte dei suoi inganni. Due personaggi distanti nel tempo ma vicini: detto ciò, buona lettura e buona visione!

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