De Gregori e De André dialogano con Dante: lo stilnovo nella canzone d’autore italiana

Dante è ricordato come il poeta dei poeti, ma come riesce a mantenere un profilo così vivido anche oggi?

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Dante riesce a risuonare attuale dopo quasi settecento anni. In molti hanno ripreso i suoi versi, in molti hanno esaminato, riletto e riveduto i suoi testi prendendone molto spesso ispirazione. Così hanno fatto un discreto numero di cantautori italiani, regalandoci ancora una volta un’unione perfetta fra musica, cultura e poesia.

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Lo Stilnovo

Lo Stilnovo è un movimento poetico sviluppatosi in Italia a cavallo tra il XIV e il XV secolo. Uno dei fini ultimi del movimento era quello di cercare un modo quanto più raffinato e ”dolce” per esprimersi, facendo leva sul suono delle parole, sul loro accostamento e stilando anche una lista di parole considerate ”dolci” da poter utilizzare nei componimenti. Tutte le personalità che hanno fatto parte di questo movimento godono di un certo prestigio, basta pensare ad autori come il bolognese Guido Guinizelli, (considerato l’iniziatore del movimento) Guido Cavalcanti, Dante Alighieri fino ad arrivare a Francesco Petrarca, per citarne alcuni. Fra questi non può che considerarsi una figura di spicco Dante, sia per la sua attività poetica e sia per il grande contributo che ha dato al movimento.

I temi dello Stilnovo

Uno dei temi principali dello Stilnovo è sicuramente l’amore. Può sì sembrare un tema molto banale ma in verità il concetto d’amore che si è affermato durante questi anni è veramente molto particolare. Il movimento affonda le sue radici nella tradizione trobadorica (termine che deriva dal provenzale trobar e che significa ”poetare” o ”far poesia”) la quale fiorisce nell’XI secolo nel meridione della Francia.

 

Lo scenario che dobbiamo immaginare è quello feudale delle corti, dove vive il poeta-trovatore. Qui si instaurano dei rapporti molto importanti che finiranno diventare dei topoi: il rapporto fra il poeta e la donna amata e il rapporto fra il poeta il e signore. La tematica amorosa è considerata particolare poiché non viene giocata all’interno di un rapporto binario e lineare tra scrittore e donna amata ma si sceglie piuttosto una donna lontana, una donna irraggiungibile. Dunque, cosa rende particolare questo rapporto? In primis il tutto viene posto come metafora della vita feudale, inoltre nasce una forte ”polarizzazione” fra i due amanti ed è proprio il desiderio ad alimentare la poesia, tanto da convincere alcuni poeti del fatto che è la lontananza a rendere speciale il rapporto, in quanto un ipotetico e impossibile congiungimento non sarebbe ben visto. Il desiderio di raggiungimento, la tensione che si crea e l’inafferrabilità della donna, sono il perno dell’espressione poetica stilnovista. Si aggiungono a queste tematiche anche questioni belliche, politiche e morali, insieme all’esaltazione della lealtà e della generosità, considerate le virtù cortesi per eccellenza.

Dante

Durante Alighieri -conosciuto con il nome sincopato di Dante- nasce a Firenze fra il maggio e il giugno del 1265. Importante linguista, filosofo e teorico politico è famoso per essere il padre della Comedia. Impegnato sia in ambito politico che in quello letterario è riuscito a lasciare una sua visione del mondo ai posteri soprattutto grazie al suo capolavoro ma bisogna non dimenticare gli insegnamenti di opere come il De Vulgari Eloquentia, il Convivo, il De Monarchia e la Vita Nova. Il suo successo oltre a essere dovuto alle opere e alla portata di queste, sembra essere anche dato dalla sua lungimiranza. Dante infatti ha visto ”più in là” rispetto ai suoi contemporanei, non limitandosi alle caratteristiche del movimento poetico ma cercando sempre nuovi snodi e nuovi appigli. Quel che ha reso famoso Dante, quel che lo rende ”vivo” ancora adesso, non sono solo le sue opere ma la teorizzazione e il lavoro che c’è dietro ognuna di queste.

Dante e i cantautori

Durante gli anni Sessanta e Settanta del Novecento abbiamo assistito all’esplosione della musica d’autore italiana. Il panorama musicale si è fatto portavoce di cantanti come De André, De Gregori, Vecchioni e tanti altri ancora. Si tratta di parolieri intramontabili, di compositori eccezionali che hanno lasciato un segno nella nostra musica. Cosa hanno in comune questi artisti? Perché i loro versi sembrano eterni? Se si analizzano alcuni dei loro testi, notiamo un ritorno allo stilnovo, alla sua ”dolcezza”, al suo infinito. La letteratura italiana di quel periodo però poteva definirsi tutt’altro che scarna: ci avevano lasciato da poco grandi scrittori come Saba, ma continuavano a rimanere attivi scrittori e poeti come Ungaretti, Quasimodo, Montale, Gadda e ancora Calvino, Levi, Moravia. Inoltre il Novecento aveva già distrutto qualsiasi canone, basta pensare all’espressionismo e al futurismo, sia in arte che in letteratura. Quindi, come mai questi cantautori hanno deciso di recuperare l’espressione e i temi tipici dello Stilnovo?

De André è già molto famoso per aver dialogato con il medioevo. Egli riprende da quel periodo la ballata e i suoi temi principali, gli amori impossibili. Nel suo disco scritto con Bentivoglio e Piovani -calandosi nelle vesti di un impiegato individualista fallito- intitolato appunto Storia di un impiegato nel pezzo Al ballo mascherato” scrive a chiare lettere:

”Dante alla porta di Paolo e Francesca

spia chi fa meglio di lui:

lì dietro si racconta un amore normale

ma lui saprà poi renderlo tanto geniale.”

De André dunque, oltre che avere un modo tutto suo di entrare in osmosi con questo periodo storico e letterario, cita il sommo Dante e non solo, in quattro versi riesce a immortalare le immense capacità del poeta senza nemmeno tessergli un elogio vero e proprio: Dante è colui che riesce a rendere geniale un amore che altrimenti agli occhi del mondo sarebbe stato normale. La citazione per di più si veste di un nuovo significato se l’album viene letto nel suo intero: Paolo e Francesca diventano i simboli canonici di una società borghese che l’impiegato odia e che vuole abbattere. Infine non passa inosservata ”La canzone dell’amore perduto” che in fondo, potrebbe essere letta come un’allegoria della Vita Nova. Il cantautore oltre a citare Dante, non si esonera dal riprendere lo Stilnovo fuori dall’ottica dantesca proponendo all’interno dei suoi testi le principali caratteristiche della poesia stilnovista. Nella canzone Amore che vieni, amore che vai”  ritroviamo una strofa che, in linea con la tradizione, riprende l’importantissimo tema degli occhi e dello sguardo:

”E tu che con gli occhi di un altro colore

mi dici le stesse parole d’amore.”

Gli occhi infatti, secondo i canoni stilnovistici sono la via prima, quella privilegiata per il raggiungimento del cuore. Si tratta di un tema così centrale e portante da essere utilizzato come titolo per i componimenti. Cavalcanti ad esempio scrive ”Voi che per li occhi mi passate ‘l core” o ancora Guinizelli con il sonetto ”Lo vostro bel saluto e ‘l gentil sguardo”.

Se De André ha citato il Canto V dell’Inferno, De Gregori ha utilizzato per il suo disco il Canto III. Il perno principale di quel canto, oltre che la descrizione della condizione dei condannati e il famoso incipit, è la storia di Papa Celestino V che per ignavia ha rinunciato al soglio pontificio. Dante aveva aspramente condannato Celestino V ma De Gregori sente di dover fare l’opposto, infatti riscatta la figura del Papa. Nel suo disco Pezzi del 2005 troviamo una canzone dal titolo Vai in Africa Celestino”, dove prende le parti del Papa e lo giustifica, lasciandolo libero di andare in Africa cosa che Dante aveva apostrofato con ”colui che fece per viltà il gran rifiuto.”

Il testo è caratterizzato da una struttura abbastanza singolare: è infatti formato da cinque strofe le quali ripetono in anafora per ben otto volte la parola ”pezzi” (facendo riferimento al titolo dell’album) mentre gli ultimi tre versi non sono altro che delle esclamazioni fatte a Celestino, a mo’ di esortazione. Se Dante aveva visto nel gesto di Papa Celestino vergogna e tanta viltà, De Gregori non ci vede nulla di male visto che per il cantautore non è altro che la ragione del suo impegno cristiano a portarlo in Africa e il suo pensiero può riassumersi in questi versi:

”Ognuno è fabbro della sua sconfitta

e ognuno merita il suo destino

chiudi gli occhi e vai in Africa, Celestino.”

Un altro esempio può essere Vecchioni che spiega alcuni dei canti danteschi o ancora è citato citato da Guccini  e Branduardi. Dante insomma non solo è riuscito ad affermarsi durante i suoi anni di attività dando alla luce una dimensione totalmente diversa in cui fare poesia -inglobando con grande maestria i caratteri dello stilnovo- ma è riuscito a creare una eco indissolubile che ancora oggi ci permette di assaporarlo nel suo essere perpetuo. In conclusione pur essendo lo Stilnovo a capo della letteratura italiana riesce ancora a regalarci tanto. La sperimentazione di quei primi poeti è valsa a creare un modo di scrivere e spiegare l’amore che ancora oggi continua a riaffiorare in diverse forme d’arte e a incantare intere generazioni. Forse il suo protrarsi sempre di più verso l’eternità sta proprio nella sua apparente semplicità: l’arte di saper elevare l’amore a nobilitazione dell’animo umano.

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