De Andrè e la sua concezione quasi Platonica della natura umana

Nella storia si è sempre cercato di studiare la natura umana. Come ragionasse l’uomo e perché era portato a fare determinati tipi di ragionamenti. Ovviamente le risposte sono legate al fine a cui questa è legata.

Eraclito Pontico, Speusippo, Platone (al centro), Filippo di Opunte (?), Eudosso di Cnido, Senocrate, Aristotele. Napoli, Museo Archeologico Nazionale.

Secondo molti filosofi e teologi l’uomo è diviso tra una parte terrena e una parte “divina”. Vediamo come questo pensiero sia stato riproposto anche dal cantautore Fabrizio De Andrè analizzando una delle sue più celebri canzoni.

Platone e la natura umana

Secondo il Filosofo Antico Platone, la natura umana è composta da tre parti che però posso essere raggruppate in due principali parti distinte: la parte terrena (collegata alle passioni, ai sentimenti, ai desideri corporei) e una parte incorporea: l’anima. Questa in Platone viene descritta come qualcosa di incorporeo, puro ed eterno. Come il suo maestro prima di lui, il filosofo insisterà su come seguire il bene per l’anima (la conoscenza) sia l’unico fine dell’uomo, solo così infatti esso potrà raggiungere la felicità.

La tripartizione/bipartizione dell’anima umana

Come accennato prima, per Platone la natura umana è divisa in tre parti. Con “anima” Platone si riferiva all’insieme delle tre parti, anche se solo una di queste era immortale mentre le altre due, quella legata alle passioni e quella legata ai desideri, sarebbero dissolte insieme al corpo con la morte. Quello che resta incerto è il ruolo della corporeità. Il filosofo infatti in alcuni testi assegna ad esso una concezione negativa di “prigione” dell’anima, come se questo fosse l’ostacolo tra l’anima e la felicità, ma ciò che esso voleva comunicare è differente.

Una concezione Platonica della natura umana

Fabrizio de Andrè, famoso cantautore italiano, nella canzone Bocca di Rosa ci dà un esempio di come lui intendesse la natura umana, il suo pensiero è molto vicino a ciò che diceva Platone.

e con la Vergine in prima fila
e Bocca di rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese l’amore sacro e l’amor profano

ciò che l’amore sacro e l’amor profano simboleggiano sono le due facce della natura umana, che non sono per forza contrapposte. Il Cantautore vede nell’uomo la bipartizione tra le passioni terrene e ciò che nella sua natura lo spinge ad andare oltre ed a ricercare il sacro, l’eterno. Il corpo quindi non diventa solo prigione per l’anima ma parte complementare. Uno strumento attraverso cui l’animo può raggiungere la felicità.

 

Daniele Giraldo

 

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