Dark Souls: la trama

Non è raro che i videogiochi ci regalino delle perle importanti riguardo trama, gameplay e ambientazioni. Dark Souls è uno di questi. La saga comincia nel 2011 con il gioco omonimo, ambientato nella leggendaria Lordran. Questa terra è stata abbandonata dai Lord, divinità che possiedono parti della cosiddetta prima fiamma, ovvero la fiamma che portò, nell’oscutità, portò luce, vita e morte. Il compito del nostro personaggio è quello di raggiungere la fiamma, ravvivarla, sacrificandosi, oppure spegnerla, dando inizio ad un nuovo ciclo da cui nascerà un nuovo mondo.

Lordran, la terra in cui ci si avventura nel videogioco

L’essere vuoto, privo di personalità

Dark Souls offre svariate letture metaforiche. Si può pensare al tema del sacrifico, ovvero il ravvivare la fiamma per garantire la prosecuzione della vita, ma sacrificando noi stessi; si pensi anche al tema del potere, che consuma e logora gli dei fino a portarli a compiere azioni terribili nei confronti del loro stesso popolo. Un’altra chiave di lettura importante è quella dell’umanità, parte della prima fiamma e la più potente di tutte. Questa è chiamata fiamma oscura.

L’umanità, necessaria ad evitare la vacuità

L’umanità è caratteristica dei non-morti, portatori del simbolo oscuro che potrebbero divenire folli, se la perdono totalmente. La vacuità dipende anche dall’obiettivo, dallo scopo nella vita di un non-morto.

Il videogioco e la filosofia

Ecco che si apre una via che ci propone un’importante argomentazione filosofica. Pensiamo al mondo ostile, privo di dei e colmo di esseri vuoti in cui ci avventuriamo e paragoniamolo al nostro mondo. Ebbene, la proposta di Dark Souls è quella di trovare la nostra personalità, il nostro scopo e seguire quella strada seppur faticosa. Dobbiamo sviluppare questi caratteri peculiari e originali presenti in ognuno di noi. L’alternativa? La vuotezza. Si procede verso una strada priva di senso, dominata dalla follia. Non è nuovo che un videogioco proponga prospettive del genere, a volte molto approfondite e chiare, altre, come nel nostro caso, più celate e oscure. Bisogna dunque rivalutare questo tipo di passatempo, pensando anche a quanto possa esser profondo il significato che si cela dietro il mondo solo apparentemente fantasioso.

Alessandro Martino

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