Quanto conosciamo di ciò che è stato? Da un ipotetico punto materiale all’intero universo. 

Quattordici milioni di anni fa ebbe inizio l’esistenza del nostro universo, questa proposizione rappresenta l’incipit della teoria del Big Bang che è stata costituita andando a ritroso nel tempo.

Esiste però una sorta di ”Add-on” a questa teoria, che parla dell’esistenza si una singolarità.

Il fenomeno della grande esplosione rappresenta l’espandersi di elementi leggeri, come l’idrogeno, di energia e radiazioni, questi ultimi due risuonano come un eco nello spazio, il quale è stato fondamentale per poter parlare delle origini dell’universo.

La teoria della singolarità considera la materia, l’energia e le radiazioni agglomerate in un unico ”punto” dove pressione e temperatura tendono a più infinito, mentre invece il volume tende a zero, ove dunque le ”normali” leggi della fisica non sarebbero applicabili.

Riassumendo abbiamo, quindi, trovato i principali punti della nascita del tutto, quattordici milioni di anni fa la singolarità raggiunse il punto critico ed esplose dando il via all’esistenza del nostro universo.

Quello sfogo è ancora visibile dall’analisi dell’effetto Doppler applicabile alle onde, e dall’espansione dell’universo stesso alla velocità di 73,24 km/s per megaparsec.

Makani il vento dell’unione

Stando a ciò, ogni singolo corpo celeste si sta allontanando?

Non esattamente.

Prendendo in analisi la galassia SDSSJ21182406 + 001729.4 si può notare come esiste una forza ben più incisiva rispetto all’espansione, questa forza è dettata dalla famosissima legge ricavata da Newton, ovvero la legge di gravitazione universale.

I ricercatori sono arrivati alla conclusione che ”Makani” (il nome della galassia che in hawaiano significa vento) è l’agglomerato di altri due sistemi di stelle.

Questo significa che, miliardi e miliardi di anni fa, le due galassie hanno iniziato ad attrarsi, secondo la legge di gravitazione universale, fino al punto da formare una nuova galassia con la forma di una clessidra.

La forma è data dai gas (ecco perché Makani), e da una concentrazione di massa al centro, attorno all’addensamento di materia orbitano un gruppo di stelle, le quali rendono difficile la visibilità persino attraverso i telescopi Hubble e ALMA, le ipotesi sono subito sfociate in un buco nero, perché per permettere la formazione di orbite da parte di enormi masse quali quelle delle stelle vi è bisogno di un corpo che abbia in uno spazio ”ristretto” un enorme quantità di materia, e l’unica opzione è quindi un buco nero.

L’eterno ritorno

L’addensamento di materia non vi ricorda qualcosa?

La singolarità.

Quindi se l’attrazione gravitazionale è più forte rispetto all’espansione dell’universo, un giorno ci riavvicineremo tutti, ci addenseremo nuovamente in una singolarità per poi ri-esplodere e rivivere in un nuovo universo. Tutto ciò è già una teoria quasi del tutto confermata, ove viene analizzato il Big-Crunch e confermato attraverso i tachioni della quinta dimensione. Non è forse questa la legge dell’eterno ritorno?

eterno ritorno

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