Chi sono i testimoni di Geova?

I Testimoni di Geova sono un movimento religioso cristiano, teocratico (ovvero le modalità di gestione delle attività sociali e politiche devono essere conformi alla volontà divina) e millenarista (credono che debba realizzarsi una nuova alleanza tra Dio e gli uomini). Il movimento venne fondato nel 1870 in Pennsylvania da Charles Taze Russell. Originariamente erano denominati Studenti biblici, perché, appunto, sostengono di praticare una reinterpretazione della Bibbia.

Ciò che viene raccontato da ex Testimoni è a dir poco shockante. Molti raccontano di aver subito pressione psicologica, di aver ricevuto direttive su chi poter frequentare e chi no, e addirittura avrebbero avuto espresso divieto di votare. Emanuele Nacci, avvocato e professore di diritto pubblico si occupa di sostenere psicologicamente i fuoriusciti da sette alternativeIl professor Nacci ha espresso in maniera chiara il suo pensiero a proposito dei Testimoni di Geova, e così li ha definiti:

“una vera setta che plagia la coscienze di molte persone e ne condiziona la vita, fino al punto di sfasciare famiglie e creare dipendenza psicologica”

Così i Testimoni di Geova costringono i loro adepti a rinunciare al loro pensiero critico per qualsiasi aspetto della loro vita: dal modo di vestirsi, alle compagnie da frequentare, alle riviste e libri da leggere, all’educazione dei figli  e addirittura  alle pratiche mediche.

Ma cosa succede quando uno di loro decide di uscire dal movimento? Colui che prende questa decisione per prima cosa viene sottoposto al comitato di giustiziaun vero e proprio tribunale interno che attraverso la pressione psicologica cerca di convincere il soggetto a tornare sui propri passi.

Ma cosa succede quando un Testimone diventa ex?

Colui che decide di allontanarsi dal movimento viene parallelamente allontanato da tutta la comunità (amici e familiari inclusi) e addirittura gli viene negato il saluto.

Religione come oppio dei popoli

Karl Marx (filosofo, economista, storico, sociologo e giornalista) pone la sua indagine filosofica anche sulla questione religione. Marx nella sua critica chiarisce che la religione è un elemento da cui non si può staccare né la società né la coscienza umana. Egli infatti la definisce “oppio dei popoli” in quanto l’uomo non può liberarsene facilmente perché è ciò che lo stordisce, lo illude proprio come fa l’oppio.

L’uomo non riuscendo a sopportare la nuda e cruda verità della vita si convince che nell’aldilà debba per forza esserci qualcosa di buono e giusto, e da qui nasce l’illusione che aiuta l’uomo a vivere più serenamente e felice, abbandonandosi all’idea che tutto ciò che realizziamo in questa vita verrà ripagato dopo la morte.

Veronica Grasso

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