Da Lancillotto alle saghe odierne: ecco come i prequel prendono forma e funzione

Tra le saghe cinematografiche e le serie TV, gli episodi cominciano ad essere molti e le trame sono sempre più fitte. Vediamo come già nel medioevo si creavano storie del genere.

Negli ultimi anni sono sempre di più le saghe cinematografiche o serie televisive che fanno uso del prequel. Questo metodo narrativo serve ad introdurre e spiegare alcuni elementi o personaggi della saga principale. A volte ha un effettivo motivo di esistere, mentre altre volte risulta solo un modo per “allungare il brodo”.
Tra le saghe cinematografiche più di successo, quelle che hanno usato questo stratagemma narrativo sono per esempio la Marvel Cinematic Universe e Star Wars. Quest’ultima si è servita forse per prima, per spiegare la nascita di uno dei villain più iconici del cinema.
Per quanto riguarda invece il piccolo schermo, molte sono le serie TV che hanno avuto prequel, alcune volte con successo pari, se non superiore, alla saga principale. Per esempio troviamo “House of the dragons”, “Better call Saul” e anche “Young Sheldon”.
Sebbene sembri un metodo narrativo innovativo, in realtà è stato già usato tra il XII e il XIII secolo.

Il ciclo di Lancillotto-Graal

Lancillotto è uno dei cavalieri della tavola rotonda più famosi. Oltre a lui e Artù, non in molti conoscono altri cavalieri, o al massimo possono ricordarsi Galvano o Perceval.
La fama di Lancillotto in realtà non è casuale, dato che era considerato il miglior cavaliere del suo tempo.
Il personaggio, però, nasce molto tardi e non ha attestazioni precedenti se non nel “Chevalier de la charrette” di Chretien de Troyes. Proprio da quest’opera nasce il ciclo Lancillotto-Graal. Di autore o autori sconosciuti, ma che ha riscosso molto successo in tutta la tradizione medievale.

Il ciclo si compone di un totale di 6 romanzi, all’interno del quale il più importante e il fulcro di tutto è proprio il “Lancelot en prose”.
A comporre il ciclo sono i seguenti titoli:

  1. Estoire del Saint Graal
  2. Merlin
  3. Suite vulgate du Merlin
  4. Lancelot en prose
  5. Queste del Saint Graal
  6. Mort Artu.

Siccome l’autore o gli autori sono sconosciuti e la tradizione di manoscritti giunti fino a noi non ci consente una ricostruzione certa, non sappiamo per certo in che modo sia stata gestita la costruzione dei singoli romanzi e del ciclo. Tra le varie teorie, la più efficace e accreditata è quella per cui gli autori sono molteplici, ma coordinati da un “architetto”, una sorta di regista.

Da qui possiamo, con una certa sicurezza, dire che il fulcro principale della storia sia il quarto romanzo, quindi il “Lancelot en prose”, che narra le avventure di Lancillotto e al termine del quale si creano le basi per la ricerca del Graal. I romanzi a seguire sono proprio dedicati alla ricerca dell’oggetto sacro e l’ultimo è incentrato sulla fine del regno di Artù.

Il piccolo ciclo e i prequel

A fianco al ciclo illustrato precedentemente, si annovera anche un ciclo più breve, scritto interamente da un autore noto: Robert de Boron. Le sue composizioni vengono raggruppate in quello che è chiamato “piccolo ciclo” in quanto conta solamente 3 titoli, ovvero:

  1. Joseph d’Arimathie
  2. Merlin
  3. Perceval en prose.

Il primo illustra le vicende di Joseph, che tra le varie vicissitudini porta il Graal dalla terra santa in Inghilterra. Il secondo narra invece le vicende di Merlino, ma mette le basi anche per il regno di re Artù. Il terzo invece narra le vicende di Perceval e le avventure affrontate per la ricerca della sacra reliquia.

Da questo piccolo ciclo si pensa che l’architetto del ciclo Lancillotto-Graal abbia tratto spunto, scrivendo quindi “Estoire del Saint Graal” ispirandosi a “Joseph d’Arimathie” e prosificando il “Merlin”, in modo da poter mettere la basi per la vicenda centrale riguardante Lancillotto.
A collegare quindi i due prequel alla saga principale, si progetta anche la “Suite vulgate du Merlin”, che collega il Merlin alle vicende successive. Questo testo serve per articolare il contenuto del Merlin che si ferma con l’incoronazione di re Artù, con l’inizio del Lancelot, raccontando i primi anni e le sue lotte per essere riconosciuto come re.

Cinema recente

Se da un lato abbiamo storie di cavalieri cortesi e avventure tra il mistico e il sacro, al giorno d’oggi abbiamo viaggi fantasy e fantascientifici. La saga cinematografica per eccellenza è quella di Star Wars. La saga inizia infatti con quello che oggi chiamiamo “episodio IV”, ovvero “Una nuova speranza”, uscito nelle sale nel 1977. La saga ha riscosso talmente tanto successo che nel 1999 esce “La minaccia fantasma”, che lascia il protagonista principale per illustrare la nascita del suo villain.
Questo stratagemma ha fatto sì che il pubblico potesse in qualche modo capire le motivazioni del cattivo, in qualche modo immedesimarsi, ma anche capire come funzionava la società fittizia che ha portato un personaggio a muovere determinati passi.
Potremmo accostare la saga del ’77 al fulcro centrale della storia, così come lo era il “Lancelot en prose” e la saga del ’99-2000 ai due romanzi che aprono il ciclo, ovvero la “Estoire” e il “Merlin”.
C’è ancora però un episodio fondamentale della saga di Star Wars che avvicina ancora di più le due saghe: “Rogue one”, del 2016. Si tratta proprio di un film che collega le due trilogie, in modo che non ci siano buchi di trama e che spieghi tutto quello che era lasciato all’immaginario del pubblico. Così il collegamento è più efficace e nulla è dato al caso. Allo stesso modo questo avveniva con la scrittura della “Suite vulgate du Merlin”.

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