Da Fanny Price a Phoebe Buffay: le eroine letterarie e televisive più sottovalutate di sempre

Quando i “difetti” offuscano i pregi: da Fanny Price a Phoebe Buffay, ecco alcuni dei personaggi femminili più sottovalutati di sempre.

(Elitedaily)

È una verità universalmente riconosciuta che ogni donna, almeno una volta nella vita, abbia rivisto sé stessa e i propri drammi quotidiani in un’eroina letteraria o televisiva. Per quanto mi riguarda, il ruolo più importante l’ha sempre avuto Elizabeth Bennet. Forse una scelta scontata, un po’ troppo mainstream, ma pur sempre dettata dal cuore. Veloce come l’inevitabile cotta per l’integerrimo Mr. Darcy, leggendo Orgoglio e pregiudizio arriva la sconfinata ammirazione verso l’eroina della situazione: una donna forte e carismatica, in grado di smuovere persino il cuore di pietra dell’uomo più ricco e influente del Derbyshire. Tuttavia, non tutti i modelli femminili proposti dalla letteratura, così come la televisione, possiedono il potere incantatore della secondogenita dei Bennet. Oggi ci concentreremo proprio su di loro, le sottovalutate e molto spesso ‘snobbate’ eroine femminili di cui ci innamoriamo poco (o per niente), per capire cosa ci stiamo perdendo.

(SNAKKLE.COM)

 

La semplicità di Fanny Price

Se c’è qualcuno consapevole di quanto ogni donna sia unica nel suo genere quella è proprio Jane Austen. Da sempre acuta osservatrice dell’animo umano, cerca di dipingerne l’essenza con pennellate decise ma delicate allo stesso tempo. In particolare, sono in molti a ritrovare in Fanny Price l’ ‘anti-Elizabeth’ per eccellenza. Protagonista di Mansfield Park (1814), Fanny è una giovane donna dalla moralità ineccepibile e carattere docile. Forse un po’ troppo, visto che è da sempre etichettata come uno dei personaggi più odiati dell’universo austeniano. Ciò che viene criticato a Fanny è la sua eccessiva passività, l’arrendevolezza che molto spesso la porta a non essere considerata in società. Ma è proprio qui che sta il trucco. La cara vecchia zia Jane sa bene cosa sta facendo, opponendo al caos dell’età industriale l’ordine e la virtù di valori genuini e quasi ‘liliali’ di una donna senza macchia. L’eroina di Mansfield Park, nata in un contesto di estrema povertà ben lontano da Bennet e Woodhouse, è un esempio di come una donna possa usare la propria sensibilità per il raggiungimento della felicità. Fanny si guadagna, usando solo gentilezza e bontà, l’agognato e meritato lieto fine.

Cesira, la ciociara (in parte) dimenticata

Alberto Moravia è uno di quegli autori che non si legge mai abbastanza. Dopo l’intramontabile Gli indifferenti del 1929, uno dei maggiori capolavori dello scrittore e reporter romano è considerato senza dubbio La ciociara (1957). Tuttavia, l’attenzione data all’opera non sempre viene condivisa con la protagonista femminile. Cesira è una donna forte e combattiva. Sposa di un uomo meschino e schiava delle faccende casalinghe, è dotata di un’onesta semplicità che risulta quasi disarmante. Nel corso della vicenda narrata dall’abile penna di Moravia, la ciociara dovrà affrontare le conseguenze di una guerra che sembra non finire mai. La fame, il freddo e ogni tipo di sofferenza materiale non spezzeranno la sua volontà di reagire e il forte senso di speranza che pervade l’opera. In poche parole, Cesira è un vero e proprio inno alla vita. L’indimenticabile interpretazione di Sophia Loren ha richiamato l’attenzione sul personaggio, ma oggi lo spirito di sacrificio e la dignità della ciociara sembrano talvolta ingiustamente dimenticate.

(thevision)

Phoebe e Rose

No. Non è uno scherzo. Anche l’amatissima Phoebe Buffay è sottovalutata. È un’opinione condivisa dalla grande maggioranza dei figli degli anni Novanta (e non solo) che Friends sia una delle serie tv più iconiche di sempre. Per quanto riguarda il genere comedy in effetti, Ross e la sua cricca hanno decisamente fatto scuola. I sei protagonisti rappresentano altrettante diverse tipologie di approccio alla vita, e ognuno ha un ruolo preciso nella vita degli altri. L’adorabile frivolezza di Phoebe ci fa pensare ‘ehi, sarebbe divertente avere un’amica così!‘, il classico stereotipo del ‘giullare di gruppo’ (ruolo condiviso indubbiamente con Joey). In realtà, questa donna possiede una personalità resiliente in grado di mantenere fede al proprio modo di essere in qualunque situazione. Phoebe ci insegna che correre come una scoordinata svampita in mezzo a Central Park è la cosa più divertente del mondo. E impariamo che a volte prendersi meno sul serio e non dare importanza all’opinione altrui è la scelta giusta.

(republicworld)

Last but not least, una delle donne più odiate di sempre. Rose DeWitt Bukater, protagonista femminile del pluripremiato Titanic del 1997, è una giovane dell’alta società, obbligata dalla madre ad accettare le attenzioni di un uomo arrogante per salvare la famiglia dalla bancarotta. Conosciamo tutti le tristi vicende del film di James Cameron,  e ok,  abbiamo tutti pensato che Rose avrebbe potuto ‘spostarsi un po’ più in là’ per salvare Leo. Ma non bisogna dimenticare la lunga (e decisamente angosciante) parte in cui percorre in lungo e in largo i corridoi di una nave che affonda per ritrovare l’amato Jack. Il suo coraggio di ribellarsi ai valori posticci e superficiali di una società che la intrappola ingiustamente, oltre alla capacità di reagire dopo la tragedia di un cuore spezzato così crudelmente, dovrebbero essere d’esempio a ogni donna.

 

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