Da Chernobyl ad Avetrana: il turismo nero e il fascino delle tragedie

Perché alcune persone scelgono di visitare Chernobyl? In Italia c’è il turismo nero? Analizziamo le possibili risposte

Da anni si parla di Turismo nero, scopriamo insieme cosa significa e quali sono le sue sfumature

Turismo nero, cosa lo rende tale?

Il turismo nero, o Dark Tourism, riguarda il turismo che coinvolge luoghi storicamente associati a eventi cronaca nera. Tragedie naturali o sociali, omicidi, rapimenti, relitti di un naufragio. Tutto questo comprende il turismo nero. Ci sono moltissimi esempi nel mondo di luoghi diventati popolari a causa di questo fenomeno, compresi alcuni comuni italiani. Ma cos’è che spinge il viaggiatore medio a scegliere di visitare un luogo legato a una tragedia? Innanzi tutto, bisogna considerare l’enorme risonanza mediatica che hanno i luoghi legati alla cronaca nera. Da Chernobyl alla vicina Aquila, da Pearl Harbor ad Avetrana, sono tutti luoghi che sono stati nelle prime pagine dei quotidiani per mesi. In aggiunta, chi studia da anni questo fenomeno afferma che probabilmente è proprio il fascino legato alla morte a rendere famosi questi luoghi. Il viaggiatore è spinto dal desiderio, perlopiù inconscio, di incontrare la morte. Analizzando con attenzione, sono poche le occasioni in cui l’uomo ha un contattato molto vicino con la morte e allo stesso ne mantiene una sorta di controllo. Con il turismo nero, in particolare il contatto ravvicinato che il soggetto ha con una tragedia, egli è in grado di controllare l’angoscia che deriva dal pensiero della morte o le sofferenze ad essa legate.

Il caso Chernobyl

Chernobyl è uno dei siti più colpiti dal turismo nero. Chernobyl è il luogo in cui è avvenuto il più grande disastro nucleare della storia. Nel disastro hanno perso la vita migliaia di persone. Tutta l’area è stata evacuata, quindi non ci sono persone se non pochi anziani residenti nelle città vicine. Tutta l’area di Chernobyl è impregnata da un’aura di decadenza e squallore. Nonostante siano passati più di vent’anni dal disastro è infatti impossibile ripopolare la città, a causa delle radiazioni. Infatti, secondo gli esperti le radiazioni potrebbero essere nocive nel caso di un’esposizione prolungata, ma non sono nocive per piccoli gruppi di turisti. Ecco perché il Ministero per le emergenze ucraino ha approvato delle norme di sicurezza per coloro i quali verranno a visitare Chernobyl. Inoltre, il governo sta progettando la possibilità di aprire la centrale ai fini turistici. Riprendendo il concetto della risonanza mediatica, è stata proprio la miniserie Chernobyl (2019) a provocare una nuova impennata di turismo.

Turismo nero in Italia

Per quanto riguarda la scena italiana, Maccio Capatonda ha dedicato un film al turismo nero. Nel film, “Omicidio all’italiana” (2017), visibile su Netflix, si fa satira non solo sui turisti che visitano luoghi legati ai misteri e gli omicidi, ma anche gli stessi giornalisti d’assalto e le trasmissioni come “Chi l’ha visto?”. La vicenda presente nel film ha molte analogie con eventi realmente accaduti. Basti pensare al caso di Avetrana, o Cogne, piccoli paesini italiani divenuti celebri a causa di un evento di cronaca nera. Come detto prima, non sono solo gli omicidi ad attirare il turismo nero. Anche il naufragio della Costa Concordia è legato a questo tipo di turismo a causa delle numerose foto aventi come sfondo il relitto della nave. Nonostante l’importanza storica, anche lo stesso sito archeologico di Pompei potrebbe essere considerato legato al turismo nero. Purtroppo, dobbiamo porci una domanda: troveremo turisti anche a Codogno?

 

 

 

 

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