Canta il tuo dolore.

Le corde di una chitarra vengono pizzicate ritmicamente in un crescendo di sonorità. Contemporaneamente la melodiosa ed imponente voce di una giovane donna si leva dal silenzio. Le sue corde vocali vibrano, il fuoco che divampa nel suo cuore divora ogni frammento della sua storia d’amore andata in frantumi. Intanto con gli occhi fissi nel vuoto una ventunenne britannica ripensa con dolore al suo passato: ha compiuto una scelta coraggiosa. Ha deciso di non chiudersi ermeticamente nella sua sofferenza, di non lasciarsi trasportare dalla sua malinconia. Impugnando un microfono, ha invece lasciato che la voce raccontasse per lei la sua storia.

È così che dieci anni fa nasce ‘Rolling in the Deep‘, primo singolo dell’album ‘21‘ di Adele.

Screenshot tratto dal video di ‘Rolling in the Deep’. (fonte: http://www.mightandwonder.com/blog/2010/12/09/adele-%E2%80%93-rolling-in-the-deep-music-video)

https://www.youtube.com/watch?v=rYEDA3JcQqw

È guerra.

Parole pregne d’odio e di risentimento fuoriescono dalle labbra carnose della cantautrice: la sua è una vera e propria dichiarazione di guerra. L’uomo che le ha spezzato il cuore stritolandolo al ritmo dei suoi battiti non avrà mai la possibilità di riconciliarsi con lei. Un ritmo martellante caratterizza ‘Rolling in the Deep‘: una cadenza quasi violenta, che si differenzia dall’andamento malinconico che permea le altre tracce che figurano nell’album. Adele come una combattente resiste, ricomincia a vivere grazie all’aiuto della sua fidata compagna: la musica.

Seppur inconsapevolmente, la giovane prende la stessa decisione che circa 180 anni fa prendeva un uomo ferito dalla freccia di Amore: Giacomo Leopardi.

There’s a fire starting in my heart“: Il ‘Ciclo di Aspasia’

Sotto il nome di ‘Ciclo di Aspasia‘ vanno le cinque liriche appartenenti ai Canti che narrano lo sbocciare dell’amore nel cuore del poeta recanatese e il suo tramontare poco dopo. Un senso di felicità sublime pervade le prime liriche del Ciclo: Leopardi si abbandona tra le braccia di Amore, l’unico in grado di sgravarlo dal peso della sofferenza del mortale deserto che è la vita. Ma ecco che l’amore si dimostra essere soltanto un’illusione, un’idea contrastante con la miseria della realtà.  Leopardi si arma dunque di carta e penna e decide di resistere, di reagire con ferocia.

Da una scena del film ‘Il giovane favoloso’: Fanny Targioni Tozzetti r Giacomo Leopardi.

http://www.leopardi.it/canti26.php

http://www.leopardi.it/canti27.php

“Finally I can see you crystal clear”: chi era Aspasia?

Fanny Targioni Tozzetti. (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Fanny_Targioni_Tozzetti)

Firenze, 1831 circa. Nel salotto letterario di Fanny Targioni Tozzetti, colta donna dell’élite toscana, un cuore palpita con particolare ardore: quello di Giacomo Leopardi. Come un raggio divino, come un accordo di note musicali, il volto di Fanny affiora costantemente tra pensieri del poeta che travolto da una violenta passione spera ardentemente che il suo sentimento sia corrisposto. Ma il velo dell’illusione amorosa viene stracciato: la donna non ricambia. Così, col petto oppresso dal dolore, Leopardi rivaluta la figura idealizzata dell’amata. Fanny smette di essere protagonista di un dolcissimo e potente pensiero per vestire i panni di un’etera incapace di accostarsi alla grandezza e alla dignità dell’amore. Leopardi la paragona ad Aspasia, colta e raffinata concubina di Pericle.

“You had my heart inside of your hands…”: ‘A sé stesso’.

Con ‘A sé stesso’, penultima lirica del ‘Ciclo di Aspasia’, Leopardi varca il limite di quella che viene definita “fase resistenziale“. Affrontando il suo dolore il poeta si erge a titano in uno scontro all’ultimo sangue tra razionale ed irrazionale. Seppur disilluso, Leopardi è ancora innamorato della sua vita. Dovrà però smettere di  sperare nell’irrealizzabile: rivolgendosi al suo cuore gli ordina di placarsi e non palpitare più dietro a vane illusioni.

I ricorrenti enjambements, il lessico aspro e il ritmo cadenzato fanno di ‘A sé stesso’ un componimento simile ad un epitaffio accompagnato dal riecheggiare di tamburi battuti a tempo col palpitare del cuore.

http://www.leopardi.it/canti28.php

“…and you played to the beat”: ‘Aspasia’.

Ci troviamo alla fine del ‘Ciclo‘. Fanny soltanto, tra tutte le donne, potrà vantarsi di aver stretto tra le mani il cuore del recanatese, solo lei potrà raccontare di aver visto il poeta dall’indomito cuore farsi timido e tremante alla sua vista, impallidire e arrossire, sorridere. Ma a Leopardi non importa: il giogo di Aspasia è sciolto. Finalmente la donna ideale prende le distanze da quella reale. Le illusioni crollano, Leopardi può finalmente riabbracciare il suo senno perduto. Forse vivere senza l’amore sarà arduo, ma il poeta ha già vinto sul suo dentino di mortale. Seduto sull’erba, guardando mare, cielo e terra e ride, ride con scherno.

http://www.leopardi.it/canti29.php

Ritratto di Giacomo Leopardi.

Tornare a sorridere.

A distanza di quasi due secoli l’uno dall’altro, due cuori infranti trovano il coraggio di affrontare il loro dolore e ricomporsi. Aggrappandosi alla poesia e alla musica, Giacomo Leopardi e Adele resistono, si fanno forza, si scontrano con le loro paure e vincono. Vanno avanti, ricominciano a vivere. Ritrovano il coraggio di sorridere.

Daniela Ruvolo.

 

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