Crudeli guerrieri o gioiosi poeti? Scopriamo le varie sfaccettature dei grandi Vichinghi

Qualche curiosità sui Vichinghi.

I Vichinghi sono spesso descritti come una popolazione crudele, sanguinaria, ignorante e rozza, che senza nessun preavviso arrivò in Europa per saccheggiarla senza pietà. Attraverso qualche curiosità, scopriamo se questo è effettivamente vero.

Le armi e le navi

A differenza dei legionari romani o dei soldati moderni, i guerrieri vichinghi non indossavano un uniforme. Essendo una popolazione con una struttura organizzativa semplice, non esisteva un esercito regolamentare, e così in battaglia scendevano tutti i maschi che potevano combattere e ognuno si doveva vestire e armare con i propri mezzi. I condottieri portavano elmi di ferro, senza corna a differenza di come invece vorrebbe una leggenda metropolitana (le corna avrebbero infatti reso difficile il combattimento e rischiavano di ferire i compagni sugli stretti ponti delle navi) mentre i guerrieri più umili si accontentavano di copricapi di cuoio. Sotto gli abiti in pelle la maggior parte dei Vichinghi portava la cotta di ferro a maglie, in modo da difendersi dai fendenti delle spade nemiche. Completavano l’uniforme informale una tunica o un mantello di lana. La dotazione tipica di un soldato era costituita da uno scudo di 75 cm di diametro, un ascia da guerra a manico lungo, una lancia di 3 metri e soprattutto la spada. La tecnica di combattimento vichinga includeva colpi “scorretti”: si dice che nei corpo a corpo attaccassero alla gola, cercando di recidere la giugulare.

Le navi da guerra dei Vichinghi si chiamavano Drakkar, erano lunghe (infatti sono chiamate anche longship), agili e spesso avevano la prua a forma di drago (drakkar infatti è un errore di trascrizione, il nome originale sarebbe dreki, che vuol dire appunto drago). Spinte da una vela quadrata e dai rematori (da 24 a 50 a seconda delle dimensioni) superavano i 20 km orari e manovravano anche nelle baie più anguste; la chiglia bassa inoltre permetteva di arrivare fino a riva e di colpire a sorpresa. Ma mancavano della stiva e tutta l’attività si svolgeva sull’unico ponte, quindi in barca non si mangiava (non c’era cucina) e di solito non si dormiva.
Sul bordo della murata erano appesi gli scudi dei guerrieri che consentivano il riconoscimento delle barche e offrivano una maggiore difesa, anche se insufficiente in caso di mare mosso: nelle saghe nordiche si spiega che mentre 7 uomini remavano, 6 dovevano svuotare l’acqua dal ponte.

La violenza

Non prendiamoci in giro, i massacri ci furono, è indubbio, ma nelle loro Vik, nelle loro baie, erano popolazioni tranquille: pastori e pescatori così civili da tenere all’igiene come nessuno all’epoca, eccellenti orafi, abili artigiani e pregevoli poeti. La poesia infatti, in Islanda, era un’arte magica ed era chiamata “bevanda degli gnomi”, perché allietava l’animo e secondo alcuni guariva le malattie. L’idea di ferocia e di barbarie che abbiamo di loro ci arriva dalle testimonianze europee delle loro incursioni, dove ovviamente viene messa in risalto la loro ferocia e crudeltà, anche a causa del fatto che nessuno sapeva come vivevano nelle loro terre. Sappiamo della loro abilità come orafi e poeti per via dei prigionieri di guerra che raccontavano storie e davano informazioni e poi per via dei commerci che sono stati intrapresi qualche secolo dopo le loro prime incursioni.

I combattenti non avevano gradi, per semplicità il comandante di ogni scorreria era il capitano del drakkar, solitamente l’uomo più esperto o il proprietario della nave. L’élite dei guerrieri era costituita dai berseker, uomini pronti al combattimento votati al dio supremo della guerra Odino: questi si consideravano invulnerabili per via della protezione divina, ma alcuni studi suggeriscono che molto probabilemnte assumevano nei pasti sostanze stupefacenti per laterare il loro stato d’animo in battaglia.

Le donne

Le donne erano molto indipendenti ed emancipate, erano considerate i pilastri della società siccome davano la vita agli uomini che poi combattevano; sui drakkar però le donne non ci salivano: accompagnavano i mariti solo quando si andava a colonizzare una terra e durante gli assalti e le battaglie stavano nascoste. Godevano di diversi privilegi, ad esempio una Vichinga poteva scegliersi il marito e poteva chiedere il divorzio se questi la picchiava o la tradiva. Portavano i capelli sciolti se erano ancora nubile, una volta sposate portavano invece i capelli raccolti in trecce. Una delle testimonianze più note ci arriva da un mercante arabo in visita alla città di Hedeby nel 950, che  disse che le donne vichinghe si truccavano per gli occhi per farsi più belle e constatò che anche gli uomini lo facevano: per i vichinghi infatti non c’era niente di male ad usare del trucco in certe occasioni come ad esempio riti o azioni belliche.

Esploratori scomparsi

Sarà noto ai più che furono proprio i vichinghi a scoprire per primi l’America, infatti secondo alcune fonti, fu proprio il figlio di Erik il Rosso, Leif Erikson, a sbarcare circa nell’anno 1000 (le fonti difficilmente concordano sull’anno) sull’isola di Terranova, in Nord America. Inoltre delle cronache islamiche del IX secolo riferiscono di mercanti del nord sulle rive del Mar Caspio che poi si sarebbero spinti fino a Baghdad. I Normanni arrivarono anche in Sicilia e Sud Italia intorno all’anno Mille e li vi si stabilirono, non senza l0iniziale risentimento della popolazione locale che li vedeva come zotici, più che come sanguinari e violenti.
Ma perché i Vichinghi hanno cessato di esistere in quanto tali? Una ragione è stata la nascita dei regni nazionali, che cancellarono l’identità tribale delle origini, raggruppando le popolazioni in una cultura più ampia. Un’altra causa fu il Cristianesimo, che da un lato avvicinò gli ex pirati alla cultura europea e dall’altro li indebolì con guerre religiose facendoli sconfiggere dalle potenze del continente. Infine il fatto forse più importante: i Vichinghi, dopo essere stati spinti dalla fame a diventare prima pirati e poi coloni d’oltremare, una volta raggiunta la stabilità tornarono a essere quello che erano: contadini e allevatori.

 

 

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