Cos’è la sindrome di San Lazzaro o “morte apparente”? Ce lo racconta Gerritsen in ”Sparizione”

Tess Gerritsen scrive il suo quinto capolavoro Sparizione mettendo al centro Olena, una giovane donna inizialmente dichiarata morta che però si risveglia poche ore prima di subire la sua stessa autopsia.

L’episodio raccontato dall’autrice americana è il peggior incubo di qualsiasi medico legale, nonché un vero passo falso nel proprio lavoro e una follia ai limiti della realtà. Puntare il dito e giudicare è molto frequente in questi casi ma è sicuro che sia così facile accertare la morte di un soggetto?

La poliziotta Jane Rizzoli e l’anatomopatologa Maura Isles in ’’Sparizione’’

Rizzoli & Isles sono la coppia perfetta per risolvere crimini e riportare alla luce la verità nei 12 medical thriller di Tess Gerritsen. Maura si è sempre distinta per il suo lavoro impeccabile, per la sua serietà ed efficienza nei vari esami autoptici.

Nel libro Sparizione la dottoressa si trova davanti a un presunto cadavere che inaspettatamente dopo ore spalanca gli occhi, “con occhi di fuoco e ardenti’’ come apostrofa l’autrice. Ma non solo, la deceduta ritornata in vita scappa e in seguito, ruba la pistola a un agente e nel tentativo di fuga prende in ostaggio 6 persone tra cui Jane Rizzoli, poliziotta al nono mese di gravidanza.

Isles oltre a colpevolizzarsi di aver messo in pericolo la sua collega e amica, per giunta in un momento molto delicato della sua vita, per la prima volta si rifugia in se stessa cercando spiegazioni. Dopo tanti anni in medicina legale, si rende conto di una parte della sua “scienza’’ mai considerata prima: la morte apparente.

Maura capisce che anche il più competente anatomopatologo potrebbe sbagliare perchè in natura esistono dei casi in cui il paziente può apparire privo di sensi quindi deceduto ad esempio per assenza del battito o alterato colorito cutaneo pur essendo ancora vivo. Nel suo viaggio introspettivo emergeranno le ragioni di questi possibili errori nell’accertare la morte di un soggetto. La dottoressa, per la prima volta, si trova più vicina ai vivi che ai morti.

Morte reale o morte apparente? Il fenomeno di San Lazzaro

La morte apparente è uno stato di incoscienza e di perdita di sensibilità, seguito da assenza del battito cardiaco, dei riflessi e di qualsiasi movimento respiratorio. In aggiunta a ciò, il paziente presenta flaccidità muscolare e può raggiungere una temperatura corporea di -24°C, ma nonostante questo potrebbe essere ancora vivo.

Il fenomeno di San Lazzaro è diffuso più di quanto si possa immaginare, in alcuni casi, quindi, la persona dopo ore di ’’assenza’’ ritorna alla sua vecchia vita, il sangue continua a scorrere nelle sue vene. In realtà, l’individuo è sempre stato vivo ma presentava parametri clinici in linea con l’accertamento di morte, che perciò hanno offuscato il suo vero status.

Nel caso più semplice, ad esempio, il soggetto è semplicemente svenuto ma presenta un polso debole ed estremità fredde, due valori talvolta ambigui. Il paziente quindi ha una temporanea ipoperfusione cerebrale cioè un insufficiente flusso a livello del suo sistema nervoso centrale, una condizione che di per sé non è buona ma data la durata sottintende nella maggior parte dei casi un episodio di sincope. 

Il congelamento è un’altra causa di morte apparente. Questa condizione viene classificata in gradi, il massimo è il 4° grado in cui il soggetto presenta diffuse aree di necrosi spesso colonizzate da batteri anaerobi che possono portare alla setticemia. Nonostante le basse temperature, il paziente che va incontro al fenomeno di San Lazzaro è irremovibile e non si lascia sopraffare dalla morte. 

Al confine tra morte reale e morte apparente si posiziona anche la folgorazione, un evento in cui il soggetto è colpito da una potente scarica elettrica, intorno ai 10-200 kA. A seconda dell’intensità di corrente che attraversa il corpo si hanno diversi effetti patologici.

Ad esempio, già a 10-50 mA si va incontro a tetanizzazione dei muscoli scheletrici e cardiaci, cioè una contrazione continua senza fasi di rilasciamento muscolare: la muscolatura perde la sua funzionalità. Valori leggermente più alti di corrente possono causare fibrillazione atriale, andando a compromettere le funzionalità cardiache, in alcuni casi in maniera irreversibile.

Cosa c’è dietro il fenomeno di San Lazzaro? 

Secondo diversi studi scientifici, le manovre di primo soccorso e di rianimazione che spesso subiscono questi pazienti sono le responsabili e uniche ragioni del fenomeno di ’’resurrezione’’.

Queste pratiche che cercano di ristabilire i parametri vitali quali principalmente battito cardiaco e respirazione, si basano su continue compressioni soprattutto del torace quindi un aumento della pressione che allo stesso tempo limita l’afflusso di sangue al cuore, ottenendo l’effetto opposto.

Quello che succede nel soggetto è che dopo molte ore, nelle quali spesso la morte è già stata accertata, la pressione ritorna normale e nel 35% dei casi il paziente ritorna allo stato di coscienza. L’anima quindi ritorna al corpo.

Perchè è così difficile dichiarare la morte di un paziente?

Contrariamente a ciò che si pensa non si perde la vita da un momento all’altro, un istante non fa la differenza perchè la morte non è un interruttore.  È un processo graduale, continuato nel tempo che può durare dai pochi minuti fino a molte ore.

Per scongiurare gli episodi di morte apparente vi sono diversi articoli che le nostre normative stabiliscono e che quindi mettono a disposizione di tutti i medici e personale sanitario. In particolare, la legge 578 emanata il 29 dicembre 1993 ha come obbiettivo ridurre al minimo errori in quest’ambito.

Secondo il primo articolo, la morte medico-legale si accerta dal momento in cui sono assenti le varie funzioni encefaliche quindi l’attività di cervello, cervelletto e il resto dell’encefalo deve dar segni di cessazione irreversibile.

L’articolo 2 della stessa legge distingue morte per arresto cardiaco e morte per lesioni encefaliche. Nel primo caso si accerta quando non ci sono né respirazione né circolazione mentre nel secondo caso rimanda il primo articolo.

Il confine tra morte reale e morte apparente è molto sottile ma nonostante ciò quando il destino chiama, purtroppo e inevitabilmente, il secondo lascia spazio al primo e noi non possiamo fare altro che accettarlo.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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