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Cos’è la leadership e quali sono le caratteristiche del leader? Risponde “Bastardi senza gloria”

Cos’è la leadership e quali sono le caratteristiche del leader? Risponde “Bastardi senza gloria”

La leadership è “uno dei fenomeni al mondo più osservati e meno compresi” (Burns, 1978)

Tra i luoghi comuni il concetto di leader si associa ad una forma più o meno positiva di potere dove il buon leader è colui che manipola, controlla e induce i suoi subordinati all’obbedienza.

Ma le persone che usano il potere e la coercizione non sono necessariamente leader, sebbene possano rivestire posizioni di comando (ad es., manager, presidenti).

La leadership è una forma di potere, ma non sulle persone, piuttosto con le persone.

Leader si nasce o si diventa?

Aristotele riteneva che fosse la natura a determinare il potenziale di leadership di un individuo: “Gli uomini sono destinati sin dalla nascita a governare o ad essere governati”.

Sebbene sia vero che alcune persone possiedono delle qualità (ad es., intelligenza) che aumentano la probabilità di assumere un ruolo di leader, la ricerca sui gemelli monozigoti mostra che la leadership è solo in parte determinata dai geni.

Infatti, c’è solo il 30% di possibilità che il secondo gemello occupi una posizione di leader se il primo gode di una posizione analoga (Arvey et al., 2006, 2007).

I geni ci forniscono una base, ma il potenziale di leaderdhip sembra essere determinato in misura ben maggiore dall’ambiente.

I gruppi necessitano un leader?

I gruppi che hanno un’esistenza limitata possono funzionare anche senza un leader, attraverso la condivisione delle responsabilità.

Tuttavia, i gruppi che hanno intenzione di durare nel tempo, che si trovano ad affrontare compiti complessi oppure che sperimentano conflitti tra i membri necessitano di una coordinazione. Tale coordinazione è in genere affidata al leader.

La leadership è un processo sociale complesso che è stato definito in modi diversi dagli studiosi, ma che trova come punti in comune l’influenza sugli altri, le relazioni positive con il gruppo e gli obiettivi condivisi (attraverso coordinazione, sostegno e motivazione del gruppo).

La prospettiva interazionista sostiene che la leadership non possa essere compresa in modo indipendente dai membri del gruppo stesso, e per comprendere questa teoria basta pensare ad un grande leader, dopo di che decontestualizzarlo completamente da tutto ciò che lo circonda, sia geograficamente e sia storicamente: sarebbe in grado lo stesso di diventare un così grande leader?

Secondo questa prospettiva la leadership è un processo di transazione, in cui leader e membri si scambiano tempo, energia, ed abilità, ma anche un processo di trasformazione, in quanto i leader trasformano (aumentano) la motivazione, la sicurezza e la soddisfazione dei membri del gruppo, modificando credenze e bisogni dei singoli, oltre che un processo cooperativo di legittima influenza.

Siete ancora convinti che la leadership sia un semplice esercizio di potere?

Un leader assolve a numerose funzioni nel gruppo, che vengono classificate in due principali categorie.

  • Leadership orientata al compito (task-leadership), che si concentra sugli obiettivi del gruppo e sul loro raggiungimento;
  • Leadership orientata alle relazioni (relationship leadership), che si concentra sugli aspetti relazionali quali aumentare la soddisfazione, migliorare il morale, fornire incoraggiamento e sostegno.

Si può essere predisposti alla leadership?

Le prime ricerche sulla leadership partirono dall’assunto del grande uomo, ovvero dall’idea che il leader possegga dei tratti di personalità che lo rendono diverso dagli altri.

Questo approccio, nella sua forma più estrema, assume che leader si nasce.

Lo storico Carlyle (1841) propose la teoria del grande uomo, secondo cui i leader non raggiungono la loro posizione per caso, ma piuttosto, sono di per sè individui con caratteristiche eccezionali. Ne è prova la storia che può essere compresa esaminando i grandi uomini che l’hanno costruita.

Diversa era la posizione di Tolstoy, secondo cui i grandi leader emergono in virtù dello spirito del tempo (Zeitgeist). Le caratteristiche dei leader, per Tolstoy, sono per lo più irrilevanti.

Quello che sappiamo di per certo è che il leader ha un tot di tempo in cui si può manifestare, e la durata di questo tempo è sicuramente legata al contesto e ai problemi (veri o apparenti) che emergono per il gruppo a cui il leader fa capo.

Analizzando i leader nel mondo in maniera trasversale sono stati notate alcune caratteristiche peculiarie della personalità che spesso e volentieri accompagnano il leader:

assertività, autenticità, dominanza, forza di carattere, narcisismo, autoefficacia e automonitoraggio.

Tuttavia queste caratteristiche non devono essere prese singolarmente ma piuttosto nel suo insieme.

Sempre secondo la prospettiva interazionista ci sono diversi tipi di situazione che favorirebbero l’emergere di un leader che non corrisponde a come convenzionalmente ce lo immaginiamo. Ad esempio se un gruppo si sta disintegrando a causa di un conflitto è molto probabile che il leader che emergerà sarà colui che del gruppo sarà maggiormente in grado di rendere le relazioni più armoniose (Katz, 1977).

Quello che è evidente, però, è che quasi sempre

  • Il leader tende ad avere un’intelligenza superiore alla media del gruppo (come intelligenza includo anche quella emotiva, a volte non considerata) nonostante la differenza tra il leader e i seguaci non deve essere troppo ampia altrimenti la discrepanza eccessiva determinerebbe problemi di comunicazione e di fiducia.
  • Il leader possiede un’ottima intelligenza emotiva che non significa nè empatia nè contagio emotivo ma piuttosto “l’abilità di percepire le emozioni in sé stessi e negli altri e capire come si manifestano e come influenzano il pensiero e il comportamento”. Questo comporta la capacità di usare le emozioni per facilitare il pensiero e di gestire le emozioni proprie e altrui (Lopes & Salovey, 2008)
  • Un gruppo riconosce come potenziale leader un individuo che ha precedenti esperienze, piuttosto che privo di ogni esperienza.
  • I leader tendono ad essere fisicamente diversi dai seguaci. Spesso sono più anziani, più alti e di corporatura robusta rispetto alla media del gruppo (Stogdill ha esaminato la correlazione tra altezza e leadership, trovando un’associazione di .30)
  • Un leader è efficace nella misura in cui possiede le caratteristiche che soddisfano le richieste situazionali.
  • Per quanto riguarda l’età non si può definire uno standard perchè troppo legato dal gruppo di riferimento.

Leadership e Prototipicità

In un gruppo, il prototipo è l’esemplare più rappresentativo di quella categoria.

Va distinto dallo stereotipo che invece è l’esemplare che, nella nostra mente, è generalizzabile a tutta la categoria. Di norma è precostituito, ovvero non acquisito sulla base di un’esperienza diretta e che prescinde dalla valutazione dei singoli casi.

Il nostro prototipo di mamma (come immaginiamo debba essere la mamma perfetta) può discostare dallo stereotipo della mamma (come penso che sia la mamma per ogni persona).

Dal punto di vista della leadership, la persona che occupa la posizione più prototipica ha la capacità di esercitare attivamente influenza sugli altri membri dell’ingroup, perché lui o lei è socialmente attraente; per questo motivo le sue indicazioni, suggerimenti, raccomandazioni o ordini verranno seguiti più facilmente rispetto agli altri.

Specialmente quando il gruppo ha una rilevante salienza per la nostra identità sociale (gruppo di lavoro o gruppo di amici percepibile come tale sia dall’interno che dall’esterno) è molto grande l’influenza della persona prototipica di un gruppo sui pensieri, sui sentimenti e sul comportamento degli altri, ed è per questo che spesso e volentieri è il gruppo stesso a chiedere a questi di essere leader (esplicitamente o implicitamente) e non lui stesso.

Quando questo accade, il componente del gruppo divenuto leader acquisirà il tanto famoso carisma necessario per guidare un gruppo di persone (è lui a tirare fuori il carisma una volta leader e non la sua personalità carismatica a renderlo tale)

Questo carisma, però, viene riconosciuto dai membri altamente prototipici come caratteristica fondamentale e attribuibile al leader stesso. Questo non farà altro che rafforzare la posizione del leader e permettere che duri a lungo nel tempo poiché sostenuto attivamente dai suoi gregari.

La Leadership e il Cinema

Se non avete visto Bastardi Senza Gloria questo è il momento di farlo, non solo perchè è un film straordinario ma anche perché potrete godervelo per la prima volta ponendo l’attenzione sull’aspetto prototipico di Brad Pitt nel ruolo del tenente Aldo Raine.

Nel film, Brad Pitt recluta una squadra speciale di otto soldati ebrei soprannominati i “Bastardi” con la missione di seminare il terrore fra i nazisti durante la seconda guerra mondiale.

Vi accorgerete che ognuno ha le sue qualità e si contraddistingue per un’abilità specifica, ma la cosa più evidente è come il leader, in questo caso, sia il portavoce dell’emotività (incazzata) di tutto il suo gruppo e di come viene seguito alla perfezione.

 

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