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Cos’è il flusso di coscienza? La tecnica narrativa accostata a due testi dei Dream Theater

Cos’è il flusso di coscienza? La tecnica narrativa accostata a due testi dei Dream Theater

In questo articolo si vuole creare un collegamento tra la tecnica del flusso di coscienza e due testi del gruppo musicale dei Dream Theater.

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Lo stream of consciousness oflusso di coscienza” ha dei punti di tangenza con il genere musicale? Considerate le sue peculiarità e le sue caratteristiche si propone un’analisi di due testi tratti dagli album Train of Thought e Octavarium dei Dream Theater, cercando di accostare i due generi.

Stupide parole su carta | Scritte ritrovate in una Moleskine… | Flickr

Cos’è il flusso di coscienza?

Meglio conosciuto come stream of consciousness è in tutto e per tutto una tecnica narrativa che consiste nel riportare i pensieri così come sono, senza preoccuparsi della coesione sintattica o ancora, della punteggiatura.  Questo sotto-genere, è stato usato anche in Italia e ne sono prova sia Pirandello che Svevo, grazie ai quali il modello si inserisce nel romanzo modernista italiano. La tecnica prevede un approccio che rende il testo finale quasi poco curato. In verità, in tutte le stesure di questo tipo – parlando di romanzi- si riscontrano delle caratteristiche ben precise: come già precisato c’è più che la presenza, l’assenza di una sintassi ordinata, la quale è poi chiara matrice di anacoluti e inversioni. Pur essendo una tecnica narrativa che si sposa alla perfezione con la letteratura, non significa che non può essere utilizzata anche in altri contesti. Un esempio a noi contemporaneo e che si discosta dalla produzione romanzesca sono i brani Endless sacrifice  e Panic Attack Dream Theater, un gruppo musicale statunitense.

 

I Dream Theater

Il gruppo si forma con un primo nucleo sullo scorcio finale degli anni Ottanta. Pur avendo subito variazioni per quanto riguarda i componenti, sono sempre riusciti a distinguersi per la qualità del lavoro e soprattutto per la bravura di ogni singolo membro. Il loro successo inizia a coronarsi intorno agli anni Novanta, quando si affermano come una delle maggiori band di progressive metal di quegli anni grazie soprattutto ai primi due album. E’ un genere sicuramente molto forte e marcato, che non teme però di virare verso uno stile più morbido e pacato, dando così al pubblico un ampio ventaglio di scelte, senza mai perdere però la loro unicità. Due dei loro album più conosciuti sono sicuramente Train of Thought pubblicato nel 2003 e Octavarium, nel 2005. I brani presenti in questi album sono molto diversi fra di loro, anche per una scelta fatta dal gruppo stesso: se il primo infatti era volutamente più cupo, con il secondo decidono di fare ritorno al loro ”marchio di fabbrica” utilizzando un arrangiamento meno complesso del precedente.

File:Dream Theater live in Badalona 2007.jpg - Wikipedia

 

I brani 

La scelta di questi due album così diversi fra di loro nasce dalla considerazione che non esiste una distinzione netta e fitta – come si crede di solito- fra canzone e romanzo, entrambi infatti dal punto di vista comunicativo riescono a dare molto, seppur con metodi diversi. Certo il romanzo dà molto più spazio alla narrazione, ma per natura di genere, mentre la canzone d’altro canto ha una forma completamente diversa. Le tecniche di espressione però, riescono volte a coincidere anche se non in toto. I testi presi in questione sono Endless Sacrifice da Train of Thought Panic Attack da Octavarium. 

Nel primo testo la struttura è in verità abbastanza lineare. Non ci sono forti inversioni e ogni frase ha un senso proprio. Quel che colpisce però è che all’atto della lettura del testo si nota un forte utilizzo di similitudini e pensieri fra loro sconnessi:

 

“Cold
Lying in my bed
Staring into darkness

Lost
I hear footsteps overhead
And my thoughts return
Again
Like a child who’s run away
And won’t be coming back
Time keeps passing by
As night turns into day
I’m so far away
And so alone
I need to see your face
To keep me sane
To make we whole
Try to stay alive
Until I hear your voice
I’m gonna lose my mind
Someone tell me why
I chose this life
This superficial lie
Constant compromise
Endless sacrifice”
( Freddo/ disteso nel mio letto/ fisso l’oscurità. / Perso/ sento i passi al piano superiore/ e i miei pensieri ritornano/ di nuovo./ Come un bambino che scappa via/ e non vuole tornare indietro/ il tempo prende a scorrere/ e la notte si trasforma in giorno./ Sono così lontano/ e così solo/ ho bisogno di vedere il volto/ per rimanere sano/ per soddisfarmi./ Cerco di rimanere vivo/ finché non sento la tua voce/ sto per perdere la testa/ qualcuno mi dica perché/ ho scelto questa vita/ questa bugia superficiale/ compromesso costante/ sacrificio senza fine.)
Come già detto prima, il testo non presenta anacoluti o inversioni, ma pur considerando il fatto che si tratta di un testo musicale, notiamo sin da subito una certa distanza fra le parole, come se si comportassero da frammenti. Una certa coesione inoltre è sicuramente presente, poiché leggendo il testo, le frasi si legano fra di loro. Quel che colpisce è l’enfasi posta su parole come ”freddo”, ”perso” o ”di nuovo”. Questo ci fa intuire che si tratta di un processo di ispezione psicologica assimilabile al flusso di coscienza e confermato dall’utilizzo di similitudini e da un cambio repentino dell’immagine che viene presentata: dal corpo disteso sul letto, ai passi al piano di sopra, dal bambino che scappa, all’alba.
Il secondo testo scelto invece, è la descrizione di un attacco di panico. Anche se qui la frammentazione testuale è quasi d’obbligo se si vuol rendere bene il contesto , ci ritroviamo davanti a una struttura che come la prima, si presta a domande e a immagini sconnesse. Con questo testo infatti, l’accostamento alla tecnica del flusso di coscienza risulta molto più mirata e precisa, considerando l’ansia di cui si veste e la velocità con cui sembrano elaborate i pensieri:
“Why do I feel so numb?
Is it something to do with where I come from?
Should this be fight or flight?
I don’t know why I’m constantly reeling
Helpless hysteria
A false sense of urgency
Trapped in my phobia
Possessed by anxiety
Run, try to hide
Overwhelmed by this
Complex delirium”
(Perché mi sento così intorpidito? C’è qualcosa da concludere dal luogo da cui provengo? Dovrei lottare oppure prendere il volo?/ Non so perché ho continuamente le traveggole./ Isteria senza aiuto/ un falso senso d’urgenza/ intrappolato nella mia fobia/ posseduto dall’ansia./ Corri,  cerca di nasconderti/ sopraffatto da questo/ complesso delirio.)
In conclusione, è sicuramente giusto considerare durante un’analisi testuale quelle che sono le caratteristiche portanti del genere che si vuole approfondire. Cercare però allo stesso tempo di ”piegare” quelle caratteristiche, in questo caso della tecnica del flusso di coscienza, a un testo che sembra apparentemente lontano è un buon modo non solo per approfondire, ma per cercare di intrecciare due generi considerati lontani tra di loro.

 

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