Cos’è il disturbo bipolare? Ne parlano Nitro e Jim Carrey

I disturbi della personalità sono spesso tema centrale dell’espressione artistica di personalità di fama nazionale e internazionale. Oggi parliamo di “disturbo bipolare” o “bipolarismo” servendoci delle strofe di Nitro e della celebre pellicola “The Mask”.

Il bipolarismo è un disturbo caratterizzato dalla perdita più o meno marcata dell’equilibrio dell’umore a cui seguono instabilità affettiva, labilità emotiva e lunaticità sia nella vita personale sia in quella relazionale del soggetto; questi sbalzi umorali si alternano a momenti di fissazione del tono dell’umore, tra la depressione da una parte e l’eccitamento ipomaniacale dall’altra.

Cosa significa “disturbo bipolare”?

Il disturbo bipolare non è facile da riconoscere soprattutto da parte del soggetto che ne è affetto. Il quadro sintomatico complessivo è impattante nella vita quotidiana del soggetto bipolare a partire dalla perdita dei legami affettivi per via di periodi di eccessivo nervosismo e litigiosità. In seguito a un esordio più o meno brusco in età adolescenziale o nella prima età adulta, il disturbo segue un percorso cronico caratterizzato da periodi di diversa durata durante i quali si palesano alcuni dei sintomi citati precedentemente. Il bipolarismo è costituito da due principali fasi: la fase depressiva e la fase maniacale che tendono ad alternarsi tra di loro in maniera più o meno improvvisa nei diversi soggetti. nella prima fase predominano umore basso, tendenza all’isolamento, calo delle prestazioni mnemoniche e alterazione dei ritmi circadiani. Al contrario nella fase maniacale l’individuo è vittima di un susseguirsi di pensieri caotici e manifesta eccessivo entusiasmo e ottimismo. Nel caso di bipolarismo disforico, durante la fase ipomaniacale l’individuo è aggressivo, rabbioso e intollerante verso l’ambiente esterno. Il bipolare non riesce a controllare la propria energia e attua in modo compulsivo azioni come lo shopping sfrenato, l’uso di sostanze illecite e il gioco d’azzardo.

Bipolar mind

Secondo una nuova ricerca medica la depressione colpisce maggiormente i perdenti: lo studio dimostra che la depressione grave e debilitante affligge più spesso le persone totalmente fuori di testa che non combinano nulla di buono

Con una vena ironica ripresa dal film “The Onion Movie” Nitro dà inizio al brano “Bipolar Mind” dell’album “Danger” all’interno del quale non mancano richiami ad alcuni aspetti del disturbo già nella prima strofa:

Ho due personalità diverse e fanno entrambe schifo
Ma se siamo a letto in due, tesoro mio, ti sembra un threesome

Le due personalità citate incarnano le fasi depressiva e ipomaniacale del disturbo: “fanno entrambe schifo” in quanto pur essendo l’una la nemesi dell’altra conducono il soggetto ai due poli opposti del proprio umore, ostacolando il raggiungimento del proprio equilibrio psichico. Nitro non tralascia riferimenti alla vita sessuale: le relazioni sociali sono compromesse dal disturbo; nella vita sessuale il bipolare alterna momenti di inibizione sessuale, in particolare nella fase depressiva, a momenti di euforia incontrollabile che può sfociare in azioni violente apparentemente immotivate.

Il mio umore ha mille cambi, mille sbalzi, sempre in peggio
Gioco a scacchi con la morte e son vent’anni che pareggio

Con la celebre frase del film “Il settimo sigillo” di Ingmar Bergman il rapper fa riferimento al protagonista dell’opera cinematografica che, di ritorno dalle sue imprese, gioca a scacchi con la morte accettando come unico esito della sfida la propria morte. Il bipolarismo durante la sua fase più annichilente può indurre nel soggetto istinti suicidi e azioni di autolesionismo.

Ti sei inventato un altro te solo perché ti senti solo
Ti schianti al suolo per il peso dei pensieri
Mentre nella testa parlano fra loro gli emisferi

I due “Io” del soggetto bipolare si fanno compagnia a vicenda e cercano di sovrastare il rumore assordante dei pensieri rapidi, violenti, spesso in contrasto tra loro.

The Mask – Da zero a mito

Non poteva non essere Jim Carrey l’attore protagonista di “The Mask”, film realizzato nel 1994 e diretto da Chuck Russell. “Da zero a mito“: il secondo titolo è pregno del significato della pellicola e preannuncia l’alternarsi continuo delle due personalità del personaggio principale, Stanley Ipkiss. Stanley è un umile e impacciato impiegato di banca. Una sera, di ritorno a casa, trova una maschera misteriosa che da quel momento in poi gli darà la possibilità di riscattarsi da un’esistenza piatta e insignificante e dagli scherni subiti dalle altre persone. Il suo carattere cupo e introverso, la sua vita continuamente trascinata e senza alcuno scopo vengono rimpiazzati da un personaggio esuberante, vendicativo e privo di freni inibitori. Lo stesso Jim Carrey, nel momento in cui indossa una maschera, viene rimpiazzato da un’entità fittizia, simile a un personaggio di un cartone animato: questa trasformazione sancisce il passaggio dal mondo statico e depressivo a un mondo ludico, fiabesco, dove Stanley può liberare tutta l’energia fino ad allora repressa. Depressione ed eccessiva vivacità si alternano nella celebre commedia riportando alla luce figure iconiche dotati di una doppia personalità: Joker, Dr. Jekyll e Mr. Hyde, Tyler Durden. Stanley si distacca da questi personaggi per la sua spiccata ilarità, per la sua capacità di coinvolgere chi lo circonda nella sua esuberanza. Da non trascurare è la relazione che riesce a instaurare con Tina, interpretata da Cameron Diaz: solo celando l’interiorità sinistra e malinconica dell’altro Stanley il protagonista può dichiarare apertamente il suo amore; tuttavia il sentimento di Tina andrà ben oltre il filtro della maschera verde e i due potranno ricongiungersi anche nella loro essenza più veritiera.

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