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Cos’è l’Helicobacter pylori? ce ne parla Marshall, il medico scopritore del batterio del ventunesimo secolo

Solo 15 anni fa è stato conferito il Premio Nobel per la Medicina al dott. Barry Marshall, un medico che ha messo davanti la sua professione prima ancora della sua stessa vita.

Siamo negli anni 70-80: l’eziologia dell’ulcera peptica forse è solo e semplicemente stress, ma non tutti sono d’accordo, c’è dell’altro. Marshall scoprì l’esistenza dell’helicobacter pylori, un batterio direttamente implicato. Il noto medico ingerì il parassita per dimostrare al mondo intero la sua scoperta scientifica.

L’Helicobacter pylori, struttura e peculiarità: un batterio degli ultimi decenni

L’helicobacter pylori è un batterio Gram negativo quindi non si colora di porpora/violetto quando sottoposto alla famosissima colorazione. Ha la forma di ‘’bastoncino a spirale’’ ed è dotato di flagelli che gli consentono di muoversi nella mucosa che infetta.

La trasmissione avviene per via orale o meno comunemente tramite acque o strumenti endoscopici contaminati.

Come qualsiasi tipologia di batterio possiede degli enzimi peculiari: ogni cocco o bacillo, infatti, esprime degli enzimi specifici per colonizzare al meglio le specie viventi. Nel caso dell’helicobacter si parla di ossidasi, catalasi ma soprattutto l’ureasi.

Quest’ultima, una volta che il batterio giunge a livello della mucosa gastrica (è entrato dalla bocca e ha percorso tutto il tratto digerente fino a questo punto) scinde l’urea producendo ioni ammonio e bicarbonato.

L’ambiente gastrico, si sa, non è dei migliori in quanto il suo pH è molto acido ma con questo meccanismo l’helicobacter pylori riesce comunque a sopravvivere non lasciandosi sopraffare dall’acidità dello stomaco: si ”ricopre” di una nuvola di bicarbonato, sostanza fortemente basica.

Lo stesso enzima è importante anche nell’ attività di screening: il test del respiro consiste nell’analizzare la qualità e composizione dell’aria espirata del soggetto. Risulta positivo se l’urea marcata è presente nel respiro.

Patogenicità del batterio: tutti i meccanismi per infettare l’organismo

Una volta raggiunto il suo terreno di battaglia, il batterio nella maggior parte dei casi (60%) produce una citotossina vacuolizzante VacA. Questa provoca gravi danni all’interno delle membrane intracellulari come uno sbilanciamento osmotico. Tutto ciò porta immediatamente alla morte della cellula stessa.

Una seconda citotossina può peggiorare ulteriormente la condizione. Si chiama CagA e spesso associata alla prima rende ancora più grave il quadro clinico dell’individuo.

In questi casi il soggetto facilmente sviluppa una forma di gastrite cronica nel corso degli anni che se non trattata può portare all’ulcera peptica, una pericolosa perforazione dello stomaco.

Non interessa solo il tratto gastrico ma spesso si estende anche a quello duodenale. In questi casi può insorgere duodenite o ulcere duodenali. Nella peggiore dei casi si può arrivare anche a un carcinoma.

Intendiamoci, si parla di forme estreme e che rappresentano l’epilogo di una malattia non curata per molti anni: non bisogna preoccuparsi troppo ma allo stesso tempo non bisogna sottovalutare la positività al batterio.

Nella minoranza dei casi, l’helicobacter pylori non è associato a nessuna delle due citotossine perciò seppur presente il soggetto è asintomatico.

Warren e Marshall: i due medici scopritori dell’Helicobacter pylori

Tutto cominciò a Perth quando un giovane patologo, Warren, fece uno studio molto interessante. Egli prese in analisi un certo numero di pazienti sottoposti a biopsia gastrica e osservò che la metà di loro presentasse delle colonie batteriche nel tratto inferiore dello stomaco.

Successivamente trovò l’appoggio di un grande medico, Barry Marshall, con cui raggiunse la celebre scoperta.

I due scienziati vollero far la differenza in un ambiente e mentalità in cui lo stress e le cattive abitudini si pensava fossero le uniche cause di questi ‘’malanni’’ e in cui il batterio non aveva effetti sugli animali ma solo sull’uomo.

Arrivarono a un bivio: sfatare questo ‘’mito’’ dimostrando concretamente gli effetti del batterio oppure perdere una verità scientifica di tale importanza.

I due medici ovviamente scelsero la prima, in particolare il dottor. Marshall dimostrò i sintomi dell’infezione su se stesso dopo aver bevuto un brodo contenente il batterio.

Dopo soli 5 giorni sviluppò l’ulcera peptica e a 10 giorni di distanza l’endoscopia mostrò un’esageratissima colonizzazione da Helicobacter Pylori.

Warren e Marshall fecero un’imponente scoperta scientifica che ne valse il premio Nobel 20 anni dopo, nel 2005.

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