Il Superuovo

Cosa lega TV e cosmopolitismo? L’Eurovisione che si fa pioniera dell’universalità

Cosa lega TV e cosmopolitismo? L’Eurovisione che si fa pioniera dell’universalità

68 anni fa Elisabetta II diventava regina e lo faceva sugli schermi di migliaia di europei. Che relazione potrebbe intercorrere fra questo evento e la concezione cosmopolita del mondo?

Incoronazione della Regina Elisabetta (fonte:https://www.biography.com/.image/ar_16:9%2Cc_fill%2Ccs_srgb%2Cfl_progressive%2Cg_faces:center%2Cq_auto:good%2Cw_768/MTYxNTM1OTU4NzU0MzM4NDI5/2_queen-elizabeth-ii-after-her-coronation-ceremony-in-westminster-abbey-london-photo-by-hulton-archivegetty-images.jpg)

È il 2 Giugno 1953, Elisabetta II d’Inghilterra si prepara ad affrontare una delle giornate più importanti della sua vita. Un momento che, 68 anni fa, cambiò la storia dell’Europa. Non solo per la magnifica incoronazione della sovrana del Regno Unito, ma anche perché questo fu il primo momento ad essere trasmesso in diretta eurovisione.

LA CULTURA EUROPEA E L’EUROVISIONE: LA SPINTA COSMOPOLITA

Un programma si dice trasmesso in eurovisione quando esso viene riprodotto – allo stesso momento o in differita – su tutto il territorio europeo. Il primo utilizzo di questo straordinario strumento si verificò, appunto, in occasione dell’incoronazione della Regina e, più ufficialmente, il 6 Giugno 1954 – questa volta il protagonista degli schermi europei non fu la famosa Elisabetta, bensì il colorito Festival del Narciso. Fu così che nacque l’organismo Eurovisione, parte dell’EUB o European Broadcasting Union, ciò che tuttora rende possibile grandi serate quali l’Eurovision Song Contest o – strano ma vero – lo Zecchino D’Oro.

È largamente riconosciuto il legame fra cultura (e con essa la televisione) e società attuale, d’altronde la loro interdipendenza è facilmente osservabile nella vita di tutti i giorni. Con questo, è possibile definire un evento come quello della prima trasmissione in eurovisione del 2 Giugno 1953, figlio della volontà di una cultura condivisa ed universale. L’eurovisione diventa, quindi, un momento di connessione fra i molteplici stati dell’Unione Europea, che usa la televisione come mezzo per la diffusione di un “europeismo culturale”.

Non è sbagliato far ricadere questo avvenimento nel respiro più ampio del cosmopolitismo, in quella visione di cittadinanza globale che sin dall’età classica ha appassionato filosofi, scrittori ed anche condottieri – un esempio? Alessandro Magno con la “missione della koinè”.

(fonte:https://www.europarl.europa.eu/denmark/media/static/images/presseseminar_future_of_europe.jpg)

ALESSANDRO MAGNO, DIOGENE, GLI STOICI: ESEMPI DI COSMOPOLITISMO NELL’ANTICHITÀ

La prima testimonianza di questa dottrina potrebbe essere attribuita a Diogene di Sinope, il primo a definirsi cosmopolita (ovvero, “cittadino del cosmo”, del mondo), ma la lista dei nomi di stimatori di questa filosofia è molto lunga.
I sofisti, ad esempio, parlarono a lungo delle differenze tra uomini, non più come naturali ma politiche, legate alla componente relativa delle leggi. O come non citare, inoltre, la famosa Constitutio Antoniniana del 212 d.C., un primo passo verso una cittadinanza universale attraverso il riconoscimento della cittadinanza romana agli uomini liberi dell’impero. L’interesse, però, non è relegato soltanto alla quaestio dell’uguaglianza, ma estendibile al desiderio di unire culturalmente popoli molto diversi: come citato precedentemente, Alessandro Magno si fece precursore di un progetto di unificazione dal punto di vista linguistico (tramite la diffusione della  ϰοινή, anche nota come “greco alessandrino”) e religioso.
Un altro noto esempio di cosmopolitismo, è quello presente nella dottrina degli stoici, i quali, convinti dell’esistenza del logos universale presente in tutte le cose, estendevano questo ragionamento anche alla componente umana. Quest’ultimo, influenzerà anche il panorama romano, passando per Cicerone, Seneca, Epitteto fino ad arrivare a Marco Aurelio, con il suo progetto di patria universale.

La mia comunità è la mia patria, di me Antonino è Roma, di me uomo è il mondo.

L’ETÀ DEI LUMI ED IL RECUPERO MODERNO DELLA DOTTRINA COSMOPOLITA

Il recupero dell’ideale cosmopolita fu una caratteristica importante durante la magnifica Età dei Lumi, che vide in Voltaire e Kant i suoi massimi estimatori. Il primis, il francese delineò un cosmopolitismo culturale, dall’impronta molto simile a quanto affermato da Democrito, Platone e Senofonte, che definiva il filosofo un cittadino senza patria. In secundis, sviluppò un cosmopolitismo illuministico, avverso al concetto di patriottismo, che loda colui che si definisce fratello degli altri uomini. Parlando, invece, di Kant, non possiamo ignorare la spinta federalista e cosmopolita presente nel discorso sulla pace perpetua (cfr. “diritto cosmopolitico”).

Voltaire (fonte:https://oggigiorno.com/wp-content/uploads/2020/01/Voltaire-1280×720.png)

Fonti dell’articolo:

Definizione di Cosmopolitismo dell’Enciclopedia Online Treccani;

Articolo Rai Cultura sull’anniversario della coronazione della regina d’Inghilterra.

 

 

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