Cosa lega The Ghost of Tom Joad di Bruce Springsteen a Furore di Steinbeck?

Il romanzo Furore di John Steinbeck ha ispirato sia il lato cinematografico che quello musicale senza mai perdere la sua costante: l’attualità. 

Steinbeck è riuscito a delineare la società degli anni Trenta e del New Deal  diventando il ”cantore” della Grande Depressione. Il suo romanzo, considerato ”il grande romanzo americano” ha avuto una grandissima eco. Con la sua trama e i suoi temi ancora attuali ha trovato posto in una espressione artistica degli anni Novanta: The Ghost Of Tom Joad di Bruce Spingsteen.

 

The Ghost of Tom Joad

E’ la prima traccia dell’omonimo album di Bruce Springsteen pubblicato nel 1995 dalla CBS Records. L’album ebbe successo in quasi tutto il mondo, svettando in Italia e raggiungendo ottime posizioni anche negli altri paesi. L’obiettivo di Bruce era quello di raccontare un’America dimenticata da tutti, quella parte di America che non è presente nelle statistiche e a cui non si chiede mai un parere. Per realizzare questo suo proposito riprende lo stile country che aveva un po’ accantonato, scarnandolo del tutto e rendendolo a tratti anche molto semplice, aggiunge dove necessario dei bassi e concentra tutta la sua attenzione sulla storia che vuole raccontare.

The Grapes of Wrath

Conosciuto in Italia con il titolo di Furore è una pietra miliare della letteratura Americana. Si pensa che il titolo originale provenga da una canzone patriottica ottocentesca The Battle Hymn of the Republic che a sua volta riprende una citazione biblica. Scritto da John Steinbeck, il romanzo fu introdotto in Italia grazie alla lungimiranza di Elio Vittorini e alla traduzione di Bompiani, che lo pubblicò nel 1940. Qualche anno prima era invece stato Cesare Pavese a tradurre Uomini e Topi dello stesso Steinbeck, riscuotendo un discreto successo. Purtroppo Bompiani non ebbe un lungo raggio d’azione con la traduzione a causa della censura fascista e fu proprio per questo motivo che il romanzo fu in parte tagliato e ridimensionato. La lettura integrale arriverà in Italia circa settant’anni dopo e nel contempo nel 1962 vincerà il premio Nobel per la letteratura, un riconoscimento arrivato molto tardi a causa forse delle condizioni storiche e politiche. Finalmente nel 2013 grazie alla traduzione integrale di Sergio Perroni, l’Italia ha potuto assaporare interamente le vicissitudini e le verità di questo romanzo che si è inserito alla perfezione all’interno del nostro panorama letterario.

Cosa ha ispirato Bruce Springsteen?

Furore è uno dei pochi romanzi che è riuscito a darci una rappresentazione nuda e cruda della realtà di quegli anni, senza tralasciare nessun particolare, anzi, aggiungendone di quanti più veri. Bruce Springsteen sembra essere stato colpito da questa crudezza ed è per questo che prende ispirazione dalla storia della famiglia Joad per narrare quella che è la verità Americana degli anni Novanta. La trasmigrazione della famiglia Joad, molto simile ad un’epopea, li vede spostarsi dall’Oklahoma e percorrere tutta la Route 66 (autostrada che dà il nome a una delle canzoni presenti nell’album) patendo il freddo e la fame e improvvisando degli accampamenti di fortuna durante la notte. La California non era come pensavano: avevano già incontrato molte famiglie che ritornando ai loro luoghi d’origine li avevano avvisati dei maltrattamenti e dei soprusi subiti. Lì avrebbero perduto ogni identità e sarebbero stati costretti a vivere alla giornata, sfamandosi con quel che trovavano. I Joad decideranno di continuare il proprio viaggio e sin da subito sentiranno sulla loro pelle la pesantezza di quelle raccomandazioni. Tom, protagonista indiscusso, avrà molte difficoltà ed è per questo che sarà costretto a fuggire più volte. Il romanzo si chiuderà con una scena molto forte e di un certo significato simbolico: una donna che aveva dato alla luce un bambino morto, decide di offrire il suo latte ad un uomo che stava per morire di fame. Quest’immagine non è altro che una forte speranza per il futuro insieme a un afflato di pietà.

Si dice che il Boss non abbia mai letto il libro ma che abbia visto solo il film diretto da John Ford, uscito nel 1940. Il film non sembra essere totalmente fedele al romanzo ma ha lo stesso permesso al cantante di trarne un disegno molto fedele, visto che i perni principali del racconto – Tom con le sue avventure, la traversata e la vita in quelle condizioni-  vengono riprodotti perfettamente:

Uomini camminano lungo i binari vanno in un posto da cui non si ritorna […] . Benvenuti nel nuovo ordine mondiale. Famiglie dormono nelle loro macchine nel Sudovest, senza casa, senza lavoro, senza pace, senza riposo.”

-The Ghost Of Tom Joad, Bruce Springsteen.

Si sa come il cantante sia legato alla sua terra ed è proprio per questo che sceglie di cantarla con una critica diretta a quella che era l’America degli anni Novanta. L’artista che ha sempre prestato una grande attenzione alle tematiche sociali, non ha fatto una scelta casuale scegliendo la famiglia Joad: questa sembra incarnare un’ottica che può essere considerata universale ed è dunque perfetta per dare voce alle ingiustizie vissute da milioni di persone ogni giorno. La connessione tra la storia di Steinbeck e l’album è resa molto più chiara anche dalle citazioni che fa lo stesso cantante all’interno dei suoi testi:

” Tom disse: ”mamma, ovunque trovi un poliziotto che picchia un ragazzo, ovunque trovi un neonato che piange per la fame, dove ci sia nell’aria la voglia di lottare contro il sangue e l’odio, cercami mamma, io sarò lì. Ovunque trovi qualcuno che combatte per un posto in cui vivere o un lavoro dignitoso, un aiuto, ovunque trovi qualcuno che lotta per essere libero, guarda nei loro occhi mamma, vedrai me.” ” 

-The Ghost of Tom Joad, Bruce Springsteen

In fondo, una storia del genere non può far altro che risuonare sempre attuale. I temi trattati, che spaziano dallo spostarsi dalla propria terra perché diventata inospitale alla fame, ai pericoli e la delusione finale, fanno parte di un ordine mondiale” che ancora vive e che ci attanaglia ed è per questo che non possiamo far altro che considerare eterne le parole di Steinbeck e il riadattamento di Bruce.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: