Cosa lega Bohemian Rhapsody dei Queen a Lo Straniero di Albert Camus?

Bohemian Rhapsody è stata una delle canzoni più commentate e analizzate della storia della musica, ma cosa la lega a Lo straniero di Albert Camus?

Bohemian Rhapsody ha segnato la musica mondiale per le sue caratteristiche innovative. Dopo aver riscosso un enorme successo in molti hanno avanzato delle ipotesi sul suo significato e una delle più particolari è quella che la collega a Lo Straniero di Albert Camus.

La canzone

Bohemian Rhapsody è stata scritta da Freddie Mercury e pubblicata il 31 ottobre del 1975 come primo estratto e singolo dell’album A Night At The Opera dei Queen. Inizialmente poco apprezzata sia per la sua lunghezza che per il suo sperimentalismo ottenne in seguito un grande successo, riuscendo a vendere più di un milione di copie nel 1976. Il brano presenta una struttura particolare ed è composto da un’introduzione corale cantata a cappella, un segmento in stile ballata, una parte operistica seguita da una sezione hard rock che si riallaccia poi a un altro ritorno alla ballata, per chiudersi con un assolo di piano e voce. La canzone fu ripubblicata nel 1991 dopo la morte di Freddie Mercury come doppio singolo in These Are The Days Of Our Lifes, fino a diventare il terzo singolo più venduto nel 2005.

Il significato della canzone

Bohemian Rhapsody ci propone molte chiavi di interpretazione, lasciando a chi la ascolta la libertà di decodificarla a modo proprio. Alcuni vedono fra quelle parole la dichiarazione di omosessualità di Freddie, altri la considerano il frutto di un periodo di sperimentazione, mentre i membri della band ammettono di non aver ricevuto delle vere e proprie indicazioni di lettura da parte del frontman. Grazie a questa sua natura camaleontica possiamo trovare anche un richiamo con un romanzo che ha segnato la letteratura europea: Lo Straniero di Albert Camus.

Il romanzo

Scritto da Albert Camus nel 1942 e pubblicato per Gallimard è considerato uno dei grandi capolavori della letteratura universale. Riscuote sin da subito un successo considerevole ed è visto da molti come un romanzo esistenzialista, benché l’autore non accettò mai l’etichetta. Albert Camus si era infatti proposto di narrare l’assurdità dell’essere e dell’esistenza, senza però intercalarsi nel genere. L’opera è divisa in due parti ed è scritta in prima persona tramite un processo di analessi o retrospezione. La narrazione si apre in medias res e l’incipit non può che considerarsi geniale perché è costituito da un telegramma che non lascia al lettore lo spazio di capire quando cominciano gli eventi: ”Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so. Ho ricevuto un telegramma dall’ospizio: ”Madre morta. Funerali domani. Distinti saluti.” 

La morte della madre non sembra scalfirlo e questo è uno degli indizi più importanti -insieme a tanti altri- per capire il tipo di persona che è Meursault, il protagonista: egli è indifferente alla vita e agli eventi, vive come isolato da tutti e si fa trascinare in un egoismo esistenziale. Il giorno dopo il funerale infatti, dopo aver bevuto caffè e fumato una sigaretta accanto alla bara della madre, andrà a vedere un film comico con una sua collega, Maria, conosciuta qualche ora prima. Il punto saliente di questa prima parte di narrazione è però l’omicidio che commetterà Meursault in una spiaggia, sparando a un uomo arabo con una pistola. La seconda parte affronta invece il processo e la condanna a morte e soprattutto la sua indifferenza nei confronti di tutto e tutti. Il giudice sembra più interessato a portare avanti un processo di tipo morale che un processo giudiziario: non capisce come si possa essere così tranquilli dopo aver ucciso un uomo e dopo aver rifiutato anche il tentativo di purificarsi attraverso Dio e la preghiera. Durante la detenzione si scaglierà contro un prete arrivato in suo aiuto e qui tirerà fuori tutta l’angoscia la rabbia che aveva accumulato per anni, ammettendo a chiare lettere che nessuno può permettersi di giudicare, visto che nessuno è in condizione di farlo. La notte prima della sua esecuzione deciderà di non dormire dato che non vuole che qualcuno lo svegli per condurlo al patibolo, ed è così che per la prima volta avverte un barlume di felicità per il suo essere, che gli permette di essere così indifferente al cospetto del mondo.

Bohemian Rhapsody e Lo Straniero

Non è certo se Freddie si sia effettivamente ispirato a questo romanzo per la composizione, ma possiamo riscontrare alcune somiglianze. Le prime strofe della canzone ”Is this the real life? Is this just fantasy/ Caught in landslide, no escape from reality” sembrano rimandare alla condizione di Meursault. Egli si ritrova come sospeso fra la realtà e la fantasia e la presa di coscienza arriva solo la notte prima dell’esecuzione, quando capirà che il suo atteggiamento nei confronti della realtà è forse il migliore visto che non ha nessuna possibilità di scelta sugli eventi. ”Because I’m easy come, easy go, little high, little low/ Any way the wind blows doesn’t really matter to me, to me.” può essere considerata invece l’essenza del protagonista e la percezione che ha di sé. Non importa per Meursault come vadano gli eventi, per lui è lo stesso. Nella seconda parte della canzone Freddie confessa alla madre l’omicidio di un uomo, ucciso con una pistola: ”Mama, just killed a man/ Put a gun against his head/ Pulled my trigged now he’s dead.” L’episodio coincide con quello raccontato da Meursault benché sua madre fosse morta e dunque non poteva parlarle. In verità visto che la narrazione va avanti grazie ad una serie di flashbacks non sarebbe assurdo pensare ad un dialogo fittizio con la madre, fatto più per sfogarsi e capirsi. I riferimenti continuano e potrebbero forzarsi a tal punto da vedere anche una un’opposizione con Galileo, citato nel testo. Galileo fu costretto a ritirare le sue tesi scientifiche per non andare contro la religione e di conseguenza scansare un processo, mentre Meursault preferisce non fingere: non ha bisogno la simpatia di nessuno (”I need no sympathy”) né di essere commiserato ed è per questo che rifiuta anche di redimersi, consapevole di avere un posto per sé all’inferno (”Beelzebub has a devil put aside for me”).  Nulla di tutto questo farà pensare a Meursault di scappare o di sfuggire al proprio destino, accetterà infatti di morire e lo farà senza nessun rimorso e la parte finale della canzone così come quella del romanzo vertono entrambe su questa linea: la canzone termina con ”Nothing really matters. Anyone can see. Nothing really matters. Nothing really matters, to me” mentre il romanzo mantiene la stessa sinteticità e crudezza riscontrate nell’incipit: Niente, assolutamente niente aveva importanza e sapevo bene il perché.”

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: