Il Superuovo

Cosa accomuna il potere mutageno del chaos di warhammer alle mutazioni genetiche?

Cosa accomuna il potere mutageno del chaos di warhammer alle mutazioni genetiche?

Quanto c’è di plausibile a livello genetico delle mutazioni che caratterizzano gli abomini caotici? Quali tecniche si usano per identificarle? (l’inquisizione imperiale sarà informata)

I figli prescelti e più benedetti degli dei oscuri sono bestie deformi e mutanti, corrotte dalle energie blasfeme del warp. Nella realtè molte patologie hanno origine da una mutazione genetica, rilevabile tramite varie tecniche.

Chaos indiviso:

Ogni giocatore di warhammer non può non essersi accorto di queste bestiacce brutte e contorte. Di fatto rappresentano il chaos incarnato sul campo di battaglia. Ormai fuori dal meta del gioco di miniature dagli inizi della sesta edizione sono una vera rarità ormai da trovare in lista, anche se quelle rare volte che compaiono non puoi non pensare: evviva un’altra cosa a cui sparare che con la sua invulnerabilità al 5+ si divertirà a ignorare il fuoco che si prenderanno (perchè se ne prenderanno tanto) e arriverà a schiantarsi allegramente sulle linee con i sui attacchi casuali a forza 5 o 6.

Ricordo ancora la lista di un mio amico che ne schierava dalle 20 a 30. Oggi purtroppo o per fortuna riposano sulla sua mensola.

Fanno la loro porca figura ogni volta in ogni gioco tuttavia, assomigliando ad un ammasso di muscoli, ossa, tentacoli, zanne, artigli falcati, punte, occhi, bocche. In total war sono una bella truppa di sfondamento, in vermintide una seccatura piuttosto manesca.

Alla base di ognuna di queste mostruosità vi era sempre tuttavia un mortale che ha fatto un patto di troppo con gli dei oscuri che come è ben noto amano “personalizzare” l’aspetto dei loro favoriti, sia negli equipaggiamenti che nel corpo.

Ricordiamo nel codex degli space marines del chaos che quando un personaggio compiva una certa azione in premio poteva ricevere un potenziamento. Tutti volevano che con un risultato di 5 sulla tabella diventasse un principe demone, chiaramente pericoloso, ma se per caso si faceva 6 il personaggio veniva trasformato in una progenie, con conseguente bestemmia verso l’imperatore dell’umanità da parte del giocatore.

Che cosa porta ad una mutazione nella realtà?

Alla base di una mutazione possono esserci molti eventi. La semplice riproduzione cellulare e sintesi di un nuovo templato può pausare delle mutazione a causa della infinitesima possibilità che la polimerasi che duplica la singola elica a doppia formi delle errate inserzioni di basi causando di fatti delle mutazioni rispetto alle molecole originali.

Oltre a questo anche stimoli chimici o fisici possono causare delle mutazioni.

Prime tra tutte le radiazioni ionizzanti. E’ risaputo infatti che i raggi UV possano creare dei dimeri di timina nel DNA. Alla base di molte patologie ci sono infatti disfunzioni nella regolazione genetica. In primis pensiamo a patologie neoplastiche o quelle genetiche rare. Ma come facciamo a riconoscere la presenza di mutazioni?

Tecniche di sequenziamento:parliamo della più storica

Qui entriamo un po’ nel tecnico. Infatti in biotecnologie per poter notare errori anche puntiformi (un solo nucleotide) dobbiamo avvalerci di tecniche che possano svelare la struttura di molecole intere, una letterina alla volta.

Immagine bella ed esplicativa, per nulla fatta dal sottoscritto con paint (immaginiamo che il polo negativo sia in basso)

Il primo per importanza e funzionalità fu Sangern che creò un metodo basato sul principio di terminazione della catena. Partiamo da una molecola dsDNA che viene denaturata a singolo filamento. In pratica il suo metodo prevede la presenza di quattro provette contenenti in largo surpluss dei ddntp (da non confondere con i comuni dntp che normalmente costituiscono il DNA). Ognuno di questi è radiomarcato (se non si maneggiano cose radioattive dov’è il divertimento??) e quando casualmente viene polimerizzato nella catena di dntp questo blocca la progressione della sintesi di un filamento doppio.

Chiaramente questo rende più o meno pesanti le molecole formate in definitiva. Questa discriminazione unita al fatto che nelle quattro provette vi era 1 e 1 solo tipo di base ci permette di mettere il tutto su un gel di poliacrilammide denaturante (per disfarci di tutte le cianfrusaglie molecolari che non c’entrano) e ad alta  definizione ( che discrimina anche solo una base in più o in meno nella corsa elettroforetica) potremo notare una struttura che ben ci fa capire quale nucleotide era dopo quale.Chiaramente si tratta di una tecnica molto vecchia e laboriosa e non può essere spesa per frammenti se non di piccole dimensioni.

Dopo Sangern abbiamo intrapreso chiaramente la strada dell’automazione e abbiamo cercato un modo per aggirare la necessità dell’uso di marcatori radioattivi (perchè sapete, impressionano bene le lastre autoradiografiche e fa figo dire che maneggi materiali radioattivi ma avendo pochi biotecnici bravi, faremmo meglio a farli sopravvivere) ci siamo rifatti all’uso di molecole in grado di emettere in frequenze rilevabili in maniera distinta. Parliamo di cromofori. Tutte le next generation sequencing, ossia tutte le tecniche post Sangern si basano su questo genere di innovazione. Alla fine nel 2010 siamo riusciti a sequenziare tutto il genoma umano ed oggi abbiamo tecniche molto efficienti ed ovviamente automatizzate che ci permettono di condurre analisi su geni di singoli pazienti (parliamo di medicina personalizzata) in modo rapido.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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