Coraline e tutti i segreti dietro la porta magica, tra letteratura, arte e stregoneria

Coraline e la porta magica è un film d’animazione girato in stop-motion, basato sull’omonimo racconto scritto da Neil Gaiman. Nell’adattamento cinematografico e nel romanzo originale ritroviamo una serie di riferimenti a letteratura e arte, che forse non tutti avevano notato.

Una scena tratta da Coraline e la porta magica (2009)

Coraline è il nome di un romanzo horror per ragazzi, scritto dall’autore britannico Neil Gaiman e pubblicato nel 2002. L’opera racconta le avventure di una bambina di undici anni, trasferitasi in una nuova casa, e dei singolari personaggi che incontra. Coraline, nonostante sia molto amata dai suoi genitori, si sente trascurata da loro a causa dell’eccessivo lavoro e proprio per questo finirà vittima dell’Altra Madre, una creatura del tutto identica a sua madre (ad eccezione dei bottoni che ha al posto degli occhi), che le riserva tutte le attenzioni di cui la bambina ha bisogno. E così Coraline inizia a vivere sempre più spesso nell’Altra Casa, un luogo, inizialmente ameno e perfetto, che si trova al di là di una porta, apparentemente murata, presente nel nuovo appartamento. Un mondo che, tuttavia, ben presto si rivelerà un vero e proprio incubo, da cui la bambina dovrà scappare. Dal racconto, pluripremiato, di Gaiman è stato tratto poi anche un film d’animazione, firmato Henry Selick (già noto per aver diretto The Nightmare Before Christmas, altro capolavoro d’animazione); un lavoro che, come il romanzo, presenta una serie di riferimenti a figure e personaggi appartenenti alle più antiche letterature e al mondo dell’arte.

 

L’Altra Madre, la megera Beldam

Partiamo con uno dei personaggi principali del racconto: l’Altra Madre. Questa figura, inizialmente dolce e amorevole, è una donna con le sembianze della madre di Coraline, che coccola e vizia la bambina come questa desidera. Ben presto, tuttavia, l’Altra Madre si rivela per ciò che è in realtà: una megera, che adesca bambini infelici con doni e regali, così da potersi cibare delle loro anime. Questa figura, nella versione originale, viene spesso chiamata con il nome Beldam, un personaggio presente in molte tradizioni letterarie antiche. Beldam è infatti il nome sia di una strega appartenente alla mitologia celtica, che di un demone femminile della più arcaica cultura anglosassone. Quest’ultimo, che aveva forma di ragno, è particolarmente ripreso dall’adattamento cinematografico dell’Universal Pictures, in cui vediamo la progressiva trasformazione dell’Altra Madre in una mostruosa creatura aracnoidea. Nella traduzione italiana, tuttavia, il significato allegorico del nome è andato perduto, traducendo il nome Beldam con il semplice megera, che rimanda invece alla mitologia greca e alle figure delle Erinni. E, ovviamente, in senso lato, alla mera definizione di strega o creatura malvagia.

L’Altra Madre (Beldam, il demone ragno) nell’adattamento cinematografico

Coraline e la rabdomanzia

In una delle prime scene del film Coraline e la porta magica vediamo la bambina alle prese con un ramo a forma di Y, con il quale tenta di individuare degli oggetti. Questa sequenza, apparentemente descrittiva di un semplice gioco da bambini, rimanda in realtà ad una pratica molto antica: la rabdomanzia. Questa tecnica, in vigore già dal III millennio a.C., era considerata una forma di divinazione in grado di trovare oggetti o elementi, generalmente l’acqua, mediante la vibrazione che questi ultimi generavano. Nei secoli questa pratica fu poi associata alle streghe, motivo per cui, mentre Coraline attua la rabdomanzia viene definita “strega dell’acqua”.

Illustrazione del rituale della rabdomanzia

L’Altro Mondo

Ovviamente, la presenza di un mondo parallelo, è un elemento comune a molti racconti e novelle. Primo fra tutti, questo sembra richiamare il Paese delle Meraviglie che Alice scopre nella tana del coniglio e, soprattutto, che trova oltre lo specchio. Per chi non lo sapesse, infatti, Lewis Carroll scrisse un seguito al racconto Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, che prende il nome, per l’appunto, di Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò. In realtà proprio in quest’ultima storia racconta della maggior parte dei personaggi che noi conosciamo, come la regina rossa e i fori parlanti. Questi abitano il mondo al di là dello specchio presente nel salotto di Alice: un mondo apparentemente identico a quello reale, ma pieno di creature e situazioni bizzarre. Proprio come l’Altra Casa, in cui avvengono le peripezie di Coraline.

Raffigurazione di Mr. Bobo, uno dei bizzarri personaggi che Coraline incontra in entrambi i mondi, di Dave McKean (illustratore del romanzo)

 

Lo spettacolo di Mrs. Spink e Mrs. Forcible: un tributo all’arte e alla letteratura

Nel racconto di Gaiman, quando Coraline si trova nell’Altro Mondo, assiste ad uno spettacolo teatrale, apparentemente infinito, di Mrs. Spink e Mrs. Forcible, le due attrici in pensione che abitano accanto a lei. Nel lungometraggio animato, invece, questa esibizione dura pochi minuti, in cui vengono rappresentati, in forma quasi celebrativa, cimeli letterari e artistici. La rappresentazione inizia infatti con il canto di una sirena, che pare richiamare l’Odissea omerica, e prosegue con la raffigurazione della celebre Nascita di Venere di Botticelli. A questo esordio segue poi la declamazione, da parte delle attrici (ora nel loro aspetto di gioventù), dell’Amleto di Shakespeare, di cui recitano il II Atto, inno alla straordinarietà della natura umana. Uno spettacolo che sembra così celebrare le principali arti create dall’uomo e praticate sin dall’antichità: la poesia, la letteratura, la pittura e il teatro.

Rappresentazione de “Il canto delle Sirene a Odisseo” (da Emaze)

L’amuleto di Coraline e il ritorno alla mitologia

Infine, parliamo della pietra con cui Coraline riesce a ritrovare gli occhi dei bambini rapiti dall’Altra Madre: un amuleto, ricavato da una pietra vetrosa forata al centro. Questo tipo di pietre è presente nella tradizione di molti popoli, in cui di volta in volta prende un nome diverso (Adder Stone, Pietra della Strega o Pietra di Odino). Questi oggetti, difficili da trovare in natura, erano ritenuti dotati di proprietà magiche, come la capacità di proteggere dalle malattie o dagli spiriti malvagi. Plinio il Vecchio, nelle Naturalis historia, descrive queste pietre come generate dalla saliva dei serpenti, talismani usati dai druidi nei loro rituali. Una leggenda ripresa anche dalla mitologia irlandese e russa.

Camilla Cavalli

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