Si sa che il mestiere di scienziato è duro, ma è ancora più duro se sei Nikola Tesla e devi avere a che fare con Thomas Edison.

La serie tv “The Big Bang Theory” ha sempre avuto un certo talento per inserire la storia fra le innumerevoli nozioni scientifiche. Primo fra tutti è il protagonista Sheldon a inserire casualmente dettagli storici e non di rado ha suggerito a Leonard di darsi alla carriera di insegnante di storia. Nella puntata 11 dell’ottava stagione, “The Tesla Recoil”, un conflitto interno porta alla luce un paragone peculiare. Se Leonard e Howard sono i poveri Tesla di Pasadena, Sheldon è il maligno Edison della situazione.
LA TRAMA
La puntata si apre con i protagonisti, Leonard, Sheldon, Howard, Raji, Penny e Amy, seduti sul divano pronti a guardare un documentario noiosamente scientifico. Il film, dice Sheldon, racconta “della rivalità di un grande negletto scienziato, Nikola Tesla, e il suo arci nemico, Thomas Edison” . Leonard è talmente emozionato da dire a Penny che la loro fu “la più grande faida scientifica di tutti i tempi. Ti puoi scordare di Leibniz e Newton” a cui lei risponde con un “Fatto!” abbastanza rapido. L’episodio introduce così furbamente un evento storico realmente accaduto per creare un parallelismo con i personaggi. Dopo essere stati esclusi da un progetto segreto dell’Aereonautica, Leonard e Howard scoprono che Sheldon ha contattato i militari in segreto per proporre una modifica al loro lavoro di gruppo e, delusi, paragonano il fisico teorico al meschino Edison. Lo scalpore di Sheldon è tangibile, e persino la sua fidanzata Amy non lo difende dalle accuse infamanti. Quando lei ribadisce che con la sua mossa egoista dimostra di essere l’Edison della situazione Sheldon non manca di ricordarle che “beh, se io sono Edison e tu mi ami, cosa dice questo di te?“.

L’INCONTRO TRA EDISON E TESLA
Dimentichiamo Leibniz e Newton e parliamo della cosiddetta “guerra delle correnti”. Essa si si svolse a cavallo tra fine Ottocento e inizio Novecento tra i due principali protagonisti della scena scientifica e commerciale dell’epoca: Thomas Alva Edison e Nikola Tesla. Edison era un imprenditore instancabile, il famoso “mago di Menlo Park”, e anche, nonostante le dicerie, un abilissimo inventore. Parallelamente, anche Tesla era un genio, giunto dalla Croazia agli Usa nel 1884 proprio per parlare con Edison. Si presentò alla sua compagnia, la quale commercializzava lampade a basso voltaggio, per ricevere un lavoro. L’uomo, colpito dall’intelligenza del ragazzo, gli promise ben 50mila dollari per riprogettare e migliorare la corrente continua. Tesla non perse tempo a compiere l’impresa, impiegando un anno per portare a termine il lavoro. Una volta consegnato il proggeto revisionato e abbellito Edison si fece beffe di lui, sostenendo che il premio in denaro fosse solo un banale scherzo, un esempio di “umorismo americano” a cui doveva presto abituarsi. Indignato Tesla rifiutò l’aumento di stipendio offerto come contentino e si licenziò. Era il 1888.
IL CONFLITTO
Lasciato Edison Tesla venne presto assunto dalla Westinghouse Electric and Manufacturing Company di George Westinghouse. A lui Tesla propose la sua idea, quella della corrente alternata,la quale si basava sull’inversione della direzione degli elettroni, unita ad un’alternanza a frequenza fissa. Edison aveva già rifiutato l’invenzione, considerandola costosa e imprenditorialmente rischiosa, propendendo per la classica e sicura corrente continua. Westinghouse, invece, credeva fermamente nel progetto di Tesla e lo appoggiò subito. Nonostante alcuni difetti il modello di Tesla risultava più vantaggioso di quello usato da Edison e ben presto attirò l’attenzione delle industrie. Quando iniziò la commercializzazione della scoperta Edison si impegnò profondamente per mettere i bastoni tra le ruote a Tesla. Si premuró di scoprire tutti gli incidenti durante la progettazione e non mancò di informare chiunque della pericolosità, vera o presunta, della cosa. Torturò animali in pubblico per dimostrare l’inefficacia della corrente alternata e, come se non bastasse, si lasciò andare anche ad un commento sessista: “È questa l’invenzione che le nostre amate donne dovrebbero usare per cucinare?“. Eclatante fu il caso dell’elefantessa Topsy, fulminata brutalmente, episodio che Raji non manca di sottolineare, disgustato: “Se avessi un elefante di nome Topsy non gli mancherebbe niente” dice infatti. Non solo, non contento, Edison fece organizzare un’esecuzione capitale ai danni di un prigioniero, William Kemmler, costruendo la prima sedia elettrica della storia alimentata (non a caso) a corrente alternata. Lo scopo era semplice. Come si poteva mettere sul mercato un prodotto che uccideva la gente?
LA FINE DELLA GUERRA
Malgrado la cattiva pubblicità Tesla era ormai sulla cresta dell’onda, ma ben presto fu tradito anche da Westinghouse. Egli modificò infatti il suo contratto con l’inventore, togliendogli da sotto il naso i soldi che gli erano promessi. Tesla, così, vendette tutti i brevetti e si licenziò dall’azienda di Westinghouse. Nonostante questo nel 1892 Tesla riuscì ad ottenere un appalto per una centrale idroelettrica alle cascate del Niagara, dove ancora oggi c’è una statua in suo onore, dove è ritratto sopra una turbina. Il successo economico e pratico della corrente alternata, e della sua turbina, resero Tesla il vincitore della “guerra delle correnti”. La corrente alternata surclassó ben presto il modello tradizionale, ma Tesla non vide mai davvero i frutti del suo lavoro. Definirlo vincitore, infatti, non è esatto, vista la perdita in denaro che subì vendendo i diritti della sua invenzione e la triste fine che fece, paragonato a Edison. Non era davvero interessato ai soldi, ma cedendo i suoi diritti perse forse anche la possibilità di diventare lo scienziato più brillante del pianeta. La sua fama scemò presto e nonostante il comportamento avido di Edison, non riuscì mai a superarlo davvero. Morì solo, povero, afflitto dai terribili disturbi mentali che da sempre lo avevano accompagnato. Lui stesso disse che la sua fine era arrivata quando la sua colomba bianca era morta. Colomba di cui non solo era perdutamente innamorato, ma che sosteneva lo ricambiasse.

THOMAS EDISON
Per “The Big Bang Theory” essere Edison è un’onta non da poco. Nella 11×08, l’unico modo per mettere pace tra i protagonisti è riconoscersi in qualche modo tutti Tesla e dare il marchio dell’Edison al perfido Barry Kripke. Come detto, Thomas Edison non si faceva alcuno scrupolo a distruggere i suoi colleghi e non aveva rimorsi di coscienza a compiere barbarie verso gli animali. Sheldon afferma che tra le altre cose egli fu anche “un pornografo” in quanto primo a ritrarre un bacio in un film. Nel 1888 egli brevettò infatti il cinematografo, precursore di quello più accurato inventato poi nel 1895 dai fratelli Lumiere. La prima proiezione avvenne il 6 ottobre 1888. Una delle sue colpe più gravi fu, però, quella di aver rubato l’invenzione che lo rese famoso. L’accostamento Edison – lampadina è immediato (esiste anche una compagnia di luce e gas con il suo nome), ma la verità è che l’uomo non inventò mai la lampadina a incandescenza nel 1878. Rubò invece un progetto già pensato anni prima da Heinrich Goebel, orologiaio tedesco. Fino alla morte l’uomo tentò, e riuscì, di dimostrare la sua verità, ma Edison provvide presto ad acquistare i diritti della scoperta dalla moglie dell’uomo. Questo non faceva di lui un completo cialtrone. Migliorò lo stesso il telegrafo, rendendo di fatto possibile il telefono, e di certo perfezionò la lampadina fino a trasformarla in ciò che è oggi, ma l’originalità delle sue opere è tutt’ora paludosa.
“Tu adori quest’uomo”
“Sono io!”
“Andiamo…è un genio molto sottovalutato”
“Sono proprio io!”
“Concentrati, c’è un’automobile che ha il suo nome”
“Certo che c’è. È la Mini Cooper, perché sono io!”
“Mettiamola così. È lo Sheldon Cooper dei poveri”
“Aaaah, Tesla!”
“The Big Bang Theory”, 8×09, The Septum Device.