Attraverso questo articolo andremo alla scoperta del muscolo nei pesci, dalla sua composizione fino alle sue particolari caratteristiche nei pesci.
“Macho man”, canzone datata 1978, è uno dei brani più celebri dei Village People che, con una base musicale travolgente, inneggia alla forma fisica perfetta. A partire da questa canzone, pertanto, parleremo di come sono strutturati i muscoli in linea generale, per poi parlare della distribuzione e differenziazione del muscolo scheletrico nei pesci.
ISTOLOGIA DEL MUSCOLO SCHELETRICO
Le cellule del muscolo scheletrico presentano, come tutte le cellule, il citolasma, che in questo caso prende il nome di sarcoplasma, al cui interno si trovano ATP, glicogeno, mioglobina e altre importanti componenti. Ogni fibrocellula muscolare, che esternamente è rivestita dal sarcolemma, presenta al suo interno un numero elevatissimo di miofibrille, composte a ripetizioni da sarcomeri. I sarcomeri sono pertanto l’unita morfofunzionale del muscolo e sono composti da una serie ordinata di filamenti sottili e filamenti spessi. I filamenti spessi sono composti da miosina, una molecola di dimensioni ragguardevoli formata da due teste globulari in continuità con una struttura bastoncellare che prende il nome di coda. I filamenti sottili sono invece composti da due catene di actina che si avvolgono tra loro e che, nella struttura, presentano due componenti molto importanti, ovvero la troponina e la tropomiosina, proteine coinvolte nella regolazione della contrazione muscolare. Nel momento in cui si verifica la contrazione muscolare, le teste della miosina si flettono e si legano al filamento di actina, determinando quindi l’accorciamento del sarcomero.
IL MUSCOLO NEI PESCI
A differenza dei vertebrati terrestri, i muscoli nei pesci sono organizzati in lamine che prendono il nome di miomeri, al cui interno le fibrocellule si inseriscono su setti di tessuto connettivo che prendono il nome di miosetti. I muscoli della parte sinistra del corpo sono poi divisi dalla parte destra attraverso dei foglietti disposti verticalmente costituiti di tessuto connettivo. Questa divisione attraverso foglietti di tessuto connettivo si verifica anche per quanto riguarda i muscoli della parte superiore del corpo, ovvero i muscoli epiassiali, e quelli della parte inferiore, ovvero i muscoli ipoassiali. Le lamine muscolari nei pesci presentano una complessa struttura tridimensionale che può essere descritta come una “W”, il cui margine interno prende il nome di cono anteriore ed è orientato verso la porzione cefalica dell’animale. A seconda della popolazione di fibrocellule che compongono il muscolo, nei pesci si distinguono muscoli rossi (localizzati nella porzione più interna dell’animali), rosa e bianchi (nettamente più presenti e diffusi rispetto ai muscoli rossi).
MUSCOLI ROSSI, BIANCHI E ROSA
I muscoli rossi sono costituiti da fibrocellule piuttosto grandi che risultano essere innervati da più motoneuroni, sono inoltre estremamente ricchi di mioglobina e mitocondri. Inoltre, grazie all’elevata presenza di vasi sanguigni, questi muscoli sono ben riforniti di ossigeno e pertanto vengono impiegati per il nuoto prolungato. I muscoli bianchi sono anch’essi costituiti da fibrocellule abbastanza grandi ma, in questo caso, le fibrocellule risultano essere prive di mioglobina e molto carenti di mitocondri. Essendo scarsamente vascolarizzati, il metabolismo di questi muscoli è anaerobico e, pertanto, durante l’attività muscolare si ha la formazione di acido lattico. Con queste particolari caratteristiche, i muscoli bianchi vengono utilizzati per i movimenti di scatto. Per quanto riguarda i muscoli rosa, questi presentano caratteristiche intermedie tra i muscoli bianchi e i muscoli rossi. Il colore di questi muscoli dipende dalla modesta presenza di mioglobina e una vascolarizzazione limitata che rende questi muscoli ideali per un nuoto molto veloce della durata di qualche decina di minuti.