La ludolinguistica: definizione e utilità

Stando alla definizione del GRADIT (grande dizionario italiano dell’uso) di Tullio de Mauro, la ludolinguistica si presenta come la branca della linguistica che si dedica ai giochi di parole e alle combinazioni lessicali. E’ difficile delimitarne chiaramente i contorni, soprattutto nella zona sfumata dove essa si confonde con l’enigmistica. Questa disciplina ha conosciuto alterne fortune nel corso degli anni, oscillando tra lo snobismo di chi l’ha ritenuta un semplice passatempo e l’appassionata considerazione di chi l’ha studiata con rigore scientifico, ritenendola un supporto importante per l’apprendimento delle lingue, in particolare in ambito scolastico. 

Si è compreso, infatti, che nonostante i giochi linguistici siano entrati nelle aule accademiche in tempi non eccessivamente remoti, possano contribuire a coinvolgere in modo attivo anche allievi restii ad affrontare classici compiti scolastici: giocare con le parole permette di avviare una riflessione sulla lingua senza avvertirne il peso, tramite un divertimento mai fine a se stesso. I giochi linguistici spingono alla sfida grazie alle restrizioni imposte, ma proprio i vincoli e gli schemi si dimostrano guida imprescindibile ad una creatività non banale.

Hype Aura: un enigma già dal titolo

Tante volte il gioco di parole è stato utilizzato in ambito letterario, ma, anche in musica, le arditezze linguistiche possono diventare la vera e propria cifra stilistica di un genere o addirittura di un artista: è il caso dei Coma_Cose, due milanese di adozione formato da California e Lama, al secolo Francesca e Fausto, che con il loro album d’esordio fanno del gioco di parole il loro elemento caratterizzante, già a partire dal titolo: Hype Aura, uno stratagemma sonoro difficilmente comprensibile al solo sguardo, almeno fino a quando non viene pronunciato ad alta voce in modo da rimarcare chiaramente l’omofonia con la locuzione “hai paura”.  I Coma_Cose mostrano una piena padronanza del lessico pop, trovando ispirazione nella realtà urbana che vivono quotidianamente, quella della Milano frenetica e malinconica lontana dal glamour, quella di Via gola, fatta di tramonti coperti dai palazzi, fermate della metro, venerdì sera nei locali e lampioni nella nebbia.

Giochi di parole nei brani

In Hype Aura troviamo con ampia frequenza alcuni tra gli strumenti linguistici più utilizzati ed affascinanti, come l’anagramma, il risultato della ricombinazione delle lettere di un’altra parola in modo da formarne una seconda di senso compiuto, che in “A Lametta”, quinto brano della tracklist, si esplicita in “Come nel circo i trapezisti, anagrammo, tra ‘sti pezzi”, o come il gioco di omografi, che, con il termine “Senna”, costruisce un’ambiguità tra il fiume francese e il noto pilota automobilistico.

Un altro esperimento interessante è quello che in enigmistica viene comunemente definito “zappa”, il gioco in cui, inserendo o togliendo una lettera in una parola, se ne crea una nuova: è così che in S. Sebastiano, uno sguardo infelice viene descritto con un riferimento a Trieste, sì, “ma senza la e nel mezzo”. Tra i giochi applicabili è certamente rilevante, poiché agisce contemporaneamente su più capacità, anche la cosiddetta “sciarada”, il gioco per cui una parola risulta scomponibile in altre parole, che porta, in “Granata” a creare un legame audace tra “famiglia” e chi “fa miglia”; con il cambio di lettera si trasformano i concerti in concetti; con alcune abili aggiunte le vene della famosa “Lamette” di Donatella Rettore diventano i vene-rdì spesi in compagnia sui Navigli.

 I Coma_Cose rappresentano indubbiamente un punto a favore della perspicacia all’interno del panorama della musica pop di oggi, perché nonostante si rivolgano ad un pubblico vasto, richiedono ascoltatori attenti, che non li apprezzino solo per il ritornello da tormentone. Creano un’atmosfera straniante fatta di legami tra concetti totalmente distanti, tanto da sembrare parte di un quadro di De Chirico. E’ una musica che tiene in movimento il cervello e che vuole farsi risolvere come un cruciverba.

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