Con “Hot N Cold” ecco spiegato come i pesci si adattano alle diverse temperature ambientali

la regolazione della temperatura corporea da parte degli organismi viventi risulta essere, in generale, di vitale importanza per consentire il normale svolgimento delle differenti funzioni fisiologiche.

“Hot N Cold” è un celebre brano della cantante Katy Perry rilasciato nel 2008 dove descrive il comportamento estremamente mutabile di un ragazzo. Allo stesso modo, nell’ambiente, la temperatura può variare notevolmente tra inverno ed estate, implicando quindi la necessità di trovare metodi per adattarsi al cambiamento.  Grazie a questo brano, andremo quindi a capire come i pesci, si adattano per sopravvivere alle diverse temperature del mezzo acquatico.

ANIMALI ECTOTERMI

Quando si parla di adattamento alle diverse temperature, è bene fare una prima distinzione tra animali ectotermi ed endotermi: nel primo caso, parliamo di animali come i pesci la cui temperatura corporea si adegua a quella esterna, mentre nel secondo caso si parla invece di animali in grado di accumulare e preservare calore. Nel caso di ectotermi come squali o tonni, si può distinguere il fenomeno dell’eterotermia regionale, ovvero la capacità di aumentare la temperatura di particolari distretti corporei come occhi, cervello e visceri. Escludendo quindi i casi di eterotermia regionale, gli ectotermi presentano una temperatura corporea uguale a quella dell’ambiente in cui si trovano in quanto il calore prodotto dal corpo viene disperso velocemente. Questo, tuttavia, non significa che non siano in grado di recepire le variazioni di temperatura: esattamente come altri animali, sono in possesso di specifici centri, nell’encefalo per la rilevazione delle variazioni di temperatura. Gli adattamenti che possono essere messi in gioco da animali ectotermi sono essenzialmente due: adattare il proprio metabolismo alle condizioni esterne, oppure cambiare ambiente.

ADATTAMENTI AL FREDDO

Contemporaneamente alla diminuzione della temperatura, si verifica non solo un calo del metabolismo dell’animale stesso, ma anche un calo del consumo di ossigeno. Per sopravvivere a queste condizioni, alcuni pesci sono in grado di sopportare la formazione di cristalli di ghiaccio nei fluido corporei presenti mentre altri, al contrario, evitano del tutto questo fenomeno. Questa seconda strategia, adottata per esempio da specie che vivono ai poli, è possibile in quanto, alcuni pesci, sono in grado di regolare la temperatura dei fluidi corporei ad una temperatura inferiore a quella dell’ambiente in cui si trovano. Un’altra possibilità per evitare la formazione di cristalli di ghiaccio nei fluidi corporei, è quella di impiegare particolari proteine che presentano un’azione anticongelante: interagendo con il ghiaccio presente ne abbassano il punto stesso di congelamento.

ADATTAMENTI AL CALDO

Nel momento in cui la temperatura del mezzo acquatico risulta essere elevata, una soluzione piuttosto immediata adottata dai pesci, è quella di spostarsi verso maggiori profondità, dove la temperatura dell’acqua risulta essere inferiore rispetto a quella presente negli strati superficiali. Se questo non risulta essere possibile, come ad esempio nel caso di luoghi confinati, come laghi che non presentano una sufficiente profondità, vengono attuate delle modificazioni anatomiche e fisiologiche. Per esempio, viene aumentata la superficie disponibile per la respirazione nelle branchie in quanto, ad elevate temperature, l’ossigeno risulta essere piuttosto carente. In questo modo, viene aumentata la capacità di assumere ossigeno. Un secondo adattamento, prevede di aumentare il quantitativo di acidi grassi saturi presenti nelle membrane biologiche in quanto, rispetto agli acidi grassi insaturi, vanno a costituire una membrana molto più rigida.

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