Avete presente quando non riuscite a togliervi una canzone dalla testa? Vediamo perché succede

Perché a volte quando sentiamo una canzone non riusciamo più a togliercela dalla testa? Proviamo a rispondere attraverso il disturbo ossessivo-compulsivo.

Il disturbo ossessivo-compulsivo può essere estremamente invalidante, costringendo la persona a rimanere con le sue ossessioni e compulsioni. Vediamo perché accade.

Una canzone che non se ne va

Avete sentito una canzone e non riuscite a togliervela dalla testa. Vi siete svegliati con un motivetto che vi ha accompagnato durante tutta la giornata. Avete presente questa fastidiosa sensazione? Prima o poi capita a tutti e di solito riguarda i cosiddetti tormentoni, sigle di telefilm o cartoni animati. Alcuni studiosi definiscono questo fenomeno Stuck song syndrome, la sindrome della canzone conficcata per sottolineare proprio come sembra non andare più via dai pensieri e, ovviamente, di solito capita quando abbiamo bisogno di concentrarci. La strategia più utilizzata è il tentativo di non pensarci, che, spesso, si rivela completamente inutile. Facciamo un esempio. Se vi dico di non pensare ad un elefante a cosa state pensando proprio ora?

Questo perché la canzone che si infiltra nei nostri pensieri è molto simile a un pensiero ossessivo o ad una compulsione, più ci si pensa più è difficile estinguerli. Certamente per la gravità e la pervasività non sono assolutamente paragonabili in quanto la canzone non ci incide sulla qualità della nostra vita e dopo un po’ di tempo svanisce, ma il meccanismo alla base dei due fenomeni è il medesimo. Vediamo come.

 

Il disturbo

Il disturbo ossessivo-compulsivo è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni. Le ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi che si presentano alla persona in modo intrusivo, ricorrente e indipendentemente dalla sua volontà e spesso appaiono come irrazionali. Sono di tale forza e frequenza da interferire nella vita quotidiana in quanto tipicamente l’individuo trascorre ore intere in questi pensieri. Solitamente riguardano la paura di contaminarsi o ammalarsi, ma anche impulsi sessuali, aggressivi, problemi fisici, religione, simmetria e l’ordine.

Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi ed eccessivi che la persona si sente obbligata a mettere in atto per diminuire il livello d’ansia esperito a causa dei pensieri ossessivi o per scongiurare una catastrofe. Molte persone con questo disturbo sentono il bisogno irrefrenabile di ripetere un rituale e, se non lo fanno, temono che ciò provocherà conseguenze terribili. Tra le compulsioni più comuni troviamo il tentativo di mantenere la pulizia e l’ordine in modo eccessivo, eseguire pratiche ripetitive a cui viene associato un potere magico di protezione e controllare continuamente di aver svolto certe azioni.

Non pensarci!

Sono molti i modelli che tentano di dare una spiegazione al presentarsi di questo disturbo. Tra questi appare rilevante il modello della soppressione del pensiero, secondo cui le persone con questo disturbo tentano maggiormente di sopprimere i propri pensieri rispetto agli altri. Nonostante il tentativo la situazione non fa altro che peggiorare, proprio come quando cerchiamo di “sopprimere” la canzone nella nostra testa. Alcune ricerche hanno dimostrato come le persone con questo disturbo tendono a credere che pensare ad una cosa la renda più probabile e a sentire un senso di responsabilità per ciò che accade.

Dati questi due elementi si è visto come abbiano più probabilità di mettere in atto strategie di soppressione del pensiero. Fare ciò, però, è molto molto difficile. Ricordate l’esempio dell’elefante? Il tentativo di sopprimere un pensiero, nella maggior parte dei casi, non fa altro che aumentare l’attenzione su di esso. Paradossalmente, quindi, chi tenta di far tacere un pensiero, lo amplifica ancora di più.

Come abbiamo visto, il motivetto che ci accompagna durante la giornata non è paragonabile alla presenza del disturbo, ma sopprimerlo, tentare di non pensarci, non farà altro che aumentare il problema. In presenza di ossessioni e compulsioni è, invece, necessario chiedere aiuto e affidarsi ad un esperto.

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